Turismo in Moldova: realtà ancora da scoprire

Chi per la prima volta pensa di fare un viaggio nella Repubblica di Moldova si interroga su che cosa valga veramente la pena visitare oltre alla sua capitale Chisinau. Sotto l’aspetto naturalistico, la Moldova con i suoi bellissimi paesaggi che si estendono nel territorio fra i fiumi Prut ed il Nistro, la vista dei canyons formati dal fiume Nistro, le dolci colline coperte da foreste con i suoi villaggi-giardino, i suoi fertili terreni agricoli sparsi come un mosaico fra le zone forestali, e le sue innumerevoli oasi naturali, presenta molte soluzioni per un turismo che potremmo definire ecologico-ambientale.

La paura della novità e la preclusione a proposte innovative in linea con standard europei, ha finito per scoraggiare molti innovatori ed investitori esterni

Effettivamente, le attrazioni turistiche non sono così numerose se si prescinde dall’aspetto paesaggistico che di per sè è già premiante per gli amanti della natura, ma se si è muniti di un pò di spirito di adattamento e di una buona mappa anche la piccola Bessarabia può offrire al visitatore degli angoli incantevoli, soprattutto dalla primavera inoltrata fino all’inizio dell’autunno.
La Moldova, pur avendo molti target di interesse turistico, non possiede ancora un sistema turistico locale in grado di puntare alla valorizzazione delle sue potenzialità, ma dispone solamente di una serie di punti di interesse controllati da agenzie e soggetti per lo più non interagenti tra loro cui manca la percezione dell’utilità della collaborazione con altri Enti all’interno del Paese. Il sistema qui operativo in materia di turismo appare sotto molti aspetti frammentato e rinchiuso in se stesso, soprattutto perché timoroso di favorire altri soggetti a proprio discapito. La paura della novità e la preclusione a proposte innovative in linea con standard europei, ha finito per scoraggiare molti innovatori ed investitori esterni. Si ha la percezione che più che favorire con investimenti ad hoc la partecipazione del paese ad eventi fieristici certamente di richiamo, sarebbe auspicabile confezionare prima un vero prodotto, regolamentarlo, e poi creare i presupposti alla sua fruibilità su più ampia scala. Non operando con queste modalità, si teme che verrebbe ulteriormente favorito un modello di gestione individuale che è quello che domina oggi in Moldova.

Questo emerge dall’analisi condotta da importanti quotidiani locali sullo sviluppo dell’industria turistica in Moldova negli ultimi dieci anni a partire dal 2003. Oltre ai soliti dati statistici che vanno valutati con la dovuta cautela,  si registra sia una crescita del turismo in uscita (outgoing) dei moldavi,  che del turismo in entrata (incoming) da parte degli stranieri. Il numero di stranieri che è entrato in Moldova nel 2010 è aumentato a 1,89 milioni di persone, ovvero 5,3 volte in più rispetto al 2003. Il tasso di crescita annuale dei flussi stranieri nel paese è 65,9%. Al contrario, il numero di turisti stranieri che entrano in Moldova attraverso le agenzie di viaggio è diminuito del 74%. “Il fatturato del settore turistico è superiore a 150 milioni di euro all’anno e sta crescendo come potenziale economico in modo simile a quello dell’industria del vino, di gran lunga superiore ad altri settori come quello dei mobili. Tuttavia, gli sforzi dello Stato per promuovere il turismo e di sfruttarne il potenziale sono insignificanti, e mancano di una visione strategica chiara e coerente “, così ha di recente commentato Viorel Miron, presidente dell’Associazione di Sviluppo del Turismo in Moldova (ADTM).

Il numero di stranieri che è entrato in Moldova nel 2010 è aumentato a 1,89 milioni di persone, ovvero 5,3 volte in più rispetto al 2003.

