When you are in Rome…do as the australians do!

In foto: 27.11.2011 Jonathan Turner assieme e Enzo Cucchi (info) fotografati da Francesco La Bella a Roma.

Per celebrare l’inizio della collaborazione tra Genius e la Galleria Il Ponte Contemporanea (fino al 14 gennaio 2012 in mostra la personale di Ileana Florescu dal titolo Lunatiche) il nostro direttore Francesco La Bella ha trascorso un week end a Roma in compagnia di  Jonathan Turner, curatore d’arte, realizzando una gallery fotografica d’ incontri, luoghi e sapori classici della cultura culinaria della capitale.

Riviviamo quest’esperienza attraverso immagini e ricordi dell’esperienza romana raccontati da Martina Vocci, redattrice per Genius di arte, cultura e design.

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di Martina Vocci

La città eterna è un mondo che stupisce chi viene, come me,  dal nord, soprattutto se sei nato e cresciuto in un luogo in cui, a stento, il barista che ogni mattina ti serve il “capo” (caffè macchiato caldo) si ricorda di salutarti con un timido “ciao” quando entri e immediatamente ti chiede con sospetto  “cossa la vol?”.  Ho vissuto a Roma per quasi tre anni e il barista sotto casa mia a Trastevere non si è mai dimenticato di chiedermi come stesse il mio cane, un golden retriver, che lui non aveva mai avuto nemmeno modo di vedere.  Amo la mia città, Trieste, ma ogni volta che “scendo” a Roma mi si riscalda il cuore, soprattutto quando ritrovo gli amici.

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Jonathan Turner è uno di questi. Il mio australian Cicerone.

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Con lui ho girato la Roma che mi piace e da cui non mi separerei mai. Abbiamo lavorato insieme a più di qualche mostra, quando la galleria LipanjePuntin aveva una sede in via di Montoro, a pochi passi da un mondo straordinario, Campo de’ Fiori. In questa piazza il 17 febbraio del 1600 fu arso vivo il grande filosofo Giordano Bruno, accusato di eresia, e quasi a scongiurare questo antico e triste fantasma dell’Italia dell’Inquisizione ogni giorno della settimana a Campo de’ Fiori si anima uno splendido mercato pieno di profumi, sapori e colori di vita. Il mercato di Campo è una metafora della vita romana, in cui per assurdo si mescolano le magliette per turisti a ricchi banchi di spezie e gustosa e succosa frutta e verdura fresca provenienti dalla rigogliosa campagna romana. Guardando nella stessa direzione in cui posa lo sguardo incappucciato Giordano Bruno, si scopre una delle meraviglie di Roma: il Forno di Campo, una panetteria, alla romana “forno”, in cui si può gustare la più buona pizza bianca della città. La pizza bianca è uno punto d’ orgoglio dei romani ed è una pasta sottile e croccante di pane, che viene spaccata per accogliere generosamente gli affettati: un capolavoro è la classica pizza alla mortadella. A tutte le ore del giorno, vedrete a Campo de’ Fiori qualcuno che ha in mano un sacchetto del Forno di Campo e ne mangia avidamente  il contenuto.

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Altro tipo di pizza si mangia da Francesco. Nella splendida cornice di piazza del Fico, a pochi passi dal Chiostro del Bramante e Piazza Navona, trova la sua storica sede questa verace ed autentica pizzeria Romana, che per un breve periodo è stata chiusa per la stupidità di potenti vicini. D’estate si mangia proprio in piazza, su tavoli che sembrano quelli delle trattorie triestine, con tovaglie di carta e bicchieri pesanti. Ecco un’altra cosa da sapere se si vuole sopravvivere a Roma: niente è come sembra. Se si vuole vivere serenamente a Roma, bisogna spogliarsi di apparenze e stereotipi sull’umanità in generale, sui romani in particolare. Perché se c’è una cosa che i Romani sanno fare meglio di tutti nel mondo è farti sentire a casa. Non sono chiusi, anzi starebbero ore a sentirti raccontare della tua esperienza, anche se non ti rivedranno mai più,  e a raccontarti della loro vita. Generosi di sapere e di sapori. Come la pizza di Francesco. La prima volta che ho mangiato la pizza a Roma, mi aspettavo la classica pizza con il bordo alto, molto lievitata. Con pazienza e amore, uno dei camerieri di Francesco mi ha raccontato che nel mondo è più diffusa la pizza napoletana (bordo alto e pasta molto lievitata, un po’ morbida al centro) mentre la pizza romana, ben cotta, sottile e croccante è tutt’altra storia.

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Come tutt’altra storia è la pasta con le vongole di Pierluigi a piazza de’ Ricci. Si crede spesso che i migliori piatti di pesce si dovrebbero trovare laddove abbonda la materia prima, e cioè vicino al mare. Non è vero. La pasta con le vongole di Pierluigi è la più buona che io abbia mai mangiato. Ero insieme a Jonathan in una calda sera d’estate, chiusa la galleria, mi ha portato ancora una volta in un posto di Roma che non conoscevo (dopo quasi trent’anni a Roma, questo australiano conosce i migliori posti che si possano trovare in questa straordinaria città). Continuo inutilmente nella ricerca che tenta di carpire il segreto del delizioso sughetto della pasta alle vongole di Pierluigi.

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E sempre a proposito di pasta, non si può non visitare gastronauticamente la pizzeria- ristorante Il Corallo, dalle parti di Piazza Navona. Un luogo dove Antonietta, la storica proprietaria del locale, vi delizierà con carbonara e amatriciana, e le meno conosciute gricia (una sorta di carbonara in bianco) e la cacio e pepe, altro squisito piatto della tradizione romana. Senza dimenticare i fritti, perché i Romani hanno una perversa fissazione con la frittura: fiori di zucca, olive all’ascolana, supplì e crocchette sono l’antipasto romano per eccellenza e, durante il periodo invernale, i carciofi alla giudea.

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Se vi resta ancora un piccolo posticino nella vostra già soddisfatta pancia, un’ultima ed immancabile tappa, tornando al luogo in cui il nostro piccolo viaggio nei miei ricordi era iniziato, Campo de’ Fiori, da Obikà, un delizioso locale aperto tutto il giorno in cui si possono gustare mille tipi di mozzarella di bufala. Coniugando tradizioni ed usi diversi, un aperitivo da Obikà è il modo migliore per gustare l’imbrunire del sole sulla statua di Giordano Bruno e della vita romana.

Leggendo tra le righe di questi ricordi di una ex romana, potrete trovare un percorso di sapori e mondi straordinari che fanno di Roma uno dei miei posti dell’anima.

“A me invece Roma piace moltissimo: una specie di giungla, tiepida, tranquilla, dove ci si può nascondere bene.” (dal film “La dolce vita” di Federico Fellini)

Consigli di lettura: Marco Lodoli, Isole. Guida vagabonda di Roma, Einaudi, 2005