Pearl Jam a Trieste, successo di pubblico: in 30.000 allo stadio ”Nereo Rocco”

Trieste ritorna capitale del rock con i Pearl Jam, che domenica 22 giugno hanno infiammato lo Stadio “Nereo Rocco” con un incandescente “live show” sicuramente destinato a restare nella storia del Friuli Venezia Giulia. Più di 30.000 spettatori, 15.000 dall’estero con pienone negli alberghi e bed&breakfast, per un fatturato di 5 milioni di euro, sono questi i numeri che rilanciano la città di Trieste e la sua visibilità a livello internazionale.

34 brani per 3 ore di grande concerto, cominciato addirittura con una manciata di minuti in anticipo rispetto all’orario previsto, forse dettato dai tempi stretti della band, che ha lasciato la città subito dopo l’esibizione, probabilmente diretti verso la tappa viennese.

In apertura infilano una tripletta di classici d’annata, da “Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town” a “Low Light” e l’immancabile “Black” tratta da “Ten”, l’opera d’esordio che ventidue anni fa li lanciò dalle periferie di Seattle sulla vetta dell’olimpo del rock internazionale. Al lato del palco, due maxi schermi rimandano le immagini di Eddie Vedder, Stone Gossard, Mike McCready, Jeff Ament, Matt Cameron, Boom Gaspar-, l’attuale formazione che agli effetti speciali e trucchi di prestigio dimostra ancora una volta di preferire l’energia ruvida ed essenziale delle chitarre.

Spazio alla riflessione, – se no che concerto dei Pearl Jam sarebbe?, – con Eddie Vedder che, reggendo il fiasco di vino quasi fosse simbolo dell’umana fragilità, conduce con le parole il pubblico nel suo universo ‘privato’, in tutto e per tutto simile a quello di tanti altri uomini, costellato da numerose gioie – quelle per i figli che crescono-, così come da grandi dolori, legati agli amici che non ci sono più. Tutto secondo quella tradizione che, oltre all’indiscusso talento musicale, vede compiersi nel frontman dei Pearl Jam la perfetta sintesi tra due personalità in apparenza molto differenti: da una parte l’amico della porta accanto, quello che tutti vorremmo avere, ed al quale poter raccontare tutto di noi, e dall’altra la rockstar di sicuro carisma, la figura guida capace di ipnotizzare la folla attraverso i suoi racconti ed avventure di una vita vissuta davvero sempre al massimo. Ad ascoltarlo c’è il popolo dello Stadio Rocco, un tappeto umano scatenatissimo sulle note di evergreen come “Even Flow”, “Better Man” ma anche dei brani nuovi, a partire da “Sirens”, la struggente ballata scelta come apripista di Lightning Bolt, decimo album del gruppo statunitense.

Grande la soddisfazione da parte degli organizzatori, in primis il Comune di Trieste e il sindaco Cosolini, che ha sottolineato come “eventi di questo tipo proiettano la conoscenza di Trieste in Italia e nel mondo, e fanno sì che se ne parli anche sui siti e sui social network. Anche la ‘macchina organizzativa’ è stata efficiente, con traffico e viabilità contenuti, le navette da e per lo stadio sono state utilizzate da migliaia di persone come il parcheggio al Centro Montedoro.

“E’ evidente ormai che un evento ‘globale’ di questa portata come il concerto dei Pearl Jam a Trieste si può fare”, così il commento di Giovanni Candussio di Azalea Promotion. “Ce lo confermano i grandi numeri di presenze da tutta Europa e dal mondo, registrati tra i più di 30.000 spettatori provenienti dagli U.S.A., dall’Australia, dagli Emirati Arabi, dal Qatar, Algeria, Argentina, Islanda, Cipro, Portogallo, Malta, Russia oltre che da Croazia, Slovenia e paesi dell’Est. Anche l’hashtag PJ di Twitter ha coinvolto moltissime persone e 40 in tutto sono stati giornalisti accreditati. E un pubblico meraviglioso che non ha creato problemi”.