Editoriale. Scienza, Creatività e Comunicazione

In Foto il Large Hadron Collider, di CERN

Mix futuribile! Eppure la gran parte delle persone abitualmente divide razionale da irrazionale, studi classici da scientifici, tangibile da intangibile, quasi a cercare una casa  sicura cui appartenere se le passioni destabilizzano o se si fatica a compilare il modulo ISTAT. Indubbiamente la Comunità scientifica, spesso elitaria nella sua genialità, ha contribuito nel tempo ad alimentare un ruolo distaccato se non inarrivabile, mostrandosi spesso poco dedita a comunicare su livelli maggiormente accessibili. E così poco si sa su quali  siano gli ambiti della ricerca, su quali le sue possibili sinergie o applicazioni. Viene addirittura da pensare che i campi di ricerca delle Università e dei Centri di ricerca non siano coordinati o non comunichino troppo tra loro: come facciamo a saperlo se non ce lo dicono?

Trieste è in Italia (ma anche in Europa) una tra la città che raccoglie il maggior numero di ricercatori in percentuale sulla sua popolazione, eppure il cittadino ne ha consapevolezza principalmente per la quantità di gente variopinta che gravita attorno  al Centro di Fisica teorica di Miramare (ICTP) o per l’esplosiva eloquenza del  Past  president  dell’Area di Ricerca Science Park di Padriciano, Giancarlo Michellone.

Forse è ora di restituire alla Scienza un ruolo meno marziano e maggiormente legato alla vita, alle passioni, alla fantasia: senza scomodare Leonardo, genio eclettico evidentemente irripetibile, in grado di passare con pari forza dalla pittura all’invenzione meccanica, se ci lanciamo sul percorso dell’Innovazione scopriamo che sono le IDEE la vera ricchezza nell’Era della Conoscenza. E per avere idee, stimolare e liberare la Creatività diventa essenziale: per capirsi il benchmarking e le best practice, così in voga nell’impresa odierna, servono a copiare e non ad inventareI tentativi di avvicinamento al pubblico, di Comunicazione strutturata tra Istituzioni scientifiche e Università e tra queste e la popolazione sono un percorso necessario e urgente e la stessa Comunità scientifica, oggi, ne sente il bisogno. La regione FVG organizzò per alcuni anni InnovAction a Udine per congiungere e far relazionare le tre grandi comunità in grado di garantire sviluppo: quella scientifica sempre in cerca di risorse, quella dell’impresa, sempre assetata di Conoscenza, e quella finanziaria, la sola in grado di offrire.. risorse. Il cerchio si può chiudere, basta creare il canale e far circolare i flussi. InnovAction fu una gioia troppo presto interrotta, cioè quando la cultura dell’Innovazione si stava diffondendo tra le imprese e soprattutto tra i giovani, tuttavia il suo germe non sarà estinto se Milano (?!) saprà, come sembra intenzionata, a raccoglierne il testimone. FEST invece fu un vero festival dell’editoria scientifica che raccolse, di nuovo a Trieste,  un numero di persone che sorprese gli stessi ideatori e organizzatori, mostrando al mondo che se si vuole e si sa parlare della Scienza, il pubblico spalanca la curiosità assopita e si mette in movimento! Del resto l’Immaginario Scientifico da anni ci sorprende su quanto bello e facile (apparentemente..) sia parlare ai ragazzi e non di come si muove l’Universo e i suoi abitanti.

Ben venga allora la Comunicazione scientifica strutturata in maniera permanente, in grado di attrarre curiosi e studiosi, in grado di spiegare a tutti i più semplici perchè, in grado di alimentare l’interesse verso la Scienza. Se Trieste, forte del suo primato, saprà progettare strutture in linea con le premesse (Salone degli Incanti), se sarà in grado di raccogliere la Conoscenza diffusa, allora ci regalerà una piazza dove scambiare la Conoscenza stessa, sviluppare la curiosità e.. farsi venire delle idee!