Una grazia senza epoca. Intervista ad Anna Godina

Anna Godina, una splendida ragazzina triestina di diciassette anni, modella dell’agenzia di moda Be Nice e Miss Topolini 2015.

Frequenti il liceo linguistico Francesco Petrarca di Trieste e lavori come modella. Come riesci a conciliare studio e lavoro?

Saper organizzare il tempo è fondamentale. Attualmente il mio obiettivo principale è finire le superiori nel migliore dei modi, riuscendo a conseguire il diploma italiano e il Baccalauréat francese. Di conseguenza, al momento, i lavori sono occasionali. Il mio segreto è che sono iperattiva. Sono una ragazza piena di interessi e passioni. Durante la settimana, per mantenermi in forma, faccio sport sei giorni su sette, alternando la danza classica/contemporanea alla palestra. Inoltre, seguo lezioni di canto, dizione e interpretazione, oltre al potenziamento della lingua inglese. E non manca mai l’abbonamento al teatro.
Gestire il tutto non è semplice e richiede notevole responsabilizzazione e determinazione. Credo che il mio giorno tipo dovrebbe durare all’incirca trenta ore.

Sei dunque una ragazza che ci tiene molto alla preparazione. Ma a fare la modella, sogno di molte ragazze, come si inizia? E come funziona?

Innanzitutto, vorrei sfatare il mito che per fare la modella basti essere bella e sorridere. Il mondo è pieno di belle ragazze! Con l’avvento della tecnologia ora è possibile contattare modelle da tutto il mondo, metterle su un aereo e presentarle sul posto di lavoro il giorno dopo. Il modo in cui ti presenti e ti poni ai casting è fondamentale. Devono ricordarsi di te, tra tutti i volti interessanti che hanno visto. Non è un gioco, in questi lavori i tempi sono molto stretti, quindi bisogna dare sempre il massimo. E sperare che ti richiamino! Per ottenere un buon risultato è necessario, inoltre, avere un buon rapporto, creare una buona collaborazione, con tutta la “troupe”, a partire da truccatori e parrucchieri per arrivare fino al fotografo. Personalmente, sono entrata nel settore con il concorso Miss Topolini. Attenzione, però, al giorno d’oggi ci sono tanti fotografi e concorsi improvvisati… In questo mercato si lavora con la propria immagine ed è così che i rischi quadruplicano. È importante tutelarsi, perché una volta che una foto è online o é stata firmata la liberatoria per il suo utilizzo, senza porre la dovuta attenzione, è finita. La foto circola e diventa di dominio pubblico. Chissà dove finisce… Per questo motivo consiglio a tutte le ragazze che aspirano a fare le modelle di affidarsi a una buona agenzia. Come Be Nice, ad esempio. Sì, certo. E mai abboccare a facili offerte di chi ti dice “per la modica cifra di tot, ti faccio uno splendido book fotografico e ti lancio nel mondo della moda!”. Se vali e hai le caratteristiche per far bene, é l’agenzia che ha interesse a proporti al cliente e a farti guadagnare.

Cosa ti ha spinto a fare la modella. Era già un tuo sogno da bambina?

No, non avevo mai pensato di fare la modella prima. L’ho sempre visto come un mondo lontano. Da bambina, poi, non volevo mai farmi fotografare. Ho innumerevoli foto di me con il broncio, mio padre mi rincorreva con la macchina fotografica. Ho trascorso un’adolescenza piena di dubbi. Per anni ho avuto l’autostima sotto terra, non riuscivo a guardarmi allo specchio e mi consideravo invisibile, il brutto anatroccolo insomma. Dalla terza superiore, invece, ho sviluppato una diversa consapevolezza di me stessa, anche se, come ho detto, c’è stato un lento percorso di maturazione. E il brutto anatroccolo è diventato uno splendido cigno. È uscito il lato estroverso di me. Ed è così che ho deciso di mettermi in gioco e di presentarmi, senza alcuna esperienza, ai provini di “Un Bacio“, il film girato in Friuli Venezia Giulia da Ivan Cotroneo. L’ho vissuta come una vera e propria avventura, finché, provino dopo provino, il regista mi ha scelta per un ruolo da attrice minore.

Splendido, non solo modella allora. Attrice.

Sì. E proprio sul set ho avuto due truccatori ed entrambi mi hanno fatto notare che avevo dei bei lineamenti e che avrei dovuto provare a fare qualcosa nel settore della moda e della pubblicità. Successivamente, ho deciso di partecipare al concorso di Miss Topolini 2015, convinta di non passare neanche il primo casting… Ricordo che, poco prima della finale, ho chiesto se potevo fare un’ultima prova della sfilata, perché non mi convinceva la mia camminata.

