“Venezia 69 chiude i battenti” di Bettina Todisco

ph. Il regista Kim Ki-duk (a destra) sul red carpet di Venezia con i due protagonisti del suo film “Pieta”

Non sono, forse, abbondati i film capaci di lasciare il segno, ma gli italiani hanno finalmente dato bella prova di sé. Nell’album dei ricordi restano Redford, Brosnan, Efron. Ma anche tanti attori adolescenti al loro debutto.

Dopo dodici giorni di tanto cinema, sabato 8 settembre sono stati proclamati in serata i vincitori di Venezia 69, sotto la direzione del direttore Alberto Barbera, dopo dodici anni di nuovo al Lido.

I premi ufficiali sono stati assegnati: Leone d’Oro per il miglior film a Pieta di Kim Ki-duk. Leone d’Argento per la migliore regia a The Master di Paul Thomas Anderson. Premio Speciale della Giuria a Paradies: Glaube di Ulrich Seidl. Coppa Volpi per il miglior attore a Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix nel film The Master di Paul Thomas Anderson. Coppa Volpi per la migliore attrice a Hadas Yaron nel film Lemale Et Ha’Chalal di Rama Bursthein.

La valutazione del livello delle pellicole in concorso ha diviso i maggiori critici, spaccati tra entusiasti sostenitori e implacabili detrattori. Al di là del valore indiscusso di alcuni titoli – da Pietà del coreano Kim Ki-Duk a Thy Womb del filippino Brillante Mendoza – sono mancate al Lido quelle opere che fanno gridare al capolavoro, emozionando nel profondo. Va dato però atto che, mediamente, tutti i film oltre a essere di buon livello, sono stati capace di raccontare una storia interessante, di trattare degli essere umani, della crisi, della nostra contemporaneità, declinata negli orizzonti geografici più diversi.

Ottimi i film italiani in Mostra. Tre le pellicole italiane in concorso nella sezione Venezia 69 che, ahinoi, non hanno ottenuto gli sperati Leoni. Si va da E’ stato il figlio di Daniele Ciprì, al troppo polemizzato Bella addormentata di Marco Bellocchio e a Un giorno speciale di Francesca Comencini, accolta con un po’ di sufficienza dai critici, ma applaudita e amata dal pubblico della Mostra.

Buon apprezzamento, poi, nella sezione Orizzonti, destinata alle opere prime o a quelle di innovazione, per L’intervallo di Leonardo Di Costanzo, diventato un piccolo cult, già uscito nelle sale, come del resto anche il film di Bellocchio, liberamente ispirato alla vicenda di Eluana Englaro e girato a Udine.

Per chi ha seguito la Mostra, molti sono i film da custodire e gli attori e i registi da ricordare. 

Il Beppe Servillo inedito del film di Ciprì E’ stato il figlio che racconta con toni tragicomici la miseria della ricchezza.

 Pierce Brosnan che, abbandonati i panni dello 007, recita nella commedia fuori concorso Love is all you need di Susanne Bier.

O i tanti volti di attori adolescenti, spesso esordienti e spesso italiani, da Bellas Mariposas, ad esempio, l’ultimo lavoro di Salvatore Mereu, tratto dal romanzo cult di Sergo Atzeni. 

La passione civile di Robert Redford, per la prima volta alla Mostra, fuori concorso, con Electronic Cigarette la regia di The company you keep, dove Redford è un ex militante del movimento di ispirazione comunista-rivoluzionaria Weather Underground, nato in risposta alla Guerra in Vietnam.

E, ancora, l’attore Zac Efron, isteria delle sue appassionate fan a parte, o i bravi giovani attori del film francese Après Mai del regista controcorrente Olivier Assayas che ha portato in Concorso il ritratto, autobiografico, di un gruppo di ragazzi liceali nel dopo maggio francese del 1971. Un affresco forte, ambizioso, con molti virtuosismi registici e con interpreti convincenti, malgrado molti di loro siano alla prima esperienza sul set.

Spike Lee e il suo omaggio a Michael Jackson.

Il controverso regista austriaco Ulrich Seidl che al Lido, premiato, ha portato il suo Paradise: Faith, protagonista una donna maniaca religiosa e ossessionata anche carnalmente dal Cristo.

E, per finire, anche se l’elenco potrebbe essere più lungo, il giapponese Takeshi Kitano, regista e attore, che nel suo Outrage beyond ci regala una mattanza in salsa yakuza. Per gli amanti del genere.

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 In dettaglio i premi.

. VENEZIA 69

LEONE D’ORO per il miglior film a PIETA di Kim Ki-duk (Corea del Sud)

LEONE D’ARGENTO per la migliore regia a THE MASTER di Paul Thomas Anderson (Stati Uniti)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a Paradies: Glaube di Ulrich Seidl (Austria, Germania, Francia)

COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix

nel film THE MASTER di Paul Thomas Anderson (Stati Uniti)

COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a Hadas Yaron

nel film LEMALE ET HA’CHALAL di Rama Bursthein (Israele)

PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore o attrice emergente a Fabrizio Falco 

nel film BELLA ADDORMENTATA di Marco Bellocchio (Italia) e nel film È STATO IL FIGLIO di Daniele Ciprì (Italia)

PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a Olivier Assayas

per il film APRES MAI di Olivier Assayas (Francia)

PREMIO PER IL MIGLIORE CONTRIBUTO TECNICO, PER LA FOTOGRAFIA, a Daniele Ciprì

per il film È STATO IL FIGLIO di Daniele Ciprì (Italia)

LEONE DEL FUTURO – PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA (LUIGI DE LAURENTIIS) a:

KÜF (MOLD) di Ali Aydin (Turchia, Germania) SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA

nonché un premio di 100.000 USD, messi a disposizione da Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis, che saranno suddivisi in parti uguali tra il regista e il produttore

ORIZZONTI

PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM (riservato ai lungometraggi) a SAN ZIMEI di Wang Bing (Francia, Hong Kong)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI (riservato ai lungometraggi) a TANGO LIBRE di Frédéric Fonteyne (Francia, Belgio, Lussemburgo)

PREMIO ORIZZONTI YOUTUBE PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a CHO-DE di Yoo Min-young (Corea del Sud)

EUROPEAN FILM AWARDS 2012-EFA a TITLOI TELOUS di Yorgos Zois (Grecia)

. LEONE D’ORO ALLA CARRIERA 2012

a Francesco Rosi

 . JAEGER-LECOULTRE GLORY TO THE FILMMAKER AWARD

a Spike Lee

. PREMIO PERSOL

a Michael Cimino

. PREMIO L’ORÉAL PARIS PER IL CINEMA

a Giulia Bevilacqua