Saranno i giovani a progettare e vivere “il porto vecchio”

Il desiderio condiviso è di voltare pagina nel porto storico di Trieste, quell’antico brano di città destinato alla circolazione delle merci (Trieste Lagerhauser).  Mentre altri fanno esercizio di parola, alcuni giovani professionisti, su impulso dell’Istituto di cultura marittimo portuale di Trieste, propongono  la rigenerazione delle maestose strutture progettando spazi dove i giovani possano abitare, studiare, formarsi e lavorare secondo un classico modello di “college”. In questi anni sono stati avviati e realizzati alcuni importanti restauri di edifici del Porto Vecchio di Trieste, come il Magazzino 26, la Centrale idrodinamica, e la Sottostazione elettrica. Restauri importanti che hanno dimostrato come si possa svolgere una corretta e attenta rivalutazione dell’importante patrimonio storico-culturale del Porto Vecchio che, senza alcun dubbio, possono essere visti come ottimi punti di partenza per identificare metodologie generali di intervento su tutta la grande serie di edifici storici del complesso. Il polo museale del porto è diventato realtà, ma bisogna andare avanti con nuovi progetti, contando chiaramente sulla collaborazione di tutte le istituzioni preposte, che dovranno attivare procedure per reperire finanziamenti sia pubblici che privati. Lungo la bretella da largo Santos a viale Miramare, aperta ormai dal luglio 2011, si trovano sulla sinistra alcuni edifici e manufatti restaurati e riutilizzati, come i varchi di accesso al Porto Vecchio e l’Istituto di cultura marittimo portuale, che dal 2009 è attivo come centro di formazione. Lungo la bretella altri edifici sono abbandonati  e in stato di forte degrado, come gli hangars  n. 8 e n. 11, mentre altri magazzini (come il n.16)  sono attualmente  utilizzati per attività portuali. Prima della zona già restaurata, sempre sulla sinistra della bretella, sono situati il magazzino 19 e il magazzino 20, praticamente vuoti.

L’intera area portuale storica sembra un piccolo paese che aspetta di essere abitato. L’attenzione si è ora concentrata su questi ultimi  magazzini (11, 19 e 20), a prosecuzione di un percorso di restauro al quale la città guarda con grande interesse. Il magazzino 11 ( completato nel 1861) potrebbe diventare, con le sue ampie campate, un mercatino tematico e periodico, il magazzino 19 è adatto ad essere usato come sede di una scuola nautica  e di formazione marittima, mentre per il magazzino 20 si pensa a un “Harbour College”.

Progetto di recupero e riuso del Magazzino 20 – Harbour college

Nell’archivio storico dell’Ente Autonomo del Porto, conservato presso la Torre del Lloyd, si trovano i documenti relativi alla costruzione del Magazzino 20, che si trova nella zona  terminale del Porto Vecchio. Nel gennaio 1889, l’Ufficio tecnico dei Magazzini Generali curò  un preventivo per le costruzioni metalliche per la realizzazione del magazzino, comprensive di tutte le opere “da muratore, scalpellino, falegname, fabbro, vetraio, bandato, coloritore.” Successivamente nel 1893 l’impresa triestina Geiringer, Vallon & Cie costruì il magazzino adottando il “nuovo sistema Melan”, brevettato dall’omonimo professore del Politecnico di Praga. Il 18 aprile 1893 l’Ufficio tecnico dei Magazzini e il Consorzio triestino di costruttori prepararono la liquidazione finale, e già nel 1894 il magazzino entrò in funzione. Con decreto del Soprintendente per i Beni e le Attività culturali del Friuli Venezia Giulia del 2 agosto 2001 l’immobile è stato dichiarato “di interesse particolarmente importante” e viene, quindi, sottoposto a tutte le disposizioni di tutela.

