Riccardo Apollonio: il futuro della “Regina delle Dolomiti” visto dall’Hotel Cortina

Riccardo Apollonio, proprietario dell’Hotel Cortina di Cortina d’Ampezzo, rappresenta la nuova generazione degli albergatori ampezzani. Ma cosa significa gestire uno degli alberghi principali della “Regina delle Dolomiti” in una fase di crisi e di ridefinizione del concetto tradizionale di lusso, in cui i fasti della Cortina dei vip che abbiamo conosciuto al cinema e sulle riviste di gossip si stanno evolvendo in base alla necessità di adeguarsi alle nuove tecnologie e all’emergere di nuovi mercati e quindi di nuovi clienti?

Riccardo, tu appartieni alla nuova generazione degli albergatori ampezzani. Cosa hai imparato da chi è venuto prima di te e cosa invece hai ritenuto di dover rinnovare rispetto a una gestione più tradizionale?
Sicuramente con la gestione del vecchio cliente bisogna mantenere il vecchio stile, quindi coccolarlo e dargli ciò che si aspetta di ricevere. E poi c’è la nuova generazione di albergatori che, come succede anche per i clienti più giovani, è molto più attenta a internet rispetto alla gestione precedente. Ma non è una cosa facile perché è per tutti un mondo nuovo.

Una gestione diversa che risponde quindi anche al fatto che il turista tipo sta cambiando?
Esattamente. Questo avviene soprattutto con l’incremento dei turisti stranieri.

Gestire uno dei principali alberghi di una delle mete più ambite del turismo italiano rappresenta una grande responsabilità. Quali sono gli aspetti più difficili e quelli invece più gratificanti del tuo lavoro?

Sicuramente uno degli aspetti più difficili oggi è rappresentato dalla burocrazia e dalle normative a cui bisogna attenersi. Per quanto riguarda gli aspetti positivi sicuramente il fatto di conoscere tanta gente diversa, nuova e soprattutto i turisti stranieri e la clientela internazionale. È un aspetto del nostro lavoro molto piacevole.

Come si rimane la “Regina delle Dolomiti” in tempi di crisi?

Ultimamente a Cortina qualcosa si sta muovendo. Ci si sta un po’ svegliando, perché c’è più necessità rispetto a una volta quando i clienti quasi piovevano. Ora i clienti bisogna andarli a cercare. Occorre cercare di capire che cosa sta succedendo e organizzarsi.

Com’è cambiata Cortina negli anni?

È effettivamente molto cambiata. La Cortina bene esiste sempre, ma si nasconde un po’ di più, i personaggi si fanno vedere di meno ma ci sono sempre.

Chi cercate di raggiungere come target?
La nostra attenzione è rivolta soprattutto a quelle fette di mercato che non conoscono ancora Cortina e che per questo motivo devono essere raggiunte. Mi riferisco ai turisti provenienti dai Paesi emergenti e comunque a tutte le tipologie di persone che hanno voglia di montagna perché Cortina non è più conosciuta così tanto e i turisti vanno attirati. Quindi persone
dei Paesi emergenti e persone che cercano un modo diverso di vivere la montagna, perché Cortina non è e non è mai stata solo mondanità, ma propone cultura e sport di vari tipi.

Cortina si è adattata a questo nuovo mercato?
Ci stiamo adattando alle nuove richieste. Anche perché devi considerare che Cortina ha sempre avuto una vocazione sportiva, grazie ai luoghi meravigliosi e alle attrezzature e i servizi, e su questo aspetto stiamo puntando molto. E poi c’è tutto il resto, il turismo tradizionale, che viene soltanto per il lusso e per la mondanità, e che solo eventualmente fa una passeggiata in mezzo alla natura.

In cosa l’offerta dell’Hotel Cortina ha recepito la nuova domanda?
Noi sicuramente, come tutti, siamo entrati nel mondo internet con i nuovi portali per le prenotazioni. Quindi essenzialmente direi che la vera innovazione è stata internet. Un po’ come in tutti i campi la rete ha influenzato parecchio l’offerta.

Da albergatore di una delle località più famose e internazionali del nostro Paese, che giudizio dai della strada per l’uscita dalla crisi che l’Italia sta seguendo?
Da un lato un fatto molto positivo è rappresentato dall’Expo, perché può dare una nuova visibilità alle tipicità e alle eccellenze italiane e in questo senso è un’iniziativa ottima e utilissima. Dall’altro riscontro una forte carenza per quanto riguarda l’attenzione al turismo.

Cortina ha davvero bisogno di pubblicità?
Noi abbiamo una grandissima necessità di pubblicità e puntiamo molto sul 2021, quando ci saranno i campionati mondiali di sci, perché abbiamo un grande bisogno di rifare quel nome che Cortina aveva per gli italiani e all’estero. La visibilità che avremo nel 2021, con tutto quello che sarà fatto come divulgazione e promozione, potrà darci un grosso ritorno di immagine.

Cortina può rappresentare un modello da seguire per il resto d’Italia o è e rimane una meta unica?

Penso che rimaniamo una meta unica perché abbiamo una mentalità particolare. A Cortina tutti possono stare bene e trovare una nicchia senza dover dimostrare niente a nessuno. Cortina è di tutti e ognuno in Cortina vede qualcosa di diverso perché è soprattutto un modo di vivere che può dare soddisfazioni diverse a diverse tipologie di clienti. Come dicevo prima ce n’è per tutti, per coloro che vogliono mondanità e per coloro che desiderano fare sport. Ma specialmente è la facilità di poter vivere uno stile di vita casual, di essere se stessi senza problemi.

Cortina, nell’immaginario collettivo, rappresenta il lusso. Secondo te è giusto considerarla una meta esclusiva o rischia di essere un concetto limitante?

Penso che quello del lusso sia un concetto limitante perché è fondamentalmente sbagliata l’impostazione. Per quanto mi riguarda il lusso è poter stare tranquilli, è poter vivere come si vuole. Poter incontrare gente quando lo si desidera o potersi isolare senza che nessuno dia fastidio. Il lusso per me è tutto questo e lo vediamo in molte persone che vengono e che vivono qui.

Se arrivasse un russo e ti facesse un’offerta che non puoi rifiutare? Seguiresti il tuo cuore o accetteresti?

Non lo so. Dipenderebbe dal momento.

In uno speciale su Venezia che abbiamo fatto abbiamo capito che loro non hanno bisogno di turismo perché sono saturi e hanno bisogno di controllare i flussi.
Noi invece abbiamo bisogno di nuovi mercati, e non abbiamo sicuramente i problemi di Venezia

I vostri ospiti hanno cultura positiva e sono maturi?
Sì, certamente.

Italiani o stranieri?

Entrambi. Forse anche perché chi va in montagna ha molto più rispetto dell’ambiente di altre tipologie di turisti.

Il caso più simpatico e quello più fastidioso?
Non ne ricordo di particolari.

E quello più appagante?

Le amicizie che si sono create e che si rinnovano dopo un anno che
non ci si vede ma poi ci si rincontra e si ha voglia di chiacchierare insieme, anche con le persone più inavvicinabili ma con le quali si crea un rapporto molto facile perché nessuno ha bisogno di dimostrare niente.