Premio Luchetta: scelti dalla giuria i vincitori

La giuria del Premio giornalistico internazionale  “Marco Luchetta”, giunto alla sua IX edizione, ha proclamato i vincitori delle diverse sezioni che saranno premiati,nella serata “I nostri angeli”, giovedì 12 luglio alle 20.30, al Politeama Rossetti di Trieste.

Il Premio, istituito in ricordo della troupe Rai composta da Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo, vittime nel ‘94 a Mostar di una granata, e del cineoperatore Miran Hrovatin,assassinato pochi mesi dopo a Mogadiscio, è dedicato agli operatori dell’informazione che svolgono un’opera di sensibilizzazione, partecipando con umana solidarietà alle tragedie che, nel mondo, coinvolgono popolazioni inermi.

E’ un giornalismo, dunque, che mette al centro l’importanza del rispetto e della difesa dei diritti civili, quello riconosciuto dal Premio. Sono storie dei nostri giorni che ci aprono gli occhi sulle forme diviolenza che i bambini continuamente subiscono, a causa di guerre, povertà, scontri etnici, economici e di potere.

Quest’anno la Sezione Tv del premio Luchetta, al miglior servizio trasmesso su un’emittente europea, va a Fergal Keane, per il suo reportage della BBC,realizzato in Siria su bambini eadolescenti assassinati dal governo durante le rivolte.

È italiano, invece, il reportage, premiato per la Sezione Quotidiani/Periodici. Si tratta di: “Non rubateci i sogni.Viaggio fra i bambini della Taranto dei veleni”, di Giancarlo Oliani della Gazzetta di Mantova. Il reportage porta il racconto degli alunni della scuola elementare nel quartiere Tamburi, accanto all’acciaieria Ilva, dove Generic Viagra la concentrazione di diossina è tra le più alte al mondo e, a causa della presenza di sostanze cancerogene,non si può giocare e nemmeno toccare l’erba.

Il PremioD’Angelo, riservato al miglior reportage internazionale,va al corrispondente freelance  Josè Miguel Calatayud per il servizio, sul quotidiano El Pais, sul sedicenne Alphonse Kanyi, nel Sudan del Sud, incarcerato dal 2009 a Juba, nell’ala riservata ai condannati a morte. Dei suoi presunti omicidi non c’è alcuna prova e neppure le torture sono riuscite a estorcergli un’ammissione.In quella prigione altri 46 adolescenti sono incarcerati insieme a criminali adulti, ex soldati della milizia nella guerra civile.

Si aggiudicano la Sezione Ota, dedicata alle miglior riprese televisive, le immagini diffuse dal TG3 sulla battaglia di Tripoli – con il filmato esclusivo della presa della fortezza di Gheddafi – di Elio Colavolpe, dell’Agenzia Emblemae.

La Sezione Hrovatin premia poi Alessandro Grassani, freelance per Alternatives Internationales,
per il suo scatto sui pastori mongoli in fuga dal grande inverno. L’immagine ci regala un bimbo molto piccolo a cui sembra cadere addosso, nella sua corsa,un’enorme staccionata. Sullo sfondo la capitale mongola, UlaanBaator.

A Gianni Minàva, infine,il nuovo Premio Friul Adria“Testimoni della storia”,mentre il Premio Speciale sarà annunciato, il 12 luglio, nel corso della serata al Rossetti.

 

Lo scatto sui pastori mongoli in fuga dall’inverno di Alessandro Grassani, premiato nella sezione Hrovatin

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