Ritorno al Collegio del Mondo Unito

Trenta, venti, dieci anni dopo essersi diplomati al Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico sono tornati! Provengono da tutto il mondo e sono tutti nel prato della Foresteria del Castello di Duino, vista mozzafiato sul golfo di Trieste, da dove erano partiti poco più che adolescenti; si riabbracciano, presentano i propri figli ai loro amici, chiacchierano a gruppetti con la naturalezza di chi non si è mai stato veramente allontanato.

Attendo ogni anno il momento della “Reunion degli ex studenti” per incontrare di persona alumni che ho visto solo in fotografia. Come Beata dalla Polonia, che ricordo in una foto dei nostri archivi del 1984: vestita con l’abito tradizionale del proprio Paese, stringe entrambe le mani di Papa Giovanni Paolo II che le sorride soddisfatto. Beata è tornata in Friuli Venezia Giulia insieme a suo marito, Alex, e alle loro quattro bellissime figlie. Quando si sono conosciuti, trentuno anni fa al Collegio del Mondo Unito, lui dalla Germania Ovest e lei dalla Polonia comunista, il loro amore era precursore di un muro che stava per cadere e della speranza di un’Europa più unita. Anche Mohammed e Susan, rispettivamente dalla Palestina e dagli Stati Uniti si sono conosciuti a Duino e rimangono oggi dei “Romeo e Giulietta” degli anni Ottanta, con una storia a lieto fine.

Quest’anno è tornato al Collegio anche Darren, amministratore delegato di booking.com con suo figlio Owen. Ci ha raccontato che per lui, proveniente da una cittadina della provincia canadese, la vincita della borsa di studio per il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico ha rappresentato il punto di svolta. Questa esperienza gli ha dato la capacità di vivere con persone completamente diverse e di comprenderle nel profondo; questo ha significato anche una grande apertura nel lavoro. Darren, ha iniziato la sua carriera come consulente del governo canadese, avendo già un ruolo attivo nella negoziazione dei primi accordi globali sul cambiamento climatico e la biodiversità, nel 1992 quando aveva solo 26 anni. Da lì una nuova svolta: lascia la pubblica amministrazione per intraprendere varie esperienze nel settore privato che lo portano ad assumere la carica di amministratore delegato di Microsoft Giappone. Dal Giappone, dove si era trasferito con tutta la famiglia, agli Stati Uniti per poi ritornare in Europa ad Amsterdam per booking.com. Darren ammette che le straordinarie opportunità lavorative a cui ha avuto accesso, hanno trovato origine in quel primo viaggio, dalla provincia canadese all’Italia, dopo il quale il mondo è divenuto la sua casa.

Armen, russo di origine armena, imprenditore, che grazie ai due anni in Italia parla un perfetto italiano, in Friuli Venezia Giulia torna spesso, per propri contatti commerciali. Armen, però, parla poco del suo lavoro: ciò che lo appassiona veramente è il nuovo Collegio del Mondo Unito di Dilijan in Armenia, aperto a settembre 2014 proprio grazie ai suoi contatti con un filantropo russo/armeno che voleva investire nell’istruzione. Eva, diciott’anni di Bari, è la prima studentessa italiana che ha vinto la prima borsa di studio in questo nuovo “Mondo Unito”, anch’esso popolato da studenti di tutte le nazionalità, tra cui armeni e turchi. Ora è in vacanza ed è venuta alla “Reunion degli ex studenti” per aiutarmi: tiene i loro bambini mentre i genitori dedicano tempo all’amicizia. Quando scopre che anche Armen è presente, è tutta emozionata: finalmente avrà l’occasione di ringraziarlo!

C’è invece chi mi confida che dopo i due anni del Collegio del Mondo Unito, assorbito dalle eccezionali opportunità universitarie e poi lavorative a cui ha avuto accesso, non si è fermato a pensare al senso più profondo di questa esperienza, accontentandosi di coltivare alcune amicizie e bei ricordi. Con la nascita della prima figlia tutto è cambiato: è nata una nuova urgenza di mettere le proprie capacità al servizio di ideali e valori più grandi degli interessi della City. Mi offre quindi la propria disponibilità economica e di tempo per il reperimento di nuove borse di studio.

Dopo un giorno e mezzo di incontri straordinari, mi siedo al porticciolo di Duino con Elia, genetista dalla carriera internazionale, che mappa il DNA umano con tecniche di bio-informatica per prevenire e curare le malattie rare.  Mi  interrogo con lui: quali sono i caratteri distintivi degli ex studenti del Collegio del Mondo Unito? Dopo dieci, venti, trent’anni, che impronta hanno lasciato  i due anni trascorsi qui ?

Elia mi aiuta a riconoscere un’impronta: quella della responsabilità sulle nostre vite. Dopo un dono come il Collegio del Mondo Unito, la vita va spesa per qualcosa di grande, in cui si crede, con passione. E quando la vita ci porta lontano da dove sentiamo di dover essere, ognuno di noi qui ha ricevuto il coraggio, la libertà, la forza per ricominciare, a volte cambiando tutto. Relazioni di amicizia forti e durature, in tutto il mondo, contribuiscono a rafforzare il nostro coraggio. Infine, l’aspra bellezza di questa terra meravigliosa che ci ha accolto è ormai parte distintiva del nostro essere: il mare, la vista del golfo di Trieste, la sagoma del castello di Duino visto dal sentiero Rilke al tramonto, nutrono il nostro essere, ci costringono a tornare, ogni volta, e poi a ripartire sempre con il sogno di un Mondo Unito.

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