The ”other side” of Joe Bastianich: intervista esclusiva

Camicia bianca, sguardo sorridente, chitarra in mano.
Eccolo davanti a me, sir. Bastianich, il “vuoi che muoro?”, l’implacabile chef-giudice che tutti abbiamo visto almeno un miliardo di volte in tv.
“Eppure sembra così ninino” ho pensato tra me e me, mentre sorseggiavo un calice di Vespa bianco (a detta di tutti il migliore, a detta mia hanno ragione).

Era un caldo sabato pomeriggio di agosto: Cividale del Friuli, Orsone, il locale creato dalla famiglia Bastianich ha festeggiato un anno di attività.
Quello che quasi sicuramente saprete è che è stata una festa grandiosa, che l’affluenza è stata il triplo di ciò che ci si aspettava, che la musica è stata la seconda protagonista, oltre al cibo e al vino: Ringo, il pianista pugliese Roberto Esposito, i Mad Scramble e gli artisti folk-rock Franc Cinelli e Frank Manzi.

Quel che forse vi avranno raccontato è che il vino era davvero notevole, l’american food è stato accompagnato da alcune delle migliori eccellenze artigianali friulane: prosciutti, formaggi, crudi di pesce, ma anche “macarons au foie gras” (immaginate la sorpresa quando ho scoperto non fosse un dolce, visto che sono vegetariana) e poi gelato, birra Giulia (che bellezza), amari e chi ne più ha più ne mangi e ne beva.
Quel che forse non saprete è che non mi sono accontentata di riportare ciò che ho visto, assaggiato, bevuto.
Io quell’uomo affascinante in camicia bianca l’ho voluto intervistare, per farmi raccontare da lui com’è andato il compleanno del suo “bambino friulano”.
Ed eccola qui, enjoy!

Orsone compie un anno e lo festeggia in grande stile.
L’affluenza ha superato di gran lunga qualsiasi tipo di aspettativa, lei si è divertito?
Moltissimo. Difficile non farlo circondato da vigneti, amici e grandi artisti. Oltre all’importante, almeno per noi, anniversario, è stata una festa che ha riunito le mie passioni: musica, buon cibo e buon bere. Quasi non riesco a crederci sia già passato un anno da quando abbiamo aperto Orsone.

Vini Bastianich, american food.
Io che sono una friulanotta le chiedo, cose le piace di più della cucina locale? Com’è il suo legame con il Friuli?
Il Friuli è una regione in cui mi sono sempre sentito accolto e a cui sono molto legato. Da anni passo qui le vacanze con la mia famiglia. Trieste, Grado, Cividale e i Colli sono ormai mete fisse del nostro soggiorno e di solito vanno di pari passo con un buon piatto di prosciutto o piatti locali a base di pesce di mare e di laguna. Questa non è però solo terra di grandi cibi ma anche di vini, per me soprattutto bianchi, quindi anche un buon calice, magari di Friulano, diventa immancabile.

27 ristoranti, una carriera televisiva, una bellissima e numerosa famiglia… la sua vita dev’essere parecchio impegnata! Come riesce a gestire tutti i suoi impegni? A cosa non rinuncerebbe mai?
In effetti dormo troppo poco! Il segreto è tenere sempre la concentrazione al massimo. Qualche anno fa ho scoperto il running e devo ammettere che mi aiuta tantissimo. Cerco di dedicarci un po’ del mio tempo tutti i giorni, essendo un momento che mi permette di schiarire i pensieri e mettere chiaramente in fila le priorità da affrontare.

Mi sono divertita un mondo, la prego, mi dica che sarà il primo di una lunga serie di eventi, compleanni e non.
In effetti l’idea è proprio questa. Ci piacerebbe farlo diventare un appuntamento fisso e grazie a questa primissima esperienza abbiamo sicuramente ben chiaro come lavorare sulla prossima.

Allora a presto!
See you soon!

Cosa ultima, ma non meno importante, il ricavato dell’evento è stato devoluto a favore dell’Associazione Onlus Auxilia di Cividale, che svolge attività di volontariato nel campo socio-assitenziale, educativo, sanitario e tutela e promuove i diritti umani, in particolar modo dell’infanzia, in Italia e nei paesi in via di sviluppo.
Quindi grazie Joe… da ora, quando accenderò la tv, saprò che dietro quel severo giudice si nasconde, nella vita di tutti i giorni, anche un amante dell’enogastronomia dal sorriso generoso.