E’ quindi spontaneo sostenere che il Governo moldavo non ha ancora compreso appieno l’importanza che riveste per l’economia interna lo sviluppo e lo sfruttamento delle capacità turistiche del paese.
Giova rammentare che nell’anno 2009 venne soppresso il Ministero del Turismo non appena si insediò il primo Governo Filat ed al suo posto venne creata un’Agenzia Nazionale del Turismo che si è segnalata per la mancanza di una chiara strategia di avanzamento del settore. Certamente queste valutazioni devono tener conto anche di un’economia in endemica difficoltà come quella moldava che deve fare i conti con i risicati budget annuali dedicati all’investimento e alla promozione, e per questo, non propensa a rischiare più di tanto.

Le escursioni in Moldavia rimangono i prodotti turistici più richiesti perché sono a basso costo e accessibili a un gran numero di clienti. Il loro costo varia da una decina di euro a persona per un viaggio di gruppo fino a 100 km andata e ritorno, e fino a 50-60 euro a persona se si comprende un tour di degustazione di vini in rinomate cantine. Le escursioni alle cantine, oltre alle visite d’obbligo a Chisinau e ai monasteri, esauriscono di fatto la domanda complessiva del turismo interno.
Tra i target di attrazione turistica,  il target enologico, rimane sicuramente  il maggior obiettivo di interesse economico, partendo dai tour alle meravigliose gallerie della città sotterranea di Cricova che vanta il più lungo percorso di cantine sotterranee del mondo e fornendo una guida aggiornata delle aziende produttrici di vino esistenti nella campagna moldava (ve ne sono tantissime. in grande parte misconosciute al grande pubblico). Lodevoli iniziative si stanno avviando in questa direzione che si ritiene possano produrre in tempi brevi risultati tangibili.

Non va sottovalutato pure  il target archeologico, che sta richiamando curiosità ed interesse sulle avanzate civiltà preistoriche a ridosso del nord del Mar Nero. Usciti dalla capitale imboccando la strada che porta verso Orhei (quindi verso nord) e superata la rotatoria di Cricova è possibile ammirare il “Complexul Muzeal Orheiul Vechi” che si trova tra le località di Trebujeni e di Butuceni. Questo è forse il più vasto ed interessante complesso museale all’aperto di tutta la Moldova ed è costituito da monumenti archeologici, fortificazioni e obiettivi etnografici di varie epoche risalenti  al tardo-neolitico e addirittura al paleolitico. Per non parlare di altri siti archeologici scoperti recentemente nel rajonul di Soldanesti che hanno portato alla luce insediamenti umani che risalgono a 7000 anni fa.

Le aziende che investono nel turismo sostengono che la precarietà delle infrastrutture stradali è uno dei principali ostacoli allo sviluppo del loro business. Anche se ultimamente è aumentato il numero di mete turistiche al di fuori di Chisinau, per lo sviluppo del turismo rurale, ambientale ed enologico, l’accesso a queste destinazioni rimane ancora difficile e faticoso.

Anche l’assenza di uno sbocco sul Mar Nero continua a penalizzare il turismo locale. Sul Mar Nero si affacciano Turchia, Bulgaria, Romania, Russia, Ucraina, Georgia e la piccola repubblica separatista dell’Abkazia. La Repubblica Moldova non ha sbocchi se si escludono, i 400 metri di porto fluviale sul Danubio in località Giurgiulesti, concessi negli anni ’90 dall’Ucraina (in cambio di un lembo di terra moldava), come apertura verso il Mar Nero. La  parte meridionale della Bessarabia (Budjak, o Bessarabia vecchia) e le punte di accesso al Mar Nero dal delta del Danubio (nei pressi della città di Ismail, Ucraina) all’estuario del Nistro (dove oggi c’è la città di Belgorod, Ucraina) furono infatti cedute il 2 agosto 1940 dall’URSS all’Ucraina, togliendo di fatto alla Moldova l’accesso al mare.

Il Porto Internazionale Libero di Giurgiulesti (PILG) è l’unico porto della Repubblica Moldova che può accogliere imbarcazioni marittime ed è situato al km.133,8 del Danubio a sud della RM, al confine con la Romania e l’Ucraina. La superficie totale di 120 ettari del PILG ha uno statuto di zona economica e consiste di un terminale petrolifero, un porto di merce e di una zona industriale libera che offre agli investitori nazionali ed internazionali un ottimo spazio per gli investimenti e per il loro sviluppo al confine con l’Unione Europea.