Pugno duro sul calcio greco: mercoledì si decide

Tsipras ferma il campionato di calcio. Dopo gli ennesimi scontri tra tifoserie durante il derby di Atene tra Panathinaikos ed Olympiakos il governo appena eletto ha deciso di bloccare qualsiasi partita. A data da destinarsi, il campionato non riprenderà fino a che le parti non troveranno un accordo. Un meeting è fissato per questo mercoledì per decidere la ripresa o meno della stagione. Il campionato, infatti, potrebbe ripartire dal prossimo weekend.

Secondo il governo non ci sarebbero le condizioni di sicurezza ottimali per poter andare avanti. Le violenze tra tifoserie e l’ennesimo lancio di oggetti in campo, ha messo in luce la facilità con la quale i supporter greci riescono ad incidere sullo svolgimento delle partite ed a condizionarne l’andamento. Il governo greco è responsabile di questo disastro anche per il fatto che in trent’anni di violenze legate al calcio, non sono state prese alcune misure per limitarne il raggio d’azione.

Le violenze tra tifoserie e l’ennesimo lancio di oggetti in campo, ha messo in luce la facilità con la quale i supporter greci riescono ad incidere sullo svolgimento delle partite ed a condizionarne l’andamento

Non che i greci siano i peggiori in questo campo, attenzione. In Italia i tifosi dell’Inter riuscirono a portare dentro allo stadio Meazza un motorino e a scaraventarlo dal secondo anello. I tifosi del Feyenoord hanno dimostrato che Roma non è una città sicura e priva di forze dell’ordine sufficienti a fermare problemi di sorta. Abbiamo degli stadio a dir poco imbarazzanti (togliendo il recente Juventus Stadium e ciò che uscirà dal cantiere dello stadio Friuli di Udine) e dovremmo essere gli ultimi a parlare di quello che è accaduto in Grecia.
Ad ogni modo, lo stop imposto dal governo di Atene al calcio è il terzo in un anno. Sinonimo che un problema esiste, ed è di proporzioni forse sconosciute ai più, e certamente al governo. Il calcio in Grecia rappresenta, come in tutti i paesi, una grande industria. Un business gigantesco. Stipendi da capogiro. Il tutto mentre una popolazione fa i conti con una crisi che sembra non veder la fine. Un popolo che fa i conti soprattutto con Berlino, la quale non sembra intenzionata a concedere ulteriore credito a Tsipras e compagni.

Secondo i media greci la sospensione non porterà da nessuna parte. C’è un problema di gestione delle tifoserie, un problema di sicurezza degli stadi, c’è un problema legato alla crisi economica la quale, ovviamente, ha delle ripercussioni sociali che spesso portano ad esasperazioni apparentemente incontrollabili.

Secondo i media greci la sospensione non porterà da nessuna parte. C’è un problema di gestione delle tifoserie, di sicurezza degli stadi, legati alla crisi economica

Ripensare il calcio sembra essere l’unica soluzione possibile in questo momento. Quando gli hooligan inglesi rappresentavano un problema generalizzato in Gran Bretagna e nelle trasferte all’estero si dovette aspettare che i morti fossero 39, dei quali 32 italiani. Proprio le cariche dei tifosi del Liverpool allo stadio de l’Heysel di Bruxelles il 29 maggio 1985 furono responsabili del disastro. La Uefa inflisse alla federazione inglese uno stop forzato dalle competizioni internazionali per club dalla stagione successiva sino al 1991.

Cinque anni dopo lo stop, la Federazione Inglese fu in grado di organizzare il campionato europeo con grande plauso della comunità internazionale. Le domande che vorrei porre ai grandi del calcio sarebbero: 1) per quale motivo dobbiamo aspettare che ci scappi il morto per prendere delle misure drastiche? 2) Credete veramente che lo stop di una settimana faccia bene al calcio o sia solamente una panacea temporanea? 3) Non sarebbe il caso di limitare il raggio d’azione dei club e la loro capacità di incidere sulle scelte governative? 4) Non sarebbe il caso di fornire gli strumenti alle forze di polizia affinché non succedano più fatti del genere? 5) Non sarebbe il caso di ripensare ad un mondo leggermente diverso da questo che stiamo vivendo?