Tanti pongono problemi, presentano ostacoli e fanno presenti i costi elevati, ma alcuni giovani professionisti puntano su “innovazioni e restauri leggeri” e osservano nella relazione progettuale: “ i costi di un intervento di restauro conservativo tradizionale si sono dimostrati onerosi e, a maggior ragione in un periodo di difficoltà di reperimento delle risorse finanziarie come quello attuale,  rendono complesso intervenire massicciamente per il recupero di tutta l’area. Per questo motivo per il restauro del  Magazzino 20 si vuole sperimentare una metodologia diversa che possa essere utile all’elaborazione di un manuale di intervento, da realizzare in  collaborazione con la Soprintendenza, una serie quindi di linea guida per restauri più leggeri e/o di minor costo. È evidente, infatti, che nel ridare vita a un area così grande e complessa come quella del Porto Vecchio non tutti gli edifici potranno avere lo stesso peso. Se per i musei, gli spazi comuni e di valore sociale ed urbano è senza dubbio necessario procedere nella maniera più minuziosa per conservare massimamente il valore storico del patrimonio, in altri casi, in cui le funzioni previste necessitino di interventi più leggeri, appare auspicabile una metodologia che non intacchi il valore storico ma allo stesso tempo permetta di intervenire a costi contenuti”.

Quindi la proposta di un restauro “leggero” che punti alla conservazione degli impianti generali e delle tecniche costruttive originarie, alla base della grande e straordinaria  identità architettonica del Porto Vecchio , ma che consenta poi di operare all’interno dei singoli manufatti con opere e impianti reversibili e dal costo accessibile.

Ove non sarà possibile (per ragioni di costi) recuperare completamente gli intonaci o i serramenti, verranno mantenuti allo stato originario. I requisiti di intervento richiesti dalle norme verranno rispettati con strutture amovibili e reversibili montate all’interno dell’edificio. Setti, muri, impianti, coibentazioni saranno tutti elementi potenzialmente mobili, che non intaccheranno la possibilità in un secondo momento di recuperare l’edificio in maniera completa, ma che permettono un uso immediato del corpo di fabbrica a un costo limitato.

Usando tecniche e metodologie già ampiamente sperimentate in Francia, Germania e in altri Paesi del Nord Europa si potrà così mantenere il valore storico complessivo e, al contempo, avere una disponibilità operativa del bene più rapida e a minor costo, creando così le opportunità per investire. 

L’idea dell’intervento: una foresteria per giovani marittimi ( Harbour College)

 La proposta funzionale è la creazione di una foresteria per personale viaggiante e/o per giovani marittimi ( Harbour College). Uno spazio di qualità che permetta l’ospitalità temporanea di personale delle compagnie di navigazione, degli gli addetti che, per ragioni legati alla portualità allargata, si trovano nella condizione di dover soggiornare a Trieste per tempi più o meno più lunghi, e di giovani che vogliono studiare e formarsi a Trieste, ma che potranno lavorare nell’ambito del polo museale e di altre attività (es. allestimenti mostre, nella libreria storica, nei mercatini,  servizi di custodia, mensa, palestra…. ). La formazione dei giovani sarà affidata all’ Istituto di cultura marittimo portuale e ad un gruppo di lavoro che si sta già formando composto di presidi, insegnanti ed operatori di settore.

Questo progetto prevede al piano terra  del magazzino 20 una serie di servizi connessi alla città e allo sviluppo del Porto Vecchio, uffici, spazi per i  servizi ai viaggiatori e agli studenti, zone di ristoro (refettorio), e una palestra a disposizione degli ospiti della struttura. Ai piani superiori verranno realizzati mini appartamenti, tutti con il bagno in camera e standard di buona qualità, e una serie di camere doppie, alcune delle quali accorpabili, che oltre al bagno in camera presentano spazi per una piccola cucina.  Il programma funzionale prevede a ogni piano  spazi comuni per l’incontro e la convivialità, sale di lettura, in modo da realizzare una struttura che sia un luogo di incontro e di scambio aperto per i marittimi che si trovano di passaggio a Trieste e gli studenti – corsisti, che potrebbe avere anche una forte valenza turistica ove venisse fatto adeguatamente interagire con altre strutture della città. All’interno del complesso sono previste  anche tre camerate da 12 posti (6 letti a castello) l’una, con relativi bagni e spazi comuni, per poter offrire in questa struttura anche un servizio disummer school per ragazzi.