Ricette di cucina contro la crisi

Intervista con Annarosa Floreani, Coquina Floreani Catering

Immaginate la scena.
Anni 80, Turchia, aeroporto di Izmir. Una bella signora, vestita in modo molto elegante, con troppe valige e troppo pesanti da portare. Nessuno la lascerebbe passare con tutta quella roba, ma lei non ha alternativa: quei cinquanta chili di radicchio di Treviso freschissimo devono arrivare dall’altra parte della Turchia perché c’è una cena importante da organizzare. È il Consolato italiano che le ha commissionato un “Carnevale di Venezia” all’estero e lei non vuole assolutamente rinunciare al risotto con il radicchio, quello buono. Ma è delicato e non deve finire nella stiva. Ovviamente al momento del controllo la donna viene fermata dagli agenti, che le chiedono cosa porti nelle valigie. Lì in mezzo alla fila, in aeroporto, nonostante le difficoltà di comprensione legate alla lingua, si improvvisa attrice e inscena un italianissimo carnevale. Impossibile non lasciarla passare.
E così al Carnevale veneziano-turco hanno avuto il risotto come si deve.

Lei si chiama Annarosa Floreani, creatrice di “Coquina Floreani Catering & Banqueting”, azienda con sede a Porcia di Pordenone, che fin dagli anni Ottanta realizza in regione e fuori i banchetti tra i più lussuosi e richiesti. Sa lavorare solo al cento per cento e da se stessa non pretende mai meno del dieci e lode. Così si è creata la sua clientela, così ha portato il vero radicchio di Treviso in Turchia (e non si sarebbe permessa niente di meno), così ha servito grandi del cinema, politici, perfino il Presidente della Repubblica, medici e aristocratici, italiani e stranieri.
Sicuramente se fosse un dolce sarebbe un cioccolato alle spezie con una bella spruzzata di peperoncino. Sembra una ragazzina: “Io posso lavorare per un evento anche ventisei ore di fila, poi prendo la macchina per tornare a casa, bevo un caffè per strada e mi sento come se fossi appena sveglia. Mi dedico al lavoro totalmente e con assoluta dedizione, ci sono a tutto tondo. E poi quando devo recuperare dormo dodici ore e riparto”.
È una donna pragmatica, ma anche amante delle sfumature, che poi sono quelle a fare la differenza tra un servizio where to found volume pill ed Buy Xanax un altro: “Se vi dicono che sono una pignola o una rompiscatole, è verissimo. Ma so essere pronta, flessibile, attenta e amo ospitare. Gli ospiti dei miei clienti sono i miei ospiti. Essere bravi è la norma – dice – ma io devo essere eccellente.”

Pare che sia questa ricerca della perfezione a farla sentire così sicura in un periodo di crisi come il nostro. E non c’è alternativa, dice, bisogna darsi da fare di più quando le cose vanno male. Una sua ricetta, non di cucina, ma per superare la crisi economica, lei ce l’ha: “Innanzitutto essere in prima linea e non mollare. Io preferisco lavorare sodo, avere sempre più professionalità, dotarmi di personale altamente qualificato quando gli altri abbassano il livello, tenere un tono alto e sì, ridurre i margini. Ma è così che si gestisce un’azienda in tempo di crisi. E poi non si deve assolutamente sprecare. Io non ho mai alcuno spreco: il pane che avanza da ogni evento lo do agli animali del mio laghetto, tutto il resto del cibo che non è stato toccato e le confezioni che non sono state aperte le porto ad una comunità locale, perché di gente che ne ha bisogno ce n’è, eccome. Ed ecco fatto. Così sono serena e non ho paura di niente”.

Al suo primissimo catering, invece, sì che aveva paura. Aveva solo diciotto anni e lavorava nella salumeria di famiglia, ma si è imbarcata in quell’impresa e poi non ha saputo resistere alla voglia di fare questo lavoro. Ha studiato, si è preparata e si è buttata. Qualche volta la prendono sotto gamba perché è donna, ma lei è combattiva e alla fine vince.

E se la grinta le viene da dentro, è in Francia che ha imparato come si riceve l’ospite. Un piccolo consiglio, per gli aperitivi delle feste, lo lascia anche a noi: “Non bisogna mai strafare e, se si organizza un incontro importante (magari con clienti importanti per farsi gli auguri), bisogna pensare a preparare dei piccolissimi bocconcini, altrimenti rischiamo di mettere a disagio i nostri ospiti e il galateo ce lo vieta.”
Da tenere in mente in questi ultimi giorni dell’anno.

www.coquinafloreani.it