Rinasce la centrale idrodinamica del Porto Vecchio di Trieste

I lavori di restauro hanno portato a nuova vita la centrale idrodinamica e intanto , nel cantiere della sottostazione elettrica di riconversione, si sta velocemente portando a termine il grande progetto del polo museale del porto di Trieste.

“Non sarà un museo qualunque del mare, ma un luogo di celebrazione della storia del porto franco di Trieste che ha segnato la storia di questa città”. Così Marina Monassi, presidente dell’ Autorità portuale da il via al nuovo polo museale che si realizzerà in porto vecchio entro il 2013, un luogo vivo di testimonianza storica ma anche di nuovi importanti . A breve una visita inaugurale aprirà le porte della nuova centrale idrodinamica, che ora spicca nell’area portuale storica accanto al magazzino 26. “Una lunga procedura – continua la presidente Monassi – iniziata nel 2004 su impulso dell’associazione Italia Nostra, ha visto protagonisti l’Autorità Portuale di Trieste, il Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione Friuli Venezia Giulia che insieme hanno sottoscritto nel 2007 un protocollo d’intesa per trovare i finanziamenti e realizzare il polo museale del porto. I risultati raggiunti apriranno nuovi scenari nell’area storica del porto e porteranno a nuove condizioni di sviluppo economico per l’intera città”. A sviluppare e gestire il polo museale sarà l’istituto di cultura marittimo culturale di Trieste, l’ente strumentale dell’Autorità portuale di Trieste per la gestione dei beni museali del porto e per la formazione nel settore marittimo e portuale, presieduto da Alfonso Rossi Brigante in collaborazione di Renato Cristin e Antonio De Paolo, membri del consiglio di amministrazione.
La Centrale idrodinamica e l’attigua sottostazione elettrica di riconversione sono due edifici speciali, destinati alla produzione di energia per la movimentazione delle attrezzature idrauliche di sollevamento e successivamente delle strutture elettromeccaniche. Alla fine dell’ottocento (1890) quando sorge la Centrale idrodinamica, cuore pulsante delle prime attività portuali, all’epoca non si conferisce al nuovo porto di Trieste in costruzione, l’alto valore architettonico riconosciuto poi nel 2001 dal Ministero per i beni e le attività culturali. Si costruiscono in fretta opere foranee, banchine e maestosi magazzini in quel brano della città – porto franco, destinato alla circolazione e alla movimentazione delle merci, perché Trieste sia dotata di uno scalo maleedge importante per i traffici marittimi e commerciali. Gli anni di gloria di questo emporio internazionale costituiranno il patrimonio storico raccolto negli spazi del Polo museale: repertori storici fotografici, l’archivio dei progetti, i filmati storici, vecchi trattori e macchine operatrici, attrezzi, bilance e carretti saranno esposti a rotazione per l’arricchimento della cultura storica portuale di una città,che ancora oggi non ha una familiarità con il suo porto. Rimarranno a testimonianza anche i monumenti di ferro come il pontone Ursus, l’ultima gru idraulica davanti all’hangar 6 e gli scalandroni della stazione marittima. Queste passerelle per i passeggeri,ormai non più utilizzabili, sono state recentemente trasferite in porto vecchio in attesa di essere restaurate per far parte insieme al sommergibile Fecia di Cossato del polo museale.

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“Oggi dopo un accurato lavoro di restauro che ne ha rispettato la struttura originale, torna ad essere fruibile per la cittadinanza triestina la Centrale Idrodinamica, autentico gioiello di architettura industriale di fine ‘800, che ha svolto per circa 90 anni la sua funzione di propulsione di tutte le principali attrezzature del Porto Vecchio” – dichiara il presidente Alfonso Rossi Brigante – “ E’ da salutare con grande soddisfazione questo evento che consente anche di collocare in modo sistematico e godibile tutte le memorie del Porto, affidate dall’Autorita’ portuale alla gestione dell’Istituto di Cultura Marittimo Portuale. Una parte di tali memorie di vario genere troverà posto nella Centrale, un’altra parte verra’ collocata nell’adiacente Sottostazione elettrica i cui lavori di restauro sono in corso.

Questo importante risultato e’ frutto dell’impegno di molti e deve essere di stimolo per continuare nell’opera di far rivivere Porto Vecchio attraverso il riuso delle sue imponenti strutture che non vanno solo restaurate ma anche rivitalizzate e rese produttive con nuove attivita’. La Centrale e la Sottostazione insieme dovranno diventare un centro di attrattiva non solo per i triestini, ma anche di quanti visiteranno Trieste, dando loro cosi’ un’idea concreta della vita pulsante che un tempo animava Porto Vecchio. Voglio augurarmi quindi – conclude il presidente dell’Istituto di cultura marittimo portuale- che altra parte di Porto Vecchio possa essere riattivata in forme nuove in modo da non disperdere un patrimonio importante non solo per Trieste, ma anche per l’Italia”.