Intimview: Raptus&Rose dà vita alla ”moda liberata”

Recuperare. Riassemblare. Ripensare.

Servono queste tre azioni per raccontare la storia di Raptus&Rose, una collezione nata nel 2009 dalla mano della stilista milanese Silvia Bisconti. Pensate all’emozione di poter avere un vestito unico, creato ad hoc sulla propria persona, che possa far trasparire la propria personalità.

La grande particolarità di Raptus&Rose risiede proprio in questo, nell’artigianalità: dopo un lungo processo di ricerca, tutti i pezzi vengono confezionati su misura, plasmandosi su ogni donna.

Con l’idea di liberare le stampe ed i tessuti vintage da vecchie forme ormai improponibili al mercato attuale, c’è una grande attenzione alla fase di ricerca: viene data nuova vita a stoffe nate tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta, fino a quel momento chiuse dentro vestiti sorpassati e, di conseguenza, abbandonati.

Ma c’è di più: Raptus&Rose ha dato vita al progetto “La moda liberata” che racconta le donne ed i loro abiti per strada, nelle piazze, fuori dagli atelier, dagli show-room. Un nuovo concetto di moda, a contatto con le persone tramite piccole performance itineranti; le sfilate estemporanee di sono tutti flash mob, senza nessuna prova o accordo, solo improvvisazione.

Ho deciso di intervistare chi ha dato anima e cuore a questo progetto, la stilista Silvia Bisconti.

 

Non è un negozio, non è una sartoria…da cosa nasce Raptus and Rose?

Raptus and rose nasce da un mio grande sogno: utilizzare, dandogli una seconda vita, tutte le infinite collezioni di tessuti e abiti vintage trovati ed accumulati negli anni. Il sogno, dopo anni di consulenze creative per le aziende (ultima la direzione creativa per Maliparmi durata 12 anni), di sperimentare un nuovo modo di parlare di abiti.

 

Il privilegio di far camminare per strada un progetto , facendolo toccare, guardare, fotografare e poterne raccontare la storia. La “moda liberata”, liberata da cosa? Quale storia ti piacerebbe raccontare?

L’atelier è un luogo che probabilmente ha sempre abitato i miei sogni, nasce nella più poetica tradizione artigianale italiana, vuole essere un posto dove poter creare e realizzare tutto le cose che più amo di più mantenendo un filo diretto tra l’atelier e chi crede in noi, i nostri clienti. La “Moda Liberata” e’un progetto spinto da un forte bisogno, anch’esso è legato ad un mio grande sogno.
Tenere solo la bellezza, la poesia, l’emotività e la creatività facendole arrivare direttamente a chi ne sa cogliere il valore, cercando di eliminare una serie di passaggi e di modalità legate ad un modo di vendere e comunicare che non mi soddisfa più, in cui faccio fatica a riconoscermi. Sperimentare nuove modalità, mostrando gli abiti per strada e nelle piazze invece che nei luoghi chiusi della moda.
Comunicando unicamente attraverso i social ed il passaparola, il nostro lavoro arriva solo e solamente ai negozi che sanno apprezzare davvero il nostro lavoro.

 

La moda, unita alla fotografia, al contatto con le persone, diventa arte a cielo aperto. Nell’ ultimo flash mob a Pietrasanta avete collaborato con la fotografa Monia Merlo, parlaci della vostra collaborazione.

Con Monia Merlo  è stato un incontro casuale e bellissimo. Ci siamo conosciute per caso attraverso Instagram, ci siamo viste ed abbiamo chiacchierato a lungo, capendo fin da subito di avere una sensibilità simile riguardo la bellezza e la sua rappresentazione. Fino ad arrivare ad una bella collaborazione, che oggi ci unisce.

 

Ogni donna è un vestito, ogni vestito una storia. La donna Raptus&Rose, che donna è?

Non esiste la donna Raptus&Rose, ogni donna è un universo differente. Noi cerchiamo solo di coglierne la fiamma , l’essenza, producendo oggetti che ogni donna potrà comprare qualora li senta simili alla sua personalità. Sono oggetti, vestiti, che possono raccontare la sua storia, il suo modo di vivere la femminilità.

 

Ed ora parlaci un po’ di te, com’è nata la passione per il mondo della moda?

Amo i vestiti da sempre e sempre li amerò.

 

Sintetica e diretta. Ultima domanda, in che modo realizzi i tuoi vestiti? Ho letto che dietro ad ogni tessuto c’è una grande ricerca.

La parte più importante ed il cuore del mio lavoro è proprio la ricerca, di fatto non finisce mai, e viaggiare molto, appena posso. Non c’è viaggio, non c’è giorno, senza il quale io non trovi qualcosa che mi serva di ispirazione, compro tessuti e stoffe ovunque, sono una collezionista compulsiva. Mi definirei anche pratica, in quanto utilizzo tutto, gran parte del mio lavoro riguarda il riciclo, la trasformazione del tessuto al quale do nuova vita. Sono convinta che tutto può diventare bellissimo, dipende dall’occhio con cui lo guardiamo e dalla mano con cui sappiamo trasformarlo. Adoro le donne, le loro diversità,  i loro pregi ed i difetti. Il mio desiderio più grande è che la loro fiamma arda sempre di più, anche grazie ai nostri vestiti.

 

Se volete saperne di più:

www.raptusandrose.com

FB: www.facebook.com/pages/Silvia-Bisconti-per-Raptus-and-Rose

mail: atelier@raptusandrose.com