”In cammino”, contro la violenza sulle donne

Un nuovo impegno della Chiesa cattolica in Moldova: nasce il progetto “In cammino” con l’apertura di una casa famiglia per ragazze maggiorenni. Il progetto è il risultato della collaborazione tra la Fondazione Regina Pacis (Moldova) e l’Associazione Strada Facendo (Italia) ed ha come obiettivo l’accoglienza di giovani ragazze moldave, che raggiunto il diciottesimo anno di età devono lasciare gli istituti o le case famiglie presso le quali per lungo tempo hanno soggiornato, affrontando l’incertezza del loro futuro.

“Il passaggio alla totale autonomia – ha dichiarato Ilie Zabica, Direttore della Fondazione Regina Pacis – non è mai stato facile per i ragazzi che provengono da condizioni di disagio sociale  e dopo anni di accoglienza nelle nostre strutture. Da anni ospitiamo minori ed il raggiungimento della maggiore età ha sempre rappresentato un appuntamento difficile. Ecco perché la nostra scelta, che deriva da un bisogno reale”. Il progetto “In cammino” è un gesto di speranza rivolto a coloro che rischiamo di ritornare sulla strada dopo che dalla strada sono state strappate, infatti la Casa famiglia “In cammino” sorge a Chisinau, nel cuore della capitale della Moldova, accanto alla già esistente Casa famiglia per minori Regina Pacis, da anni gestita dall’omonima Fondazione.

Ma il progetto si avvale della collaborazione dell’Associazione Strada Facendo, che ha sede a Lecce, e che si occupa della prevenzione di ogni forma di violenza nei confronti delle donne. Questa associazione da tempo ha allargato il suo impegno non solo nel resto d’Italia, ma anche nell’est Europa, ad iniziare dalla Moldova. Alessandra Lezzi, presidente di Strada Facendo, da mesi è presente a Chisinau. “Abbiamo iniziato – ha dichiarato Alessandra Lezzi – osservando la vita della Casa famiglia per minori, ponendoci accanto agli operatori ed offrendo loro la nostra esperienza, fino a condividere l’idea di un salto di qualità nei processi educativi nei confronti dei ragazzi. Fin quando abbiamo dovuto affrontare il problema di Anna, che compiendo il diciottesimo anno di età avrebbe dovuto confrontarsi con quella realtà sociale che tanto l’aveva fatta soffrire. L’attenzione alla persona ha generato la volontà di realizzare questo progetto accanto alla Fondazione Regina Pacis, la cui presenza ed esperienza in Moldova parla da se”. “E’ un modello educativo nuovo – ha detto Ilie Zabica – come è stata innovativa l’idea della Casa famiglia per minori realizzata anni fa dalla Fondazione Regina Pacis. Siamo consapevoli di dover sempre fare i conti con processi educativi ormai superati, soprattutto per un paese come la Moldova che ha scelto di essere parte dell’Europa, per questo è elevato il nostro impegno, riconosciuto anche dal Governo locale che nei giorni scorsi ha avvalorato ufficialmente il lavoro educativo da noi profuso”.

Il progetto “In cammino” è una ulteriore attenzione al mondo della strada, alla periferia di Papa Francesco, ai piccoli del mondo, ad un est che vive attuali momenti di incertezza e timore, ma tutto ciò non ha mai fermato l’impegno del laicato cattolico italiano, e lo dice proprio Alessandra Lezzi:”Da mesi mi sento parte di questo paese e come associazione e mio impegno personale ho scelto di dedicarmici. Qui ho capito il concetto della periferia esistenziale affermato da Papa Francesco, che ho abbracciato nel maggio scorso facendo a lui dono della maglietta del nostro progetto “Il bene che ti voglio” e traendo da lui quel vigore interiore che mi ha portato a fare scelte non facili, pur essendo io una professionista ed avendo una famiglia. Ma qui ho conosciuto anche Vasile, il piccolo moldavo che lo stesso Papa Francesco ha accolto dopo aver ricevuto una lettera dove lo chiamava “papà”. Si parla sempre di incontri che cambiano la vita ed io ho incontrato due stupende figure diversamente grandi di questo mondo, Papa Francesco e Vasile, che mi ha convinto di dover fare qualcosa per questo paese”.

Anna è la prima ragazza moldava che, lasciando la Casa famiglia per minori, entra nella Casa famiglia “In cammino”, ma il primo periodo lo trascorrerà a Lecce, dove si recherà con Alessandra Lezzi per la formazione professionale, dovendo meglio qualificare il suo mestiere di parrucchiera che svolgerà al rientro in Moldova, dove la Fondazione Regina Pacis la sosterrà nell’inserimento lavorativo. La Fondazione Regina Pacis nel febbraio scorso aveva aperto, sempre a Chisinau, il primo Consultorio familiare ed ora si affaccia sulla società moldava con un ulteriore progetto che nasce dalla volontà di un maggiore impegno accanto a chi soffre. “La Fondazione – ha affermato Ilie Zabica – porta per le strade di questo paese il messaggio della nuova evangelizzazione voluta da Papa Francesco e lo dico da ortodosso, perchè la carità e l’attenzione alla persona umana è il messaggio più bello ed efficace del Vangelo di cui noi uomini dell’est abbiamo tanto bisogno. Sono anche padre di due figli ed a loro voglio dare oltre al benessere i valori del Vangeli, comuni a tutti i cristiani”. All’apertura era presente anche il Vescovo cattolico di Chisinau Monsignor Anton Cosa:”Da tempo chiedo ai miei sacerdoti e laici di fare della strada la loro vita pastorale, per incontrare l’uomo e soprattutto quello sofferente, per questo sono convinto che l’azione pastorale debba trovare la giusta collocazione in queste strutture di accoglienza, che non sono solo luoghi di carità, ma momenti annunzio di una fede che guarda l’uomo come creatura di Dio, che si china sul povero, che dona la speranza”.