Viaggio senza confine.. Conosce il Libano?

“Conosce il Libano?”

Scossi la testa, di sera, il cielo ha l’apparenza del vino e le ombre che cadono sulle terrazze sono aureolate di luce Violetta. Sopra di voi, piante rampicanti: pergolati di vite e altre piante dai grossi fiori profumati.
Tutto è silenzioso, caldo e dolce: è l’atmosfera in cui sono nati i grandi miti. E le immagini che si Vedono con gli occhi della mente sembrano più reali della sedia su cui si è seduti……..divento Poetico, come vede “ Eric Ambler, Il processo Deltchev.

Ho ripensato ad Ambler in questa mattina di fine agosto guardando su Sky il giornale dell’emittente Francese France 24. La crisi Siriana potrebbe avere delle grosse ripercussioni sul Libano come anche un eventuale attacco Israeliano all’Iran. La fine del Ramadam, l’ Eid, la festa del dopo Ramadam, i bambini che giocano con i fuochi d’artificio che ormai si trasformano in vere battaglie per adulti a Tripoli, città “vittima” con maggioranza sunnita
non lontana dal confine siriano.

“Ci sono luoghi che sollecitano il lirismo. Tagliato soltanto da due grandi falesie che, a trenta chilometri l’una dall’altra, sembrano fissare la superficie dell’acqua, e da un promontorio che, un po’ più a sud, si
incarica di fare la guardia al mare, questo fianco del Mediterraneo, bagnato giorno e notte di colori, pare a più d’uno sposare i cieli.”

“E’ il felice lido in cui fu divinizzata la voluttà”

Così descrivono la zona dove sorge Beirut il giornalista/storico SamirKassir , ucciso barbaramente il 2 Giugno 2005 e il geografo anarchico EliséeReclus.
E questo ho nel mio cuore.

Il Libano dal 1967 ad oggi è stato distrutto ed è rimasto stritolato dall’influenza Siriana da una parte e Israeliana dall’altra . Beirut distrutta è stata ricostruita secondo un piano che si caratterizzava per il gigantismo , la trasformazione della Beirut Ottomana e Francese dominata dalla pietra ramleh e dai colori pastello, in una sorta di città americana quasi una Dallas del Mediterraneo; che per fortuna sarà in seguito modificato sull’idea di una continuità storica adottando lo slogan : “una città antica per il futuro”.

Il mio amico Ali purchase hgh injection Baidoun JesExtender hgh dopa 250 capsules racconta con le immagini dei suoi film questa nuova Beirut in modo ammirabile e provocando fortissime emozioni.Mi ha colpito la raffinatezza delle immagini, la musica che le accompagna, la bellezza assoluta dei Luoghi, anche i più degradati. Ali è nato nel sud del Libano nel 1984, laurea in arte drammatica all’Università Libanese di Beirut e una al DAMS di Bologna in cinematografia. Un periodo di insegnamento all’Università di Beirut e alla Hariri 3 school. Attività come attore tra Bologna , Beirut,Napoli Dubai etc… ha girato come regista una quarantina di documentari tra i quali amo ricordare:

– Road to Rashia del 2009 ( un road movie su di una famiglia canadese alla riscoperta delle proprie origini Libanesi)

– Bologne, PasVous? del 2007 (la città di Bologna vista attraverso una coppia di ballerini francesi di tango)

– Flamenco 2006 (presentato al festival Ecovision di Palermo nel 2007).

Attualmente sta realizzando un lungometraggio sulla Beirut degli anni ’60. La Beirut considerata allora la Svizzera dell’Oriente e che attualmente si riesce solo ad immaginare passeggiando lungo “La corniche” , il lungo mare.
Sue queste parole alle mie domande sulla situazione attuale libanese : “ faccio video art ed è impossibile non vivere questa crisi perché la respiri ovunque. Mi era venuto il desiderio di lasciare Beirut e di recarmi nel villaggio natale al sud del paese, dove però al contrario del nord minacciato dalla Siria è Israele ad incutere timore.

Certo fare arte in questo paese è una sfida stimolante, si tratta dell’esistenza di una nazione e dei suoi Abitanti.
Devo convivere con un casino di pensieri ed angosce, affari non risolti e la speranza che un giorno ritornerà tutto bello e gioioso come nei ricordi dei vecchi nel Libano degli anni ’60 che mi accingo a raccontare.

E’ già l’alba, in mattinata avrò un’intervista con un’associazione tedesca per la realizzazione di un documentario su “Beirut, l’incontro delle culture del mondo “, potrei crederci. Chiudo il portatile e vado prima al mare, un tuffo che è un sospiro sotto l’acqua; l’acqua di questo mare che senza di lui, Beirut non sarebbe che un inferno di palazzoni corrotti. “