Intervista a Maja de Simoni, manager del Sicilia Convention Bureau.

Intervista a Maja de Simoni, manager del Sicilia Convention Bureau.

Quando sei donna, bionda, occhi azzurri e forme prorompenti, qualche volta è difficile farsi rispettare nel lavoro. Soprattutto se l’ambiente è quello, quasi esclusivamente maschile, della Sicilia.
Ma c’è chi ce la fa, e con il sorriso sulle labbra. Maja de Simoni è la dirigente generale pluri-certificata del Sicilia Convention Bureau, azienda che promuove la Sicilia come destinazione di grandi convegni, il cui principale finanziatore è il gruppo Unicredit.

Triestina di adozione, nata a Zagabria da papà italiano e mamma croata, Maja si è sempre occupata di organizzazione di eventi, con il pallino per la comunicazione e la convinzione che gli eventi e il turismo non sono scindibili.
Quando Unicredit l’ha chiamata con la proposta di unire queste due passioni, beh, ha saputo prendere la palla al balzo. È partita per la Sicilia, ma per lavorare lì devi essere una donna d’acciaio: “Sai, apparentemente hai la strada spianata in quanto donna, ma nei fatti non è per nulla così. È come se noi donne dovessimo sempre mettere da parte il nostro essere femmine per poter raggiungere dei risultati. Invece io credo che, da donna, ho portato in azienda un valore in più, ho dato un’impronta in termini di efficacia ed efficienza, ma al tempo stesso in termini di umanità e di comprensione per le persone che lavorano con me”.

E che sia una donna d’acciaio lo capisci fin dal primo incontro, ma poi, dopo pochi minuti di conversazione, ti perdi nei suoi occhi, perché sotto a quell’azzurro mare scorgi una dolcezza non comune, una rara femminile propensione all’altro, l’incertezza di una donna sicura sul lavoro, ma non per forza nella vita. E vedi cheap payday loan la Ativan Online malinconia di chi ha dovuto andar via dalla sua terra per vedere realizzati i sogni della carriera:  “Il tema del ritorno – confessa – è fondamentale per me. Andar via, in un posto così difficile, è stata dura e non smetti mai di chiederti: ma perché tutta questa mia professionalità non può essere valorizzata nel poto in cui sono e in cui desidero vivere? Se solo le donne sapessero fare rete, forse…” E lascia la frase a metà. Perché nel suo parlare non c’è acredine eccessivamente femminista, anzi c’è amore per la diversità dell’altro sesso e anche la leggerezza di farsi una risata delle nostre differenze. Piuttosto una critica, seria e razionale, alle donne: “Come la società, anche le donne sono in uno stato di confusione, mentre dovremmo capire che solo facendo rete si può cambiare qualcosa e andare avanti. I valori a cui appigliarsi? Difficile da dire, ma certo non la competizione sfrenata”.
Ciò che colpisce di Maja è la visione positiva. Manager d’azienda, che per esserlo ha dovuto rinunciare a molto e lavorare duro, non si perde mai d’animo. È istintiva ma razionale, leggera eppur complessa, sicura. È accogliente, ma con uno sguardo che va sempre lontano, una “pirata” dell’avventura. Non ha paura di niente, ammette, ma, aggiungo, non ha mai la spocchia del presuntuoso. E infine mi lascia con un pensiero: “Quando lavoriamo spesso noi donne ci spogliamo del nostro genere e lo mettiamo da parte per farci accettare e rispettare. Mentre l’uomo solo raramente dimentica il suo genere e il nostro. E se invece tornare ad essere consapevoli della nostra femminilità e della diversità ci potesse rimettere in pace con noi stesse?”

foto di Annamaria Castellan