Preziosi è Vincent Van Gogh

“Vincent Van Gogh – L’odore assordante del bianco” va in scena per il cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da mercoledì 31 gennaio a domenica 4 febbraio alla sala Assicurazioni Generali. Alessandro Preziosi ne è il protagonista in un testo di Stefano Massini, uno dei drammaturghi italiani più accreditati a livello internazionale, per l’ottima regia di Alessandro Maggi.

Assistiamo felici a un ritorno a Trieste di un amico di Genius-online, Alessandro Preziosi, attore di grande talento che lo Stabile regionale ha applaudito in molti momenti della sua brillante carriera: dall’irruente Laerte, interpretato giovanissimo in “Amleto” accanto a Kim Rossi Stuart, ai recenti Cyrano de Bergerac e Don Giovanni.

A questi complessi e sfaccettati personaggi si aggiunge ora per Preziosi un’intensa prova interpretativa, nei panni del geniale pittore olandese, Vincent Van Gogh, assieme a una compagnia perfettamente equilibrata: Dottor Peyron è Francesco Biscione, Theo Van Gogh è Massimo Nicolini, Dottor Vernon-Lazàre è Roberto Manzi; ad essi si aggiungono i due infermieri impersonati da Alessio Genchi e Vincenzo Zampa.

La scena si apre sulle bianche pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul a Saint-Rémy de Provence. È il 1889, siamo nella parte finale della dolorosa vita di Van Gogh, e l’unico suo desiderio è uscire da quelle mura. La sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andare a trovarlo.

Vincent è legatissimo al fratello Theo. È Theo infatti che lo sostiene, anche economicamente, nella sua parabola d’artista e che conserva alla sua morte tutti i capolavori. Ancora oggi è la corrispondenza fra i due fratelli (pubblicata nel 1913) a rivelare agli studiosi segmenti fondamentali del pensiero dell’artista.

Ma questa è un’altra storia, perché in scena è il confronto fra Vincent e Theo Van Gogh il cuore di questa pièce per la quale Stefano Massini vinse il Premio Tondelli – Riccione Teatro 2004 per la “…scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva”.

La sua drammaturgia asciutta e ricca di spunti poetici, offre l’opportunità di riflettere sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea. Nonché sulla complessità della mente umana e sulla vicenda personale di quel grande pittore che in vita aveva venduto un sol quadro e i cui capolavori oggi hanno un’inestimabile valore.

Il serrato dialogo tra Vincent e Theo propone così un grandangolo sulla vicenda umana dell’artista e ne rivela uno stadio sommerso: quel bianco vuoto e assurdo che imprigiona Van Gogh nella sua stanza manicomiale e lo soffoca. Da cui l’”odore del bianco” che, sin dal titolo, ci regala un mondo di suggestioni.

Un bianco assoluto che soffoca proprio l’artista dei colori abbaglianti e puri – dei “Girasoli”, degli “Iris”, dei celeberrimi autoritratti – suo unico strumento per esprimere le emozioni.

L’interpretazione di Alessandro Preziosi sa indagare in quest’universo di suggestioni e di contrasti in maniera, come sempre, notevole, raccontandoci personaggi incredibili e storie affascinanti: da Cyrano a Don Giovanni, dall’Amleto a Van Gogh. Tra pochi giorni Preziosi salirà sul palco di Sanremo, accanto a Ornella Vanoni, chissà cosa saprà regalarci un tale talento a 360°.