Tommaso Cerno e il fascismo degli italiani

Esiste un fascismo culturale che rappresenta il vero tratto antropologico di noi italiani, un fascismo che tutti abbiamo dentro, una sorta di corredo genetico che si snoda da sempre nelle nostre vicende storiche e politiche.

A guardarci bene dentro, cosa nella quale noi italiani non siamo certo dei campioni, sembra di cogliere una strana ricorrenza nelle dinamiche che sono alla base del rapporto tra noi e il potere, e viceversa. Il ritorno di un passato che non e mai stato metabolizzato e che non è nemmeno mai passato: il fascismo. Una sorta di fascismo culturale che sembra appartenere al corredo genetico di un’italianità forte con i debole e debole con i forti, pronta ad acclamare l’uomo della provvidenza di turno per poi scaricarlo sputando con risentimento e sete di vendetta su quella faccia che fino ad un attimo prima aveva adorato, unita in un’unità che si sgretola al primo segnale del rompete le righe, e la vita che prosegue come se nulla fosse stato, con un grandissimo riciclo di cariche e sfoggio di surreali e comiche verginità, nessuna connivenza, nessuna Norimberga e men che meno colpa. Di questo è assolutamente certo, documenti alla mano, il Direttore del Messaggero Veneto, Tommaso Cerno, che nel suo nuovo libro intitolato provocatoriamente A noi! (Rizzoli Editore) delinea una serie di parallelismi e ricorsi tra l’epoca del fascismo storico e i periodi successivi, dall’era democristiana alla stagione craxiana, all’avvento della Seconda Repubblica, con Berlusconi, Bossi, Prodi, fino alle nuove figure carismatiche e mediatiche di Grillo e Renzi, passando attraverso defenestrazioni silenziose, come quella di Letta, e manovre di Palazzo, come quella che portò al Governo Monti, tra stragi impunite e omicidi politici, che da Matteotti arrivano e Moro. Tra il nostro essere massa sotto il balcone di Palazzo Venezia come davanti alla televisione. Tra piazzale Loreto e l’Hotel Raphael. Tra l’essere prima fascisti e poi antifascisti come prima berlusconiani e poi antiberlusconiani.

È la tendenza alla rimozione, la farsa che diventa storia grazie alla quasi totale accettazione del modello di conformismo cialtrone e opportunista che forse è il tratto distintivo vero a proprio di quello che rappresenta il nostro essere fascisti, nessuno escluso.

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