Villaverde Resort: tra salute, natura e movimento

Ci sono persone che, vuoi grazie alla propria esperienza, vuoi per un capacità innata, vedono in certi momenti, in certi luoghi, ciò che le altre persone non vedono. Colgono opportunità dove gli altri vedono solo difficoltà, intuiscono un potenziale dove sembra non ci sia nulla di buono, sognano quando tutti gli altri dormono.

Eppure certe volte le cose sono lì, sotto gli occhi di chi le sa vedere, in attesa che qualcuno si accorga del loro valore, che le apprezzi, che le rimetta al centro del disegno ambizioso che meriterebbero.

Occorre coraggio, certo. Occorre rimettere in discussione i rapporti di spazio e di forza. Occorre sfidare la legge di gravità, come il proverbiale calabrone che vola, nonostante per la fisica non possa. Ma soprattutto occorre crederci perché la visione diventi realtà e si riveli più vera delle certezze prese passivamente per buone per osmosi e quieto vivere.

Un po’ come il Friuli Venezia Giulia. Considerato da sempre, da chi stenta a collocare la Regione sulla cartina ma anche dalla stessa gente del luogo, periferico. Vuoi per un’antica attitudine alla riservatezza, vuoi per il mito del “fare da soli”, orgoglio sacrosanto e allo stesso tempo limite prospettico dell’approccio friulano ai problemi e alle difficoltà, vuoi per la convinzione di essere ai confini di un centro che non è più centro. Ma inconsciamente in attesa di qualcuno che sappia ridisegnare centro e periferia e che restituisca alla Regione il ruolo di punta di compasso dell’unico orizzonte all’interno del quale le proporzioni possono avere senso oggi: l’Europa.

Ed è quello che ha saputo fare Gabriele Lualdi, imprenditore di successo che ha avuto il coraggio mettersi in discussione e di cogliere la sfida di un’offerta turistica, sportiva e sanitaria diversa e la capacità di uscire dagli schemi mentali che stanno alla base del marketing e dell’idea stessa di Friuli Venezia Giulia. E così è nato il Villaverde Resort di Fagagna, a pochi chilometri da Udine, in una delle più belle zone del Friuli collinare.

«L’idea è semplice – afferma Luadi – e nasce dalla consapevolezza della mancanza di una struttura che unisca il concetto di resort, di centro wellness e uno dei più bei campi da golf d’Europa. Un luogo nel quale trovare servizi di qualità e personale medico altamente qualificato e nel quale il benessere psicofisico della persona è al centro di tutto».

Benessere psicofisico, ci tiene a sottolineare Lualdi. «La salute del corpo non può prescindere dalla salute della mente. E in questo senso il verde e il silenzio del luogo creano al cornice perfetta per ossigenarsi dalla vita quotidiana fatta di stress e preoccupazioni. Inoltre l’assistenza sanitaria per i soci, e messa a disposizione per i nostri ospiti business, mira alla prevenzione costante. I nostri medici infatti costruiscono un archivio sulla base del quale garantiscono alla persona un monitoraggio costante sullo stato di salute con consigli su analisi da fare, visite e controlli. Prevenzione è la nostra parola d’ordine: se ci si deve curare significa che si è arrivati tardi».

Ma non solo corpo, si diceva. «La mente richiede la stessa attenzione. Una delle malattie più diffuse oggi è la depressione. Ci sono molti motivi che la determinano. Alcuni sono seri, altri possono sembrare banali ma non vanno giudicati e non posso essere sottovalutati».

Resort, quindi, con attività sportive, «tra cui percorso podistici, tennis, gite in bicicletta, barca a vela o a motore nel golfo di Trieste, sale per conferenze, ristoranti e lounge bar, sale per massaggi, saune, la piscina, la palestra e tanto, tanto verde».

E qui entrano in scena il golf, la natura, il silenzio che sono il contorno perfetto per ritrovare un equilibrio interiore che la vita quotidiana tende a usurare.

«Certo. Il golf è lo sport ideale per staccare il cervello dalle preoccupazioni, soprattutto il un contesto come questo», e lo sguardo non può non andare alla grande finestra che guarda a nord, sulle colline della strada che da Fagagna porta a San Daniele, «una delle più belle del Friuli». Ma guai a considerare questo sport un’attività d’élite. «Esistono golf club esclusivi, in cui i soci pagano cifre altissime per stare in mezzo ai propri simili. Noi abbiamo voluto smentire questa convinzione. Da noi arriva il professionista come il principiante che ha voglia di divertirsi e che vuole vivere una giornata diversa».

Ma non solo tranquillità e relax, perché l’altra parola d’ordine è movimento. «Il movimento è fondamentale. Sia come sport e come attività fisica che come stimolo per la curiosità e per la mente. E da noi il movimento e le occasioni non mancano. In fondo ci troviamo nel posto più bello del mondo. Ha capito bene. Noi in Friuli Venezia Giulia siamo nel posto più bello del mondo e non ce ne rendiamo conto. Le spiego. Io ho viaggiato molto nella mia vita, conosco il mondo. E le posso garantire che nessun luogo ha un concentrato naturalistico e storico, in così poco spazio, come la nostra Regione. Ci pensi: in un’ora di macchina o venti minuti di aereo o elicottero, che vengono messi a disposizione da noi, possiamo atterrare a Venezia o sulle più belle montagne del mondo, le Dolomiti; abbiamo una storia che parte dal 90 avanti Cristo ad Aquileia, passa per il periodo longobardo di Cividale del Friuli e per la testimonianza bizantina della splendida Grado, affacciata su una delle più belle lagune dell’adriatico, fino al gioiello di Trieste che getta un ponte dal periodo romano fino all’Impero austro-ungarico, di cui era il porto più grande e attivo e uno dei centri principali. Non le basta? Siamo all’incrocio tra tre nazioni e tre culture: quella italiana, quella slovena e quella austriaca che con le loro tradizioni e la loro gastronomia offrono uno spettro vastissimo di sapori e suggestioni. La posso portare a visitare molti castelli magnificamente conservati dall’anno 1000 in poi. Le posso mostrare la splendida Sauris, enclave tedesca rimasta culturalmente intatta sulle Alpi Giulie e farle assaggiare i prodotti tipici di fronte a un panorama mozzafiato. La posso portare a Bled, in Slovenia, e farla giocare nel campo da golf voluto dal re di Jugoslavia. La posso far volare a Lubiana, gioiello di architettura austriaca o sul Collio ad assaggiare tra i migliori vini al mondo».

È vero. Ed è anche vero che una frase del genere, come quella secondo la quale in Friuli ci troviamo «nel posto più bello del mondo» richiede coraggio, visione e una gestione intelligente della sottile linea che corre tra provocazione e stimolo positivo, tra paradosso e realtà dei fatti.

E qui, a pochi chilometri da Udine, in un territorio improvvisamente diventato il centro una nuova mappa, grazie allo spirito visionario di chi ha saputo cambiare prospettiva e ridefinire la scala valoriale del turismo di massa, non possiamo che augurarci che nasca una nuova generazione di imprenditori sull’esempio di chi l’imprenditore lo fa da una vita, con impegno e passione, come Gabriele Lualdi, e che lo spirito della Mitteleuropa torni a rappresentare il cuore di un nuovo slancio europeo.

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