Science+Fiction: la sfida di un grande evento

Parte con la scommessa di riportare il festival nel cuore della città l’undicesima edizione di Trieste Science+Fiction, la manifestazione dedicata all’esplorazione dei mondi del fantastico, dei linguaggi sperimentali e delle nuove tecnologie organizzata da La Cappella Underground in programma al multiplex Cinecity-The Space delle Torri dal 10 al 13 novembre. “C’è una piccola variante nella sigla del festival della fantascienza 2011: Trieste Science+Fiction. Nasce dall’idea di focalizzare l’attenzione fin dall’insegna sulla città che ospita il festival, la nostra Trieste, unica piazza italiana ad aver osato incentrare sul genere della fantascienza una manifestazione interamente dedicata” affermano gli organizzatori. “E Trieste Science+Fiction ha nel suo DNA tutte le caratteristiche per aspirare al ruolo di grande evento metropolitano, capace di raggiungere quegli obiettivi, strategici in termini di politica culturale, che da sempre teniamo in considerazione nell’organizzare la kermesse.”

È una manifestazione popolare capace di fondere la dimensione pop con la ricerca del cinema di qualità all’interno della produzioni di genere; attenta sia ai nuovi linguaggi espressivi che alla riscoperta dei classici del passato, anche in memoria di quel fanta-festival che quasi cinquant’anni fa lanciò per primo a Trieste la nostra stessa sfida; tendente a creare un ponte tra il mondo della scienza e quello dello spettacolo, attraverso programmi che pongono al centro le nuove tecnologie e le loro applicazioni al settore dell’intrattenimento; avventurosa nel portare personalità di chiara fama ed evidente richiamo per l’audience così come per la stampa”. Ospite di punta di quest’edizione è George A. Romero, regista, sceneggiatore, direttore della fotografia, montatore e attore, considerato il padre degli zombie (la sua creatura cinematografica prediletta), che sabato 12 novembre alle 20 riceverà il Premio alla Carriera Urania d’argento attribuito ogni anno ad un grande artista nel panorama del fantastico e realizzato in collaborazione con la rivista Mondadori Urania.

A consegnare il Premio a Romero sarà il maestro del brivido Dario Argento, che interverrà a Trieste per un incontro che si preannuncia indimenticabile. Durante le giornate del festival, George Romero incontrerà il pubblico anche nel corso di una masterclass che si terrà venerdì 11 novembre alle ore 17 presso l’Università degli Studi di Trieste nell’Aula Magna della Scuola Superiore di Lingue per Interpreti e Traduttori. Del grande regista americano verranno proiettate alcune tra le pellicole più significative del ciclo degli zombie, dal celeberrimo esordio in bianco e nero La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead, 1968), al successivo Dawn of the Dead (Zombi, 1978), che narra l’assalto ad un centro commerciale da parte di un’orda di resuscitati. Il film incassò oltre 40 milioni di dollari, diventando un cult assoluto nel filone horror, e fu distribuito in Italia da Dario Argento. Fino ai più recenti, e discussi, Diary of the Dead – Le cronache dei morti viventi (2007) e Survival of the Dead – L’isola dei sopravvissuti (2009). Inoltre Martin (1973), capolavoro vampiresco che lo stesso Romero indica come il preferito fra tutti i suoi film, sarà presentato al pubblico domenica 13 novembre alle ore 16.30.

