Vincenzo Salemme: la forza della risata

Genius Magazine incontra Vincenzo Salemme, attore, commediografo, regista teatrale, regista e sceneggiatore italiano.

Ma è di cinema che con Salemme dai molti mestieri vogliamo parlare.

Come sta il cinema italiano oggi?

Mi sembra in netta ripresa. Sento parlare di tantissime nuove produzioni e mi pare si stia riaffermando una varietà di generi diversi.

È un cinema quello italiano che torna a crescere? Cannes ha visto in competizione tre film italiani di grande successo (anche se non premiati): Il racconto dei racconti di Matteo Garrone, Mia madre di Nanni Moretti e Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino.

Il fatto stesso che ben tre film italiani siano entrati in concorso nella stessa edizione del festival di Cannes è un successo. Non sono molti i paesi che possono vantare lo stesso primato.

Lei Nanni Moretti lo conosce bene; ha debuttato con lui al cinema in Sogni d’oro del 1981.

Sì, lo conoscevo molto bene, e in quegli anni ci siamo molto frequentati, anche nel privato. Adesso non ci vediamo più da tanti anni.

Un cinema impegnato con Moretti e tanti i registi con i quali ha lavorato: da Mario Martone (Morte di un matematico napoletano) a Giuseppe Tornatore (Baarìa). E tante commedie. Perché “la gente vuole ridere”, riprendendo il titolo di alcuni suoi spettacoli teatrali?

Perché la risata è un’emozione forte, che ci da la sensazione di poter superare ogni ostacolo. E, in fondo, le cose importanti della vita vanno sempre affrontate con una buona dose di leggerezza.

E in questo voler ridere, quanto c’è delle sue origini partenopee?

Io sono nato in un paese della provincia napoletana. A Bacoli, e nascere in provincia ti dà la possibilità di vivere le vicende cittadine con uno sguardo un po’ più distaccato. Quindi Napoli ho imparato a viverla e ho scelto di amarla. Con evidenti conseguenze sul mio modo di esprimermi. La teatralità della lingua, e l’enorme patrimonio artistico ricco di personaggi del calibro di Eduardo, Totò, Massimo Troisi, inevitabilmente incidono sul mio spirito e condizionano il mio modo di esprimermi.

Vincenzo Salemme più attore o regista al cinema? Quali le preferenze?

Del mio lavoro mi piacciono tutte le fasi: dalla nascita dell’idea (quindi la scrittura) alla realizzazione della stessa (regia) ed infine all’interpretazione del personaggio che ne rappresenta il motore (attore).

Concludiamo con i progetti in cantiere per l’immediato futuro al cinema.

A settembre girerò il mio prossimo film di cui vi parlerò nei prossimi mesi. E, a novembre, riprendo il tour teatrale con la mia commedia “Sogni e bisogni, incubi e risvegli”, toccando città come Palermo, Firenze, Bologna, Milano e Torino.

Foto: Federico Riva