Sguardo magnetico. Intervista a Katia Lovat

Ha una simpatia travolgente e un entusiasmo da vendere, Katia. Già dal principio, comunica tanta empatia e si abbandona alle chiacchiere come se ci si conoscesse da sempre. Poco da stupirsi, è nata sotto il segno dell’acquario: estrosa, solare e socievole. Da subito viene notata da Vitality’s – professionisti del hairstyling tutto italiano – che dopo la sua partecipazione a Miss Mondo Italia 2016, l’hanno voluta come testimonial.

Katia, parlami un po’ di te. Come è nato il tuo percorso nel mondo della moda?

Sono entrata nel mondo della moda molto giovane. Avevo 15 o 16 anni quando ho iniziato con un catalogo di moda per un negozio che si trovava vicino a casa mia. Lì avevo conosciuto delle ragazze che facevano concorsi di bellezza e che vedevo molto stimolate. Erano molto gentili e disposte a darmi consigli, questo ambiente mi ha affascinata perciò da subito, eppure per varie ragioni non ho continuato. In genere, poi, non credo nel destino ma c’è stato un momento particolare che mi ha fatto pensare che il destino esistesse eccome. Un giorno, infatti, ho ricevuto una telefonata da alcuni organizzatori del mio comune che mi chiedevano di partecipare a una piccola sfilata di paese per esibire le collezioni delle piccole boutique di abbigliamento, per intenderci. In quell’occasione c’erano delle ragazze che avevano partecipato a Miss Mondo e sono state loro a spingermi a partecipare. Prima avevo sempre fatto degli shooting fotografici, ma più che altro per passione. Così, da quell’incontro, un po’ per regione Veneto, non ho vinto nulla ma ho continuato e la mia determinazione mi ha portata, in un secondo momento, al titolo di Miss Provincia di Treviso. Da lì, sono stata selezionata insieme ad altre 149 ragazze da tutta l’Italia per Gallipoli (dove si è tenuto il concorso di Miss Mondo Italia). Tra le 50 finaliste sono poi stata eletta Miss Vitality’s.

Arrivare a Miss Mondo Italia 2016 è un grande traguardo soprattutto perché in quell’occasione sei stata scelta come testimonial di Vitality’s.Dove speri che ti porti questa esperienza?

Di recente sono stata a Milano per uno shooting organizzato da Vitality’s per promuovere delle nuove colorazioni. Spero davvero di poter soddisfare le loro aspettative perché è stata un’esperienza bellissima e tutti, dal primo all’ultimo, sono stati davvero gentili con me. Punto tanto su questa esperienza partendo dal presupposto che è già un onore per me essere stata scelta come testimonial e appoggiata da un’azienda del genere, soprattutto perché parto dalle basi. È indubbiamente un’occasione unica e vorrei coglierla al meglio.

Se potessi descriverti con tre aggettivi, come ti definiresti?

Primo in assoluto determinata, perché la determinazione mi ha regalato molto e mi ha portato a non arrendermi di fronte alle difficoltà. Sono anche fiera del mio carattere cocciuto perché se voglio ottenere una cosa do il massimo, ovviamente con tutti gli effetti del caso. Poi solare, io adoro il contatto con le persone. E anticonformista, non riesco proprio a stare nella massa e mi piace distinguermi senza però sfociare nell’esibizionismo…non saprei magari indossando una cosa colorata o per un particolare colore dei capelli. E viceversa adoro le persone anti- conformiste che abbiano qualcosa di particolare.

I social network sono ormai diventati lo strumento per eccellenza per avere visibilità e notorietà soprattutto tra i giovani, quanto contano per te?

Uso soprattutto Facebook e dopo aver vinto il titolo di Miss Vitality’s mi hanno creato una pagina per- sonale, quindi adesso li uso molto di più. Ma i social sono un’arma a doppio taglio. Ti danno tanta visi- bilità però poi deve essere anche mediata perché lì “siamo tutti bel- lissimi, tutti top model” ma nella realtà è ben diverso. Oltre all’a- spetto fisico, chiaramente, conta anche l’aspetto caratteriale che secondo me per affrontare questo mondo è davvero fondamentale. È una delle cose che ho capito subito, soprattutto dall’esperienza a Gal- lipoli. Se infatti qualche ragazza era insicura di sé oppure era lì solo per vincere e non per divertirsi se la viveva malissimo. Per questo do molto peso anche all’aspetto caratteriale. Io per esempio sono sempre positiva, non vedo l’ora di viaggiare, conoscere persone nuove e solo il fatto di essere stata selezionata tra le 150 finaliste, era per me un onore.

Ovviamente il fatto che la propria immagine venga diffusa a livello mediatico porta inevitabilmente con sé anche delle critiche. Tu come reagisci a un attacco?

In maniera molto diplomatica e se riesco con ironia, sarcasmo e positività perché prendersela dà soddisfazione a chi ti critica. Bisogna invece risultare superiori. Poi chiaramente la bellezza è assolutamente soggettiva, quindi posso piacere o non piacere. Mi dà fastidio quando vengo criticata per il carattere, senza che qualcuno mi conosca, non per l’aspetto fisico. In genere però accetto le critiche perché spesso possono essere costruttive, le valuto e poi decido se rispondere o meno.

Nel mondo della moda l’estetica è il primo biglietto da visita. Si comunica, per così dire, con il proprio volto, il corpo, i gesti…Qual è la parte che reputi più espressiva di te?

Io amo usare lo sguardo, con gli occhi riesco di esprimere diverse sensazioni, dallo sguardo romantico che mi richiede il fotografo a uno più deciso, per esempio, nel caso di un servizio di moda. E poi amo usare le mani perché le ho molto lunghe e affusolate e avrei sempre voluto fare la pianista, anche se poi non ho mai suonato il pianoforte ma questo è un dettaglio (ride, ndr).

Qual è il messaggio più importante che vorresti trasmettere agli altri con la tua immagine o quale messaggio non vorresti che passasse?

La cosa che più mi infastidisce è che le persone pensino che se una ragazza è bella debba per forza essere stupida. Io difendo il concetto greco della bellezza come “specchio dell’anima” che presuppone che se una persona è bella fuori lo sia anche dentro. Questo non implica che le belle ragazze che lavorano nell’ambito della moda siano stupide, anzi quelle che ho conosciuto sono la prova del contra- rio perché per arrivare a certi livelli devi essere preparato eccome. Quindi voglio scardinare questo stereo- tipo! Con le mie immagini mi piace comunicare uno stato di serenità, essere naturale, esprimere la gioia nel posare e fare questo lavoro, me lo auguro proprio perché spesso guardando certi cataloghi ci sono delle modelle con sorrisi finti o molto castigati e non vorrei che la mia immagine comunicasse questo.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

In primis, la laurea. Adesso sto studiando Economia internazionale e mi manca un anno circa per finire, anche se so già che il mio futuro è la comunicazione e il marketing. E poi sicuramente proseguire, per quanto possibile, nel mondo della moda. Ovviamente anche la carriera da fotomodella o da modella può essere esercitata solo per un tot di anni. Finché potrò sfruttare questa espe- rienza “protagonista” come modella dei set fotografici, vorrei continuare su questa strada e poi mi piacerebbe lavorare proprio nell’ambito mana- geriale di qualche brand della moda.