Trieste? grazie no grazie..preferisco Londra! Qui ho imparato l’ umilt

nella foto in mezzo tra due amiche a Londra Marilena Muzzolini

Londra. Prima o poi nella vita di ogni persona arriva  il momento  in cui si sente la necessità di cambiare, ed è stato proprio questo il motore che mi ha spinto a partire per Londra. Ero stanca della monotonia che vivevo, di vedere sempre le stesse persone,d i girare sempre negli stessi posti, non avevo più stimoli nello studio e nella vita. Così mi sono detta: perchè non partire all estero? Perchè non scoprire un’ altra mentalità, un’ altra cultura, un altro popolo diverso dal paese da cui provengo, e capire come si vive all’estero?

E cosi inizia la mia avventura…

15 luglio 2011: Dopo un breve soggiorno a Parigi , arrivo a Londra con l’Eurotunnel, il treno ad alta velocità che in sole 2.15 ti porta nella capitale inglese, e devo ammettelo una grande comodità rispetto all’aereo. Ho con me solo una valigia e una borsa, non conosco nulla della città poichè non ci sono mai stata prima di quel momento e attendo in stadiums l’arrivo di un amico che gentilmente mi offre ospitalità per qualche giorno. La casa è in zona 3, il quartiere non è dei migliori, si chiama Leyton e non è per nulla vicino al centro di Londra ma la parola d ordine per chi prende e se ne va e’ ‘adattamento’! La prima settimana mi dedico alle cose basilari che sono necessarie per chiunque voglia trovare un lavoro a Londra: prendere appuntamento  con un job center dove ottenere il “national insurance number”, aprire il conto in banca, comprare un  numero di telefono inglese e per chi ne è sprovvisto (come lo ero io) pensare di fare un investimento sull Iphone o Blackberry per economizzare energia e tempo (Londra dispone di rete wifi quasi ovunque).

Nel giro di una settimana riesco a trovare un lavoro, dopo una copiosa “interview” con la manager. E’ bene sapere che in Inghilterra danno molta importanza alle interview da cui si deve cercare di far emergere il piu’ possibile le proprie capacità e la personalità.

Il negozio per cui lavoro si chiama LK Bennett ed è famoso poichè la futura regina d’Inghilterra, Kate Middleton indossa le nostre scarpe, sua sorella “Pippa” utilizza le nostre borse e molti personaggi famosi inglesi vestono i nostri abiti.

I primi sei mesi di lavoro sono di prova, durante i quali devo dimostrare una crescità a livello professionale, incentivata anche da una serie di “training day” ai quali gli Inglesi tengono molto, e una crescità personale che avviene imparando ad andare d’accordo con i colleghi, parlando con il manager se si hanno dei problemi e chiedendo aiuto se si ha bisogno. Il modo di pensare britannico da molta importanza sia alla parte professionale che alla parte umana  del lavoro. Ho iniziato a lavorare a Canary Wharf, un bellissimo quartiere che viene definito “la Wall street “di Londra; all’ora di punta sembra di essere a New York quando mille persone vestite in giacca e cravatta o tailleur escono dai propri uffici per tornare a casa o gustarsi un drink lungo le rive del Tamigi.

A settembre sono stata spostata a Stratford, il quartiere che sarà sede delle Olimpiadi 2012, è un area in costruzione al momento, molto trafficata perchè sono in corso i preparativi per l’anno a venire. Se dal punto di vista lavorativo non ho avuto problemi, per trovare casa è stata un impresa difficile. Ho impiegato due mesi girando in ogni zona di Londra, prendendo tutte le metropolitane possibili ed immaginabili appena avevo pausa da lavoro per vedere le case, contattare i proprietari e accordarsi per il giorno. E in questi due mesi non sono riuscita a trovare una casa decente, alcune costavano troppo, altre erano abbordabili ma erano in zone lontanissime dal centro, altre ancora dalle foto su internet sembravano meravigliose mentre invece dal vivo erano dei bunker. Fortunatamente tramite un amica ho conosciuto due ragazzi italiani di Venezia che stavano cercando casa e mi sono affiancata a loro nella ricerca.

