Sergio Sorgini, arte e religione

“Mai più violenza”: è questo l’appello lanciato da Sergio Sorgini, artista internazionale che nella settimana contro la violenza sulla donna ha dato il suo contributo concreto ad un tema sempre più attuale e sentito.

L’occasione di intervistare il maestro Sorgini è arrivata grazie alla sua ultima visita a Trieste, dov’è intervenuto nell’ambito della presentazione del Sesto Rapporto dell’Osservatorio Cardinale Van Thuan sul tema “La donna nella rivoluzione. La rivoluzione della donna”.

Cornice d’eccezione della mostra di Sorgini è la Galleria Tergesteo, dove le opere rimarranno esposte fino al 20 dicembre 2014. Espressività, fisicità e dolore sono le sensazioni trasmesse dalle opere della mostra, che Sergio Sorgini ha predisposto appositamente per l’appuntamento del 22 a Trieste: “quando sono venuto a contatto con il team genius che mi ha profilato la possibilità di organizzare una mostra a Trieste, in un primo momento si era pensato di farla ai magazzini di Porto Vecchio, poi l’obiettivo si è spostato sul Museo Revoltella. Tramite la Diocesi di Trieste si è aperta questa possibilità, poi per alcune questioni temporali abbiamo deciso di rinviarla di qualche tempo e variare la location: abbiamo colto al volo l’occasione della presentazione del Sesto Rapporto dell’Osservatorio Cardinale Van Thuan, facendo una mostra in una location “all’aperto” e di questo sono felicissimo. A breve dovremo riaprire il discorso del Museo Revoltella con il nuovo direttore insediatosi”.

Sergio Sorgini e il tema della violenza: come si sviluppa questo binomio? “quello della violenza sulla donna è un tema che ho vissuto e che mi provoca delle sensazioni che non saprei nemmeno descrivere. Ma come si fa a fare violenza su una donna? Io sono contro la violenza su qualsiasi essere vivente, non concepisco questo concetto. Io rappresento la donna con queste figure di grandi madri che, come la Madre Terra, vengono violentate da tantissimi fattori. Per quanto riguarda le sculture fatte appositamente per questa mostra, ho costruito la figura della donna attraverso un’archeologia a-temporale, abbinandoci l’urlo “non più violenza”. Il discorso dell’urlo, poi, ci connette anche con lo shock di colei che viene violentata, lo stesso shock che provano i ragazzi malati di mente, altre figure che hanno ispirato il mio lavoro”.

Arte e religione, due temi connessi e che hanno trovato un’unione anche durante la presentazione del Sesto Rapporto dell’Osservatorio Cardinale Van Thuan: “arte e religione sono stati strettamente connessi per duemila anni, poi nei primi del Novecento sono state percorse anche altre vie artistiche che deviavano dal tema religioso, ma comunque si tratta di due percorsi sempre uniti. Prova ne sia il fatto che le mie donne hanno ferite sul costato o riportano le stimmate sulle mani, un chiaro richiamo alla religione”.

La presentazione del Sesto Rapporto dell’Osservatorio ha dunque connesso anche il tema artistico, con la mostra legata alla violenza sulle donne. “E’ stato bello soprattutto il rapporto che si è venuto a creare con il pubblico e gli avventori. In tanti mi hanno fermato e si sono detti estasiati dalla bellezza, dal tema della denuncia, dalla forza e dall’espressività dell’arte proposta in Galleria Tergesteo; io stesso, che solitamente non sono mai contento delle mie opere, questa volta ne ho apprezzato la completezza. I quattro volti, l’urlo che richiamano, mi soddisfano come forza espressiva, ma anche per come è stato graffiato il bronzo: appena sono venuto a conoscenza dell’opportunità di presentare delle opere in occasione di questa conferenza, mi sono messo al lavoro e le ho preparate appositamente per l’appuntamento del 22 novembre a Trieste”.

Sergio Sorgini e il futuro: che cosa ci riservano i prossimi mesi? “Intanto, qui a Trieste, avremo la mostra fino al 20 dicembre. Cercheremo di stare più possibile a contatto con la gente e di essere fisicamente presenti in Galleria, proprio perché le persone si sono dimostrate molto interessate al tema e per il fatto che magari qualcuno è stato anche coinvolto dal tema della violenza, dunque è un qualcosa che ha toccato con mano. La mia prossima mostra? Farò un’antologica, con tutta la mia pittura, dal manifesto del Cinema fino alla pop-art, passando attraverso il periodo metafisico ed il tema della pazzia. C’è un lungo discorso a proposito della mente e di come ho realizzato la schizofrenia: vorrei presentarlo all’interno di un museo, anche perché sarebbe un peccato proporre un’altra esposizione all’aperto. La mostra di Trieste è stata una piccola anticipazione di quello che farò nella mia prossima esposizione: vorrei tornare a Trieste in un ambiente come il Salone degli Incanti oppure il Museo Revoltella. Chissà che non si possa presentare l’occasione nei prossimi mesi”.

Luca Tedeschi ha curato ufficialmente la parte fotografica dell’allestimento e dell’evento: per visualizzare l’allestimento della mostra, CLICCATE QUI.  Per guardare le immagini della presentazione ufficiale, invece, CLICCATE QUI e godetevi tutti i momenti migliori della conferenza di sabato 22.

Ecco una piccola preview degli scatti di Luca Tedeschi