Syriza al comando in Grecia: tanti interrogativi

La profezia si è avverata: Alexis Tsipras, leader del partito di sinistra radicale Syriza, vince le elezioni anticipate in Grecia scuotendo ancora una volta l’Eurozona. I dati ufficiali confermano che il partito condotto dal giovane ingegnere raggiunge 149 seggi e non i 151 su 300, necessari per raggiungere la maggioranza assoluta e quindi governare da solo. Dopo un incontro avvenuto ieri in mattinata tra i leader di Syriza e Anel (greci indipendenti), partito di destra che ha ottenuto 13 seggi, arriva la conferma: Panos Kommenos sosterrà Tsipras nella formazione del nuovo esecutivo. Nel pomeriggio, il vincitore ha giurato nelle mani del presidente della Repubblica Karolos Papoulias ma non ha prestato il seguente e consueto giuramento religioso. Atteggiamento questo conforme al discorso tenuto dal leader in piazza ad Atene dopo la vittoria: “I greci ci hanno consegnato un rinnovamento nazionale, noi faremo un nuovo governo e daremo fiducia sia a quelli che hanno votato Syriza ma anche a quelli che hanno votato altro” e dopo aver salutato e ringraziato gli amici europei aggiunge “faremo nuove proposte per il nuovo governo”, “amiche e amici non ci inchineremo davanti a nessuno e daremo nuova forza al popolo greco”.

“Grazie a tutti coloro che hanno combattuto e che hanno riacceso una speranza! Lotteremo con passione e con gli stessi valori!”. Queste parole hanno letteralmente incendiato la piazza con un boato di applausi, la gente cantava saltava e piangeva, i media ellenici trasmettevano in tv le varie reazioni di gioia dalle diverse regioni della Grecia. Ma non solo il popolo greco subisce il fascino del giovane Premier, molti italiani infatti si sono recati ad Atene per festeggiare la vittoria di Tsipras intonando Bella ciao, la maggior parte delle testate giornalistiche europee lo definiscono il Che Guevara greco, la speranza di una Grecia che ridarà ai “PIIGS” dignità e peso nello scenario europeo mettendo in discussione il memorandum con la Troika. La presidente del Fronte Nazionale Francese Marine Le Pen e il leghista Matteo Salvini, anche se appartenenti a gruppi di destra che poco hanno da condividere con gli ideali del partito ellenico, hanno esultato per la vittoria di Syriza definendola: “Uno schiaffone all’Europa”.

Ma non sono così ottimisti. E anche una buona parte degli elettori greci non sono soddisfatti, basti pensare che la terza forza politica del paese è Alba Dorata, partito di estrema destra nazionalista di cui alcuni leader sono tutt’oggi in carcere. C’è sempre un lato della medaglia poco piacevole, e purtroppo questo riguarda milioni di persone: l’astensionismo alle urne ha toccato il 40%, meglio rispetto al 2012 per pochi seggi, e non ci sono solo le piazze gremite che cantano Bella ciao, una grande fetta di persone è contro le politiche sull’immigrazione e non si riconosce negli obiettivi politici di Syriza. Lo stesso partito con cui Tsipras ha creato la coalizione condivide ben poco oltre la politica “anti-austerity”. Qualche giorno prima delle elezioni ho assistito ad una manifestazione di Alba Dorata, una ventina di persone in fila per due, il vessillo con il simbolo del meandro (la bandiera e la scelta dei colori ricorda molto la bandiera del III Reich), il passamontagna e tante bandiere elleniche. Hanno sfilato composti per le strade della città, distribuendo volantini propagandistici e cantando le canzoni del partito che inneggiano ai guerrieri spartani. Molte persone sono scese in piazza ad osservare la sfilata, un gruppo di giovani si è formato velocemente e al passaggio dei nazionalisti è partito un applauso. Dopo un lungo tempo in terra ellenica e confrontandomi con molte persone appartenenti a diverse ideologie mi rendo conto che la Grecia ha dei problemi interni molto più gravi rispetto alla Troika. Il sistema sanitario, la corruzione più alta in Europa, la disoccupazione giovanile che raggiunge il 60% e chi ha un lavoro difficilmente guadagna più di 2 euro l’ora. Spesso medici e farmacisti privati danno assistenza gratuita, perché come mi è stato detto, “non possiamo lasciarli morire di stenti”.

Lo stato ellenico ha molto da farsi perdonare dai propri cittadini, e ringraziare continuamente per la lotta e i sacrifici non basta più. Non si può stroncare sul nascere il lavoro che il nuovo governo sicuramente farà nella sua terra, ma è necessario ricordare anche la situazione drammatica che sta vivendo il paese. Alexis Tsipras è osannato come il nuovo Che, che sconfiggerà il mostro del capitalismo europeo, ma la battaglia più importante la condurrà dentro i propri confini.