Al centro di quest’undicesima edizione, il Concorso internazionale che assegnerà al miglior lungometraggio di fantascienza il Premio Asteroide, largo spazio sarà dedicato al cinema di fantascienza del Vecchio Continente. Membro italiano della European Fantastic Film Festivals Federation, il Trieste Science+Fiction dedicherà al cinema fantastico europeo altri due concorsi riservati alle produzioni europee: la competizione per il Méliès d’Argento per il miglior lungometraggio e quella per il Méliès d’Argento per il miglior cortometraggio fantastico europeo. Film d’apertura della kermesse, Monsters di Gareth Edwards s’ispira a grandi classici come Jurassic Park ed E.T., ambientato tra Guatemala, Belize e Messico, e, girato con una troupe composta da appena quattro persone e con due soli attori principali, alla vigilia dell’uscita nelle sale si accinge a diventare un fenomeno di culto. Tra gli altri titoli proposti, dalla Norvegia Troll Hunter di Andre Ovredal, dalla Croazia arriva The Show Must Go On di Nevio Marasovic, già ribattezzato come “il Grande Fratello ai tempi dell’Apocalisse”; e ancora, l’animazione di The Prodigies di Antoine Charreyon, creatore di videogames e l’angosciante paura di invecchiare di Target del regista russo Aleksadr Zeldovich.

Tra gli eventi speciali, l’anteprima italiana di The Thing di Matthijs van Heijningen Jr., prequel del cult movie anni ’80 La cosa di Carpenter. Ma anche l’ultimo lavoro di Werner Herzog, il documentario Cave of Forgotten Dreams, girato in 3D e incentrato sulla Grotta Chauvet in Francia, famosa per i suoi dipinti preistorici; e dal Giappone sbarcheranno Gantz e Gantz – The Perfect Answer di Shinsuke Sato, tratti dall’omonimo celebratissimo manga.

In programma anche un focus dedicato alle più recenti produzioni italiane di fantascienza sotto la sigla Spazio Italia: lungometraggi e cortometraggi di recente produzione, provenienti dal nostro Paese. Oltre a L’Arrivo di Wang dei Manetti Bros., in concorso nella selezione ufficiale per il premio Méliès, sarà presentato L’ultimo terrestre di Gianni Pacinotti, film d’esordio di un regista già notissimo come illustratore con il nome d’arte Gipi, che sarà ospite del festival con la collaborazione di Napoli Comicon. L’Evento Nocturno di quest’anno vedrà protagoniste due fra le più interessanti produzioni indipendenti di quest’anno: The Gerber Sindrome di Maxi Dajoie e Morituris di Raffaele Picchio. Completeranno la rassegna sette cortometraggi di produzione italiana. Oltre agli incontri con i registi e gli autori, le masterclass e gli eventi speciali, anche quest’anno Trieste Science+Fiction si arricchisce di alcuni appuntamenti in orario mattutino, a ingresso libero, nello spazio del Café Continentale di via San Nicolò 25 a Trieste, sotto la  ormai tradizionale sigla di Science Fiction Café. Venerdì 11 novembre alle ore 11.00 Kim Newman, scrittore britannico e critico di cinema e televisione ben noto ai frequentatori del festival, presenterà il suo volume Nightmare Movies: Forty Years of Fears in compagnia di  Alan Jones e Lorenzo Codelli. A seguire, il critico cinematografico e docente universitario Leonardo Gandini presenterà il suo volume Il cinema americano attraverso i film, affiancato dai colleghi Roberto Nepoti e Roy Menarini. Infine, Gianni Pacinotti, in arte Gipi, incontrerà il pubblico per parlare del suo lavoro di illustratore e fumettista. Sabato 12 novembre alle ore 11 Giuseppe Lippi (curatore della rivista Urania, Mondadori) sarà il moderatore di una tavola rotonda attorno ai temi della letteratura di fantascienza in Italia con gli scrittori Tullio Avoledo e Maico Morellini e il giornalista scientifico Fabio Pagan. Sarà presentato in questa occasione il romanzo vincitore del premio Urania 2010 Il Re in nero di Maico Morellini (n. 1576, Urania novembre 2010); e il volume Era una gioia appiccare il fuoco di Ray Bradbury (Mondadori, 2011), a cura dello stesso Lippi. Infine, l’incontro dedicherà uno spazio al ricordo di Vittorio Curtoni, instancabile animatore della scena fantascientifica italiana come autore, traduttore e curatore della rivista Robot, recentemente scomparso.