Tre volte sindaco a Trieste: una città non cambia la sua identità

Genius People Magazine, che è stata fondata a Trieste, propone un’anteprima sul lavoro del rieletto Primo Cittadino. In tutta la sua autorevolezza.

Sindaco Dipiazza, al di là dell’attrattiva rappresentata dal suo nome, come spiega che un blocco politico piuttosto imponente come quello coagulatosi attorno al PD in questi cinque anni sia crollato in questo modo?

Il lavoro di un sindaco è quello di governare goccia dopo goccia, aggiungendo ogni giorno un piccolo risultato che vada a creare poi nel complesso, quell’insieme di proposte ed idee che si sono promessi all’elettorato in sede di campagna elettorale. Evidentemente l’amministrazione Cosolini non ha fatto abbastanza in questi cinque anni, salvo svegliarsi a tre mesi dalle elezioni, raccontando alla gente di trenini sulle rive, progetti per il Porto Vecchio e quant’altro. In questi ultimi tre mesi si è raccontata una favola ai cittadini che però hanno chiamato il bluff di un ex sindaco che in ben cinque anni di mandato non ha predisposto nemmeno la segnaletica orizzontale, giusto per fare un esempio. Questo efficientismo dell’ultima ora ha anzi fatto irritare i cittadini, che si sono sentiti presi in giro.

Un dato politico molto importante in queste elezioni è stato l’astensione, ha avuto la maggioranza ma di una minoranza perché più del 50 per cento degli elettori non si è recato alle urne. La considera un’ombra sulla sua investitura? Come riportare i cittadini al voto?

Innanzitutto vorrei ricordare che mentre io sono stato votato da almeno un cittadino su quattro, Debora Serracchiani (Presidente della Regione FVG e Vicesegretario PD ndr) ha ottenuto il favore di solo un cittadino su cinque, questo è un dato politico. Il problema è stato innanzitutto il fatto che si sia deciso di precludere ai cittadini la possibilità di farli votare anche di lunedì (originariamente il voto di domenica era previsto per l’orario 8-22, poi esteso a 7-23 tramite emendamento). Per anni si è parlato male della politica mentre questa è un elemento fondamentale non solo dello Stato ma della democrazia stessa. Insegnare agli elettori che la politica è marcia ed i nostri valori da rottamare non può che portare ad un risultato di questo tipo. Valori come famiglia, patria, lavoro, l’educazione ed il senso civico sono imprescindibili se si vuole convincere le nuove generazioni che vale la pena di recarsi alle urne. Per fare un esempio concreto, stamattina sono entrato nel gabinetto del sindaco ed ho subito notato che era stato rimosso il crocefisso dalla parete, per lasciarlo chiuso in un cassetto. Io ho subito rimesso questo simbolo della nostra storia e dei valori fondanti della nostra civiltà al suo posto. Trovo che un atteggiamento così negazionista rispetto alla nostra storia, e quindi del nostro futuro, sia gravissimo.

Lei ha rappresentato un’alleanza politica tra tre partiti: come si può mantenere dei buoni rapporti di vicinato?
Ci si chiude attorno da un programma, il programma della città. Inoltre la forza del sindaco, che è data dal consenso dei cittadini e dall’apprezzamento dell’operato di governo, rappresenta uno stimolo fortissimo ad andare avanti e a concentrarsi sulle cose davvero importanti per la comunità.

Come valuta il suo successo in relazione all’esito nazionale di queste elezioni amministrative?
Con i miei 8650 voti di prederenza al sindaco, sui 40.000 totali posso dire che l’elettorato di Trieste si è dimostrato, ancora una volta, molto maturo. Nonostante le parole di Roberto Weber e Paolo Rumiz, i quali hanno scritto delle parole indecenti contro la nostra coalizione e contro i nostri elettori di centro-destra, la gente non si è lasciata mettere “l’anello al naso”. La cattiveria con la quale si sono scagliati contro di noi secondo me ha contribuito al nostro successo. Trovo comunque che le elezioni locali guardino molto alle persone ed alle situazioni concrete più che al contesto politico nazionale.

Sindaco Dipiazza, terza volta scelto dai cittadini a governare Trieste: rifarebbe tutto il percorso di questi anni oppure ha qualche rimpianto?

Quarta con Muggia! (ride) Non vorrei sembrare altezzoso ma nei fatti io ho sempre vinto le mie campagne elettorali, tutte e quattro le volte. Questo significa che le persone riconoscono in me una persona onesta che dice le cose come stanno senza tanti giri di parole. I cittadini per questi motivi si fidano di me ed io li ringrazio per questo.

Una vittoria importante non solo contro un avversario come Roberto Cosolini ma anche contro una buona parte di stampa che non le ha risparmiato nulla. Vuole esprimere un commento?

Non avrei mai pensato nella mia vita, sia privata che pubblica, nonostante io sia sempre stato una persona trasparente e
con un grande rispetto delle regole, come dimostra la mia fedina penale immacolata, di poter ricevere degli attacchi personali come quelli che mi sono stati rivolti. La cattiveria che è stata scagliata contro di me è finita per essere un boomerang contro i miei detrattori visto che la gente mi conosce e sa distinguere le critiche dalle calunnie. Io ho sempre lavorato, da quando avevo 15 anni, riuscendo poi a creare ricchezza per me e per il territorio, pagando le tasse e non solo.

Prima parlava del crocefisso, prenderà una posizione forte e decisa sul tanto discusso “gioco del rispetto” dopo che l’ha inserito all’interno del suo programma?

La proposta del mio programma è assolutamente quella di abolire questa pratica. I nostri ragazzi devono crescere giocando, educandoli al senso civico ed al rispetto dell’altro, non vedo cosa possa dare in più questo “gioco del rispetto”. Quello che conta è il rispetto del prossimo. Noi dobbiamo offrire ai bambini una società sana, nella quale le parole mamma e papà siano riconosciute come le parole più belle del mondo. Non voglio che vengano abbandonate in favore di genitore 1 e genitore 2.