Tosca D’Aquino: il cinema ai tempi della crisi

Partendo dalla sua esperienza professionale maturata tra teatro, cinema e televisione, Tosca D’Aquino ci spiega cosa significa fare l’attore oggi, in un’epoca di crisi economica ma vivace dal punto di vista creativo. Tuttavia occorre essere coscienti della fatica che sarà necessaria per farsi largo in un mondo come questo.

Il cinema italiano oggi sta dando sufficiente importanza al cortometraggio o è considerato un genere minore?

Io trovo che già un’occasione così importante come quella offerta da Cortinametraggio che dà spazio ai corti rappresenti un momento molto importante per questo genere di cinema e che aiuti i giovani talenti, sia attori che registi, perché effettivamente si fa grande difficoltà oggi a produrre un film vero e proprio. Per un corto ci vogliono pochi soldi, anche se però sicuramente ci vogliono grandi idee. La difficoltà del corto è proprio questa: ci vuole un’idea fortissima, una scrittura ottima e sicuramente attori e registi di valore. E però è l’idea che ti deve sorprendere del corto. E poi forse per assurdo è anche più complicato e più difficile girarlo perché è tutto talmente riassunto e talmente concentrato che deve essere una bomba, deve avere un messaggio immediato mentre in un film hai modo di sviluppare una storia, per cui credo che storicamente parlando sia un buon momento per il cortometraggio.

Qual è, secondo lei, lo stato di salute del cinema italiano in questo momento?

Sicuramente viviamo momento difficile e complicato ma io mi considero ottimista perché ci sono molti registi fortissimi in questo momento, bellissime sceneggiature e c’è nuova generazione di attori bravi e sensibili. Sono assolutamente ottimista che i prossimi saranno anni belli per il cinema italiano.

A questo proposito, quali sono secondo lei i giovani telentuosi, sia attori che registi, del nostro cinema? 

Io adorerei lavorare con registi come Sorrentino, Garrone, Muccino, quindi stiamo parlando di registi già affermati, però c’è tutto questo nuovo cinema anche impegnato e mi piacerebbe molto riuscire a lavorare con loro.

Cosa consiglia a un giovane che decide di fare l’attore?

Intanto adesso, per il momento difficile che stiamo passando, sconsiglierei di prendere una decisione del genere. Ci sono troppe poche produzioni e troppi attori rispetto a quando sono uscita io dall’accademia, perché in quel periodo era il contrario, era molto semplice uscire da una scuola e avevi opportunità di lavorare per fiction, per il cinema e il teatro, mentre oggi è molto molto complicato. Detto questo, cioè che comunque è un momento molto difficile in tutti i campi e in tutti i settori, occorre grande grande tenacia, bisogna rimboccarsi le maniche, andare avanti ed effettivamente poi penso che se c’è talento, e ci sono forza e tenacia, qualcosa succede.

Credits foto: Luca Tedeschi – Cortinametraggio Marzo 2015