E invece hai vinto, insomma senza quasi rendertene conto. Vincere a sedici anni Miss Topolini 2015 è stato dunque il trampolino di lancio?

Miss Topolini è stata per me la prima vera esperienza in questo campo ed effettivamente da quel momento la mia vita è cambiata.

Che sensazioni hai provato durante il tuo primo servizio fotografico?

Il primo vero servizio fotografico, in ambito lavorativo, ha rappresentato per me un’intensa emozione e ho imparato molto. Ho avuto la fortuna di collaborare con Alberto Buzzanca, noto fotografo di moda. Le sue foto emozionano. Sa estrarre il meglio dalle modelle. Sembra che parlino a chi le osserva. Inizialmente non sapevo bene come muovermi, ma a fine giornata con Buzzanca avevamo numerosi scatti tra cui scegliere. Sai, se il fotografo é bravo e professionale, come lui, sa metterti a tuo agio e tirar fuori dalla modella il meglio, funzionale proprio al risultato atteso dal cliente. La cosa che più mi affascina dei servizi fotografici è che sono sempre diversi e ognuno ha un obiettivo, qualcosa da trasmettere. C’è un momento in cui si percepisce che ci sono le emozioni giuste e si sente che sta per arrivare lo scatto buono.

La tua famiglia ti ha sostenuto e ti sostiene, o avrebbe preferito tu ti limitassi allo studio?

La mia famiglia mi ha sostenuto e mi é stata vicina fin dall’inizio. Mia sorella è probabilmente la mia più grande sostenitrice, spesso pubblica i mei traguardi lavorativi sul suo profilo Facebook, orgogliosa della sorella minore. Oltretutto, essendo ancora minorenne, non potrei fare questo lavoro se i miei genitori non mi sostenessero. Mi hanno sempre accompagnata a tutti i provini, credono in me e nella mia tenacia nel perseguire i miei obiettivi. E io credo di dimostrare, da parte mia, di essere responsabile e di voler coniugare studio e lavoro.

Continuerai gli studi, magari in campo linguistico?

Sento che il mio periodo di formazione non è concluso. Voglio approfondire le mie conoscenze e la mia cultura, per formarmi completamente come persona. Ho un piano A, per cui mi sto preparando e al quale tengo molto, ma ho sempre presente anche il piano B, ossia l’università. In ogni caso, sono più propensa verso facoltà non umanistiche.

I tuoi progetti futuri come modella?

Ho fatto un colloquio in un’importante agenzia di Milano e, dai diciotto anni, dovrei collaborare con loro. Al momento lo vedrei come un lavoro con i cui proventi pagarmi l’affitto o parte degli studi. Tutto, poi, dipenderà da come andranno effettivamente le cose.

Una domanda frivola. Qual è il tuo outfit preferito?

Non ho un outfit preferito. Durante il periodo scolastico devo dire che non dedico molto tempo agli abbinamenti, a parte quelle, ormai rare, volte in cui il venerdì e il sabato sera esco. Spesso, vado a scuola struccata, ma non sono una di quelle ragazze che si sveglia mezz’ora prima per il trucco o per sistemare i capelli, piuttosto impiego quel tempo per fare un bello stretching mattutino!

Per concludere, su Instagram innumerevoli bellissime immagini fanno onore alla tua bellezza. Una vetrina non da poco Instagram. Ma tu, cosa pensi dei social?

In effetti, non sono rare le storie di ragazze e ragazzi che sono stati notati la prima volta su Instagram. Ci sono agenzie importanti che organizzano veri e propri casting online, attraverso l’uso di hashtag e tag. Innumerevoli sono i profili ben curati di modelli, attori, fotografi ecc. Ad esempio, con un like ci si può far conoscere da un fotografo e valutare, poi, un’eventuale collaborazione. Credo, però, che bisogna saper limitare il tempo che si dedica ai social network, altrimenti diventa qualcosa di maniacale, un’ossessione vera e propria. Dev’essere visto e vissuto come un passatempo, non come una ragione di vita. Le persone, a volte, perdono di vista la realtà e si creano un mondo parallelo nel quale navigare e dove tutto diventa possibile. Per me non é cosí. I social si affiancano alla mia vita reale. Li considero una forma di comunicazione, uno strumento per dialogare con le persone e il mondo che mi circonda. Guai a confondere la realtà, si può incorrere in cocenti delusioni e amare sorprese.

Si ringrazia la BeNice – Model Agency per la disponibilità nel realizzare questa intervista