Una mostra ispirata all’universo degli oggetti nell’Ulisse di James Joyce

“Domestic Drama” è il titolo della mostra di Andrea Guerzoni dedicata a James Joyce nell’ambito del ‘Bloomsday’ che si inaugurerà sabato 16 giugno alle 18 presso la Sala Mostre Ex Aiat di Piazza Unità. Promossa dal Comune di Trieste, dal Museo Joyce, dall’Università di Trieste e dalla Casa della Musica in collaborazione con Daydreaming Project, “Domestic Drama” s’ispira agli oggetti ed ai personaggi dell’Ulisse di Joyce. In modo particolare, al quindicesimo capitolo del romanzo dal titolo Circe, dove le piccole cose della vita quotidiana sembrano improvvisamente animarsi di vita propria fino ad acquistare un’autonomia linguistica e di movimento che li rende veri e propri ‘attori’ della pantomima. Un grammofono, un orologio a cucù, un sapone, una pianola, il ventaglio di Bella Cohen, il berretto di Lynch, nel mondo notturno e visionario di Joyce “gli oggetti parlanti di Circe sono gli amuleti e i feticci di un mondo improvvisamente sfuggito al tempo della storia e diventato animista e mitologico” (C. Patey).

I copricapi joyciani, anch’essi dotati di una propria identità, irrompono copiosi: cappello a tricorno violetto e bombetta grigia, berretto da casa con nappe e cuffietta a nastri da dama, cappellino alla marinara e berretto di pelo, sombrero spiovente impennacchiato e berretto a sonagli. E oltre agli oggetti, anche le singole parti del corpo umano possiedono una vita indipendente: ecco una testa femminile separata dal busto e quella maschile tenuta sotto provacyl scam braccio dall’interessato, o una mano di morto che scrive.

Dopo Carol Rama, Alda Merini, Fernando Pessoa, con questa nuova mostra a Trieste su James Joyce, Andrea Guerzoni (Torino 1969) ancora una volta disegna, dipinge e “mette in scena” figure seducenti e tenere ma al tempo stesso sinistre ed ambigue, personaggi ed oggetti carichi di storia, di vita. Frammenti visivi intrisi di valori simbolici ed emotivi, feticci. L’immaginario feticistico che prende corpo nelle sue recenti mostre personali (Domesticheria, 2012, Torino, Carol Rama – Andrea Guerzoni Quanta luce nel nero, 2011, Roma, Feticci, La danza dell’ape: aforismi per Alda Merini,2010, Milano) può essere eletto a metafora del particolare rapporto che l’artista intrattiene con le figure e le voci predilette.Nei disegni di Guerzoni realizzati per il Bloomsday di Trieste si ritrova, oltre al fenomeno della personificazione degli oggetti e delle curiose e inaspettate metamorfosi, quel senso di straniamento che può cogliere il lettore dell’Ulisse. Nell’installazione “Maestro di colore”, serie di tele in stoffa di varie dimensioni, alcune delle quali con un aforisma ricamato tratto da Circe, Guerzoni evoca i sublimi colori inventati da Joyce, in particolare le tonalità dell’azzurro: fumo, argento, crepuscolo, salino, verdastro, luna, ma anche le tonalità rosafragile, grigioluna, argentoviscosa, brunodorato, salsosangue, presenti nelle Poesie da un penny.

La mostra ‘Domestic Drama’ resta visitabile fino al 15 luglio 2012 da lunedì a domenica con orario 10:00 – 13:00 / 16:00 – 19:00