Tiziano e la nascita del paesaggio moderno – Palazzo Reale, Milano

In una lettera, indirizzata da Tiziano Vecellio a Filippo d’Asburgo , futuro re di Spagna, nell’ottobre 1552, compare per la prima volta nella lingua italiana la concezione di “ paesaggio”.  Questa nuova elaborazione  dell’idea dell’ambiente naturale che si  modificata e trasformata in una crescente evoluzione di svariati significati , sino a quel momento era  presente,  ma sotto forma di una velatura  mai  espressa  esplicitamente, se non in piccole sporadiche apparizioni.

La mostra racconta, in un susseguirsi di opere, come l’ambiente naturale divenne protagonista preponderante della rappresentazione dell’arte. Tiziano e la nascita del paesaggio moderno questo è il titolo della mostra,  presente nella centralissima sede del Palazzo Reale di Milano dal 16 Febbraio 2012 al 20 Maggio 2012, dove sono raccolte quarantasei opere che raccontano e mettono in luce la nascita del paesaggio moderno nella pittura del Cinquecento partendo da una nuova idea dell’ambiente naturale elaborata da Tiziano Vecellio,  proponendo una selezione di straordinari dipinti dei grandi maestri di quell’epoca. Il percorso all’interno della mostra del Palazzo Reale raccoglie una serie selezionata di capolavori provenienti da alcuni dei maggiori musei americani, come il Museum of Arts di Houston, l’Istitute of Arts di Minneapolis, l’University Art  Museum di Princeton, ed europei  come la National Gallery di Londra, la Gemäldegalerie di Dresda, il Szépmüvészeti  Múzeum di Budapest, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Galleria degli Uffizi di Firenze. Fino ad allora, per tutto il Trecento e la prima metà del Quattrocento, nel veneto, non erano rappresentate aperture paesistiche nelle opere pittoriche se non trattate come generici fondi di arbusti o di vegetazione. L’ambiente naturale veniva espresso come un insieme  ammassato di spazi e di luoghi con la presenza di dettagli strutturati, badando bene a non perdere il legame con la realtà visiva, ma comunque reso slegato e a volte frutto di un insieme di elementi di fantasia inseriti a seconda delle rappresentazioni risultando quasi irreali.

La mostra intende creare un percorso espositivo nella quale g postmessage propecia subject post l’ambiente naturale espresso nelle opere, esce a far parte del racconto, diventa racconto stesso integrato, collocato in un periodo di fermento, per l’appunto il Cinquecento.
Il percorso espositivo si apre con  il Crocifisso con cimitero ebraico di Giovanni Bellini per proseguire con Madonna col bambino di Cima da Conegliano per poi proseguire con La prova del fuoco di Mosè di Giorgione, per proseguire con un celebre dipinto di Tiziano, Madonna con Bambino tra santi Caterina e Domenico, e il donatore, nella quale il pittore risulta capace di inventare meravigliosi paesaggi resi come sfondo in uno scenario erboso. Il percorso si sviluppa attraverso le sale in cui le opere proseguono con Santa Caterina D’Alessandia di Marco Basaiti, dove colpisce il dettaglio dei casoni, le file di biancheria stese, i tetti di paglia inseriti in un paesaggio veneto, proseguendo con le splendide opere di Palma il Vecchio, Cima da Conegliano, Bonifacio Veronese, Jacopo Bassano,  accostate a dipinti di Tiziano quali La nascita di Adone, esempio in cui l’ambiente naturale è protagonista come un sereno luogo del pensiero,  Adorazione dei Pastori,  e Tobiolo e l’angelo. Proseguendo all’interno delle sale, si apre una parentesi su un idea di visione del paesaggio dove la vita può trasformarsi in pensiero negativo spingendo i pittori veneziani a rappresentare il paesaggio con temi rappresentanti roghi, incendi, terremoti, ne sono l’esempio le opere  Orfeo ed Euridice attribuito a Tiziano, Loth e le Figlie di Giovanni Cariani, Donna distesa in un paesaggio di di Giovanni Cariani. La splendida opera di Lorenzo Lotto, Susanna e i Vecchioni, precede le opere del pittore Bonifacio Veronese, concludendo con uno splendido Narciso di Tintoretto. La moderna poetica del paesaggio, intrapresa da Giovanni Bellini e Giorgione, sviluppata e trasformata da Tiziano,  conclude il suo periodo lasciando un espressione libera e ampia dell’invenzione del paesaggio.

A Palazzo Reale, tutti i giorni (lun. solo pomeriggio) fino al prossimo 20 maggio.

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