Primo Motoraduno Diocesano: intervista a Paolo Parlotti – Moto Club Trieste

All’interno del Primo Motoraduno Diocesano, l’altra “colonna portante” della manifestazione oltre alla Diocesi di Trieste è stato il locale Moto Club. Una realtà importante, da oltre 100 anni sulle strade e sulle piste di tutto il mondo: Paolo Parlotti ne è il presidente, e Genius-online non ha perso l’occasione di ascoltare le sue parole dopo l’evento.

 

Paolo, facci un bilancio di questo Primo Motoraduno Diocesano. 

“E’ stato un evento che ha avuto una grande partecipazione, nonostante non sia stata fatta molta pubblicità. Abbiamo infatti organizzato questo meeting in poco più di un mese e mezzo, ma ora abbiamo tutto il tempo a nostra disposizione per poter programmare con calma la seconda edizione: l’idea da cui partire è quella di fissarlo in un periodo in cui la gente sia tornata dalle ferie, per cui direi che settembre 2015 potrebbe essere il mese ideale per calendarizzare nuovamente questo motoraduno”.

Qualche spunto divertente? Abbiamo visto S.E. Mons. Crepaldi salire a bordo di un sidecar. 

“Direi che il Vescovo si è divertito; gli è stato regalato un bel casco ed è salito in moto senza problemi. Il mondo delle moto può sembrare rumoroso e disordinato, popolato da gente rozza e senza scrupoli: questa è l’immagine che viene tramandata da tempo per cui è facile pensare in maniera negativa al motociclista. Viceversa, c’è un codice comportamentale ben definito, pure se non scritto, dove ci sono tante convenzioni che vengono rispettate: una di queste è il classico “saluto” che i bikers si scambiano quando si incrociano per strada; un’altra, invece, è la regola per la quale se un motociclista vede un suo collega con la moto in panne, si ferma a soccorrerlo e a dargli una mano. Una consuetudine che, guardando ad esempio alle autovetture, non esiste proprio; queste caratteristiche si possono ben accomunare allo spirito della Chiesa, che aiuta le persone nelle situazioni di difficoltà”.

Un aspetto importante di questo Primo Motoraduno Diocesano è stato anche il discorso legato ai diversamente abili. 

“Assolutamente. Noi, come Moto Club Trieste, abbiamo questo tipo di attività promozionali per bambini: ad esempio, gli insegnamo educazione stradale oppure gli facciamo guidare le motorette fuoristrada; sono aspetti che, per una persona con delle disabilità, lasciano delle emozioni forti. A questo proposito, noi collaboriamo con un’altra associazione sportiva dilettantistica che si chiama “Fair Play”, con la quale implementiamo queste iniziative”.

Dopo questo primo appuntamento, quindi, si punta già al secondo anno? 

“Abbiamo ovviamente già discusso del secondo Motoraduno Diocesano: un aspetto importante, a mio modo di vedere, sarà quello di instaurare una collaborazione fra tutti i Moto Club di Trieste e provincia, in maniera da poter sviluppare al meglio questo tipo di manifestazione, che ha le potenzialità per emergere e diventare sempre più importante, allargandosi anche fuori dai semplici confini cittadini. Già quest’anno abbiamo avuto qualche persona da Udine e dalla Slovenia: se la cosa viene promossa bene, ecco che non ci saranno problemi per farla diventare un appuntamento fisso”.