Patrizia La Bella: dai piedi alla mente, passando per il cuore

L’amore per la natura e le passeggiate, l’interesse per il fattore umano, la formazione di studenti tramite la preparazione di circuiti di benessere, energia, libertà emotiva e potenziamento delle risorse personali e interpersonali fanno di Patrizia La Bella una moderna docente-educatrice nell’ambito delle Istituzioni Statali. Accanto a ciò, lo studio, necessario, degli aspetti sociali, territoriali, ambientali, che le ha permesso di svolgere numerosi progetti e collaborazioni con enti pubblici e associazioni, sia in campo ambientale e sociale, che artistico e sportivo. E oggi esce con il suo primo libro Dai piedi alla mente passando per il cuore.

Prima di tutto, ci può spiegare cosa fa un operatore olistico? Quali requisiti è necessario possedere?

L’operatore olistico è un facilitatore della salute e dell’evoluzione del benessere, e lavora con metodologie e approcci integrati. Opera con persone sane o con la parte sana delle persone malate per aiutare a ritrovare l’armonia psicofisica, e lo fa attