Trieste ricorda il grande musicista Franco Russo con un premio in suo onore

Il jazz è di casa in questi giorni a Trieste. “Triestelovesjazz” è il festival dedicato al jazz e organizzato dalla Casa della Musica. quest’anno grazie alla collaborazione con il Comune di Trieste è stato inserito all’interno del programma di “Trieste Estate”.

Tra il 7 e il 21 luglio nella suggestiva location del Castello di San Giusto e nella centrale ed elegante Piazza Verdi, con un’importante parentesi nella piazza centrale della storica Città Vecchia, una fitta serie di appuntamenti musicali con protagonisti d’oltreoceano della scena del jazz mondiale, artisti italiani ed europei di primo piano e numerosi musicisti della nostra città e della regione, che riconfermano l’alto profilo musicale e la vocazione internazionale del festival, allieteranno le afose serate triestine.

Come ogni anno, l’organizzazione propone tutti gli appuntamenti della sua stagione a ingresso libero, per aprire le sue proposte al grande pubblico, nonostante la scarsità delle risorse. È stato infatti comunque organizzato un programma di qualità e significativa versatilità.

Non solo musica però. La serata di venerdì 13 luglio infatti sarà l’occasione per ricordare un grande musicista triestino come Franco Russo con un premio in suo onore. Il riconoscimento infatti premia l’impegno di un giovane strumentista, distintosi per l’impegno e il talento nel jazz con l’obiettivo di formare, con i vincitori della varie edizioni, una band di giovani nel nome di Russo, affinché crescano e collaborino assieme.

Già annunciato il vincitore di questa edizione: Pietro Ricci, batterista, giovane strumentista che si sta distinguendo per l’impegno e il talento nello studio del jazz e che si esibirà sul palcoscenico del festival, assieme ai giovani premiati nelle edizioni precedenti: Manuele Grafitti (guit), Daniele Raimondi (trumpet), Giovanni Cigui (sax), Enrico Zannisi (piano), Simone Serafini (bass).

Dopo l’assegnazione dell’importante Premio Franco Russo seguirà il concerto della band italiana GORNI KRAMER 4° FEAT. LEO ZANNIER E TONY KOZINA. Il quartetto, nato nel 2003, porta il nome del grande fisarmonicista italiano che firmò le musiche di alcuni programmi di successo che rappresentano la storia della radio e della televisione italiana.

Il repertorio del gruppo comprende brani dell’età d’oro del swing, sia europeo (italiano, francese) che americano, ballads jazz, tango argentino e musiche degli anni ’50-’60, con atmosfere di “valse musette Cialis Online” e “gypsy jazz”. Per TriesteLovesJazz al quartetto con Sebastiano Zorza (accordion), Marko Feri (guit), Piero Spanghero (bass) e Giorgio Fritsch (drums) si uniranno le voci di Martina Feri e Leo Zannier e il violino di Tony Kozina.


BIOGRAFIA DI FRANCO RUSSO

Franco Russo nasce a Trieste il 2 febbraio 1931, studia pianoforte al conservatorio Tartini della sua città, e composizione privatamente con il Mo. Giulio Viozzi. Si appassiona fin da giovanissimo al jazz ed ha occasione di suonare con musicisti americani durante il periodo di Amministrazione Alleata del Territorio Libero di Trieste.

Nel 1948 entra a far parte come pianista dell’orchestra Guido Cergoli alla RAI di Trieste. Poco dopo forma un trio, poi un quartetto ed infine un ottetto jazz iniziando così a collaborare attivamente a molti programmi radiofonici, come “Cari Stornei”, “El Campanon”, “El Fogolar” e altri. Dal 1962 al 1967 la RAI lo chiama a dirigere le orchestre di Milano, Torino e Roma ed ha un incarico per dirigere l’orchestra della RIAS di Berlino.

Nel 1969 si trasferisce a Roma dove inizia a lavorare per Garinei e Giovannini al Teatro Sistina nelle commedie musicali “Angeli in bandiera” (1969/70) con Milva e Gino Bramieri e “Alleluja, brava gente” (1971/72) con Renato Rascel e Gigi Proietti. Negli anni successivi collabora con Carlo Dapporto, Alberto Lupo, Ornella Vanoni, Nadia Cassini, Silvio Gigli, Mariano Regillo, Enzo Tortora, Loretta Goggi, Massimo Ranieri, Raffaella Carrà e molti altri, e partecipa, collaborando con il Mo. Gianni Ferrio, a programmi come “Canzonissima”, “Studio Uno”, “Domenica In”, “La Contessa e i Camerieri”.

Negli stessi anni lavora alla realizzazione di colonne sonore per film presso gli studi della RCA. Nel 1976 inizia, parallelamente ai suoi impegni in RAI, l’attività di pianista accompagnatore presso il Conservatorio di Frosinone e successivamente al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Negli anni 90 tiene concerti come solista, in Italia e in Germania, rivisitando e interpretando i temi a lui cari da sempre, il jazz degli anni 50, le musiche da film e tutto ciò che lui considerava “musica bela!”, insomma musica composta bene. Scompare improvvisamente il 29 settembre 2005.

nella foto: Milano Ottobre 1963 prove con orchestra per spettacolo radiofonico Dribbling

photo credits:  www.francorusso.eu