Siamo stati molto fortunati perchè i primi di settembre tramite un agenzia abbiamo colto l’ occasione ed abbiamo Trovato una splendida casa a Kilburn, una zona tranquilla e vicina al centro. Sono molto costosi gli affitti qui, per una camera non si scende sotto i 600/700 pounds in zona due (cioè vicino al centro) . Io, parlando anche con gente che vive qui da molti anni, consiglio di non andare troppo fuori Londra per vivere ma di rimanere in zona 1/2 per evitare di avere problemi la sera per il ritorno, poichè la metro chiude alle 12.30 e i “cab” sono molto costosi, ma anche per non  trovarsi in zone pericolose.

Se gli affitti costano molto, non posso dire la stessa cosa dei ristoranti, della spesa e dell abbigliamento, qui ce Tantissima scelta. Ce n’è di tutti i gusti, dalle cose piu costose a quelle economiche e sta solo alla persona decidere cosa puo permettersi. Personalmente  i primi due mesi qui sono stati molto duri poichè la città non è delle più accoglienti, gli Inglesi sono molto freddi o meglio ci sono dei ritmi talmente frenetici che le persone non hanno tempo di darti il benvenuto. La giornata lavorativa tipica inglese inizia con un caffe take-away, si sale in metro e si legge il giornale che viene Stampato Durante la settimana, non il weekend , sia di mattina che la sera.

Durante il tragitto mattutino nessuno si rivolge parola, tutti sono silenziosi e c’ è chi ascolta musica col tentativo probabilmente di tenersi sveglio. Alla fine della giornata lavorativa la storia e’ sempre la stessa, giornale in mano e si riprende la metro direzione casa o pub per rilassarsi un po’ in compagnia di amici. I giorni in cui si esce di più sono il giovedì, il venerdì e il sabato anche se qui c’e veramente l’ imbarazzo della scelta sulle cose da fare, ogni giorno si potrebbe andare in quelche posto diverso e conoscere una nuova movida londinese.

Quello che non mi faceva apprezzare  Londra i primi tempi era il fatto che non riuscivo a entrare nella loro cultura, nei loro ritmi di lavoro, nel loro modo di comportarsi e di Levitra porsi, ero scontrosa in  tutto quello che la città mi dava senza chiedermi se ero io che magari sbagliavo nel modo di prendere le cose e quindi di reagire alle situazioni e alla vita stessa. Dopo essermi sistemata con la casa e con il lavoro, ho cominciato a fare amicizia con ragazze e ragazzi inglesi e anche di altre nazionalità (qui la scelta è vasta!), ho cominciato a uscire con loro, andare al pub dopo il lavoro, andare nei club, nei ristoranti, qui si può uscire ogni giorno senza mai ripetere le stesse cose . Ho cominciato a conoscere la città in ogni sua aspetto, ho conosciuto la Londra “Posh”(chic), la Londra “Geek”(NERD/Alternativa), la Londra turistica e anche la parte brutta della città dove i quartieri sono lasciati un po’ alla deriva e più che essere nella capitale britannica sembra di essere in India o in qualche quartiere malfamato americano. In questa capitale meravigliosa tutto si può fare, tutto si può essere senza venire giudicati, tutto è possibile con volontà e determinazione.

Le opportunità ci sono per giovani e meno giovani, qui non si bada all’età ma alle capacità che uno possiede e alla personalità, la cosa importante è di saper cogliere le occasioni e prenderle “al volo”senza pensarci su due volte poichè ci puo essere sempre qualcuno in agguato più sveglio di te che può prendere il tuo posto. Ho notato tante differenze rispetto all Italia per quanto mi riguarda: i giovani qui lavorano mentre studiano già dalle superiori, alcuni gia hanno un posto di lavoro affermato ancor prima di finire l università, c’è chi è già manager alla giovane età di 22 anni, c’è chi ha aperto un fashion blog, c’è chi apre la propria marca di vestiti on-line e diventa famoso,cè chi forma un gruppo di amici e comincia a vendere cibo italiano di casa in casa e poi in poco tempo apre un ristorante e di questi esempi potrei farne un altra dozzina (sono persone che conosco e amici di amici che hanno fatto queste cose, partiti dal nulla e arrivati in alto).

