Sabrina Baracetti: come nasce e cresce un festival internazionale

Cosa significa organizzare un festival come il Feff, che porta ampia visibilità a Udine e non solo, di questi tempi? E tra l’altro con un’apertura già segnata dal tutto esaurito grazie al concerto-evento di Joe Hisaishi, un autentico gigante della musica del nostro tempo, per la prima volta in Italia.

Oggi è un’emozione e una soddisfazione! Riuscire a portare a Udine ospiti come Joe Hisaishi o Jakie Chan è emozionante. Il lavoro è sistematico comunque, nulla si improvvisa, parte dello staff del festival ci lavora tutto l’anno e oggi possiamo fare conto su relazioni con produzioni importantissime in Asia che guardano al Feff di Udine come una vetrina molto interessante sull’Europa. Questo è il frutto di anni di lavoro, di rapporti, di viaggi e di conoscenze.

Un grande traguardo essere giunti alla diciassettesima edizione. Ma come e da chi è nata l’idea di questo ambizioso festival? Chi ebbe l’intuizione che una rassegna di cinema asiatico di questo livello, a metà strada tra il settoriale e l’accessibile, potesse avere un successo del genere?
L’idea nasce nel 1998 quando abbiamo proposto al pubblico udinese una rassegna di film prodotti a Hong Kong. La risposta è stata entusiastica, così lo abbiamo continuato nel 1999 aprendo ad altri paesi asiatici e iniziando ad invitare i registi e gli attori più significativi. Non so cosa intendi con “settoriale” ma questi film asiatici hanno riscosso un grande successo nel pubblico, evidenziando da subito grandi maestri e spesso tecnologie anche avanzate nel caso di alcune di queste cinematografie. Abbiamo sempre cercato di mostrare i film che avevano grande successo in patria perché la missione del festival è stata subito quella di proporre i titoli che piacevano ai loro spettatori d’origine per mostrare le tendenze di quei paesi, i prodotti a cui loro sono interessati.

Veniamo ai film in programma e ai Paesi presenti a questa edizione del Feff.
Il programma è vastissimo, circa 70 film, e i paesi sono 11. Oltre 10 dei 70 titoli sono premiere Internazionali, oltre 20 sono anteprime europee, 2 – cioè il Super action Helios da HK e il cult horror Parasyte: Part 2 dal Giappone – verranno presentati al pubblico di Udine nientemeno che in contemporanea con l’uscita nelle sale dei rispettivi paesi! Una sorta di proiezione date-by-date, dove solo la differenza del fuso orario separa le visioni tra Oriente e Occidente. La selezione del Feff offre una overview assolutamente unica in Occidente, una sintesi di quanto accade – o è appena accaduto – negli ultimi mesi e nei diversi mercati cinematografici, permettendo anche di apprezzarla e di fruirla in un’unica soluzione d’insieme. Ma questi film, oltre a farci vedere i loro connotati produttivi (la Cina che presto conquisterà il mondo, superando Hollywood e diventando il primo mercato cinematografico, i film giapponesi che battono al box office quelli stranieri, idem per la Corea, che ricorderà il 2014 come un anno memorabile), sono anche la cartina di tornasole della società. 

Quali le anteprime e come siete riusciti ad accaparrarvele? Come avviene la selezione delle opere da portare al festival?
Abbiamo 70 titoli, dicevamo, che rappresentano la sintesi estrema di un lungo processo di selezione: a “vedere”, in questo caso, sono stati i 10 consulenti del Far East Film Festival che vivono e lavorano nelle capitali asiatiche (coadiuvati da 4 coordinatori orientali) e che, insieme al comitato udinese del Centro Espressioni Cinematografiche, nel corso di 11 mesi hanno visionato oltre 400 titoli di 15 cinematografie diverse. Più di 60 film che sono presentati in un unico cartellone con proposte bilanciate tra le varie nazioni di provenienza. Un cartellone accessibile in modo completo, senza sovrapposizioni (cosa assai rara negli altri Festival, che finiscono per costringere il pubblico a scegliere), strutturato in una schedule che fa corrispondere agli orari della mattina, del pomeriggio e della sera una proposta precisa, immaginata per audience diverse con esigenze diverse. Come fosse il palinsesto di una rete televisiva.

Qualche curiosità o aneddoto sui registi e gli attori che incontreremo a Udine?
Gli aneddoti più divertenti sono quelli che succedono qui a Udine durante i nove giorni di festival, spesso l’incontro tra gli ospiti e il pubblico, le reazioni ai film, la gioia di registi e attori quando vedono platea e gallerie del teatro gremite di gente, o camminano per strade di Udine e qualche spettatore li ferma perché ha visto il film in sala il giorno prima… insomma sono questi i momenti più interessanti.