Tidal: le aspettative e i dubbi degli artisti

Da un po’ di giorni tra chi si occupa di business musicale si parla della nascita di questa nuova piattaforma di streaming, Tidal. È stata lanciata il 30 marzo da Jay-z, il rapper sposato con Beyoncé che la ha comprata per 45 milioni di dollari e la ha trasformata da piattaforma poco conosciuta ad una vera e propria minaccia per Spotify e le altre piattaforme che hanno fatto dello streaming musicale il loro business. Jay-Z ha saputo infatti offrire ad ogni artista che si registrerà in esclusiva con lui una percentuale sui diritti decisamente maggiore rispetto a quella offerta dalle altre piattaforme. Nessuna sorpresa, dunque, se ora può contare tra le sue fila numerose popstar entusiaste che parlano di questa novità come se fosse la soluzione definitiva al gravoso problema del controllo sui diritti d’autore e commerciali delle loro opere che nasce con il web. Ovviamente, però, c’è un altro lato della medaglia: il costo previsto per gli utenti di questa piattaforma, infatti, sarà sensibilmente più alto rispetto a quello dei concorrenti (dai quali però non si troveranno gli artisti presenti in esclusiva su di essa). A causa di questa problematica non da poco c’è anche chi ha dei dubbi sull’effettiva importanza di Tindal. Lily Alllen, infatti, ha sottolineato (in maniera lungimirante) che un servizio che costringe gli ascoltatori a pagare prezzi così alti non può che portare ad un aumento dell’utilizzo dei torrent pirata e un ritorno dell’illegalità legato al file sharing e all’ascolto di musica online. Un problema non da poco se si considera che solo negli ultimi tempi il riconoscimento da parte delle etichette discografiche di piattaforme ufficiali (iTunes e Youtube prima, ora anche Spotify) alle quali chiedere dei diritti molto limitati ha abbassato il livello di download digitali illegali che aveva raggiunto livelli problematici imbarazzanti sia per i musicisti che per le Major.

Intanto il vero problema è che la questione si è spostata dalle etichette discografiche agli artisti ma comunque gli unici che potranno decidere il successo o meno di questa realtà sono gli utenti finali. Vedremo se saranno contenti di pagare di più per una piattaforma esclusiva che dovrebbe offrire una miglior qualità sonora ma che per il resto sembra offrire solo restrizioni. Intanto il rapper ha dichiarato che insieme ai suoi compagni in questa avventura “sta facendo la storia della musica”.