Questa è la città dove puoi avere quello che vuoi,se sei sveglio,in gamba,se hai la personalità giusta per emergere e se sei un passo piu avanti degli altri senza farlo notare. Questa città mi ha dato e mi sta dando tantissimo. La mentalità inglese mi ha fatto capire di non arrendersi mai per cercare di fare la vita che si vuole perchè dipende solo da noi stessi,di cambiare se si è stanchi della propria vita e inventarsi qualcosa che rende felici,di credere nelle proprie capacità e di incrementarle con ambizione e caparbietà.

Mi ha insegnato l’ umiltà, la libertà  di essere quello che si è senza venire giudicati o condannati, di essere sicuri del proprio potenziale e mostrarlo al mondo senza farsi problemi. La mentalità italiana è cosi “retro” ancora, la gente è cosi chiusa alle altre culture e non c’è più la voglia di fare tra i giovani, non c’è più fiducia nel futuro, si pensa che gli altri possono cambiare la situazione mentre la qualità della nostra vita dipende solo da noi stessi e dalle scelte che facciamo.

Sono molto dispiaciuta che in Italia il pensiero generale riguardo al futuro è cosi negativo e che i giovani  invece di trovare la forza dentro di sè per cambiare, per essere felici e cercare di seguire i propri sogni aspettano che qualcuno faccia tutto per loro senza sforzarsi, senza muovere un dito, sperando che trovino tutto pronto un giorno sul piatto d’ argento. Ma se questa è la via che la gioventù italiana ha preso, il nostro paese, è brutto dirlo, ma non cambierà mai, perchè siamo noi giovani che non vogliamo cambiare, che siamo seduti e non vogliamo alzarci e vivere la nostra vita come vogliamo e non come gli altri vogliono. E’ un peccato perchè stando qui all’estero ho capito quanto l’Italia è bella, quanto potrebbe offrire ma che non può dare per via della mentalità cosi “bigotta”, per via che ci sentiamo i padroni del mondo perchè abbiamo il cibo più buono, il mare più bello, la moda, la letteratura, la cultura , l’arte…insomma sembra che siamo un paese già arrivato.  Invece non è così, siamo indietro anni luce rispetto a qui, rispetto ai giovani di altre nazionalità che viaggiano, girano, crescono, colgono le opportunità e vivono i loro sogni. L’ arte, la moda, l’ architettura, il mare, lo stile di vita non e’ migliore in italia, in ogni posto c’e qualcosa di meraviglioso, qui ci sono tanti giovani fashion designers e sconosciuti artisti che producono oggetti e capi bellissimi, ma nessuno lo sa da noi. L’esperienza londinese mi ha cambiato la vita, mi ha fatto crescere personalmente e professionalmente, mi ha fatto amare ancora di più l’ Italia, che non apprezzavo, ed infine me l’ha fatta odiare in alcune cose che prima non vedevo.

Mi ha aperto un mondo di mille culture, di mille modi di pensare diversi, di mille modi di vivere differenti e così ho cominciato a rispettare ogni nazionalità, a diventare curiosa di conoscere le tradizioni e i costumi delle persone provenienti da varie parti del mondo. Per me l’esperienza di Londra è solo un passaggio, e a febbraio, quando tornero in Italia, arriverò ancora più determinata di prima a finire i miei studi e prepararmi a una prossima avventura per ricercare la mia strada perchè quest’esperienza mi ha fatto capire meglio chi sono, mi ha permesso di conoscere piu a fondo cosa voglio dalla vita e quali sono le mie aspirazioni e di una cosa sono certa: voglio diventare UN CITTADINA DEL MONDO.

Consiglio a tutti i giovani di partire e provare un esperienza del genere e vivere le emozioni che si incontrano per la strada, essere aperti alla vita e lasciare da parte le abitudini e la mentalità italiana per un po’ ma cercare invece di capire e fare propria un altra cultura per crescere e conoscere se stessi, per capire i propri sogni e cercare di realizzarli. Gli inglesi usano tanto questa conclusione e cosi ve la riporto: “all the best”, per  chi sceglie di partire  e per chi sceglie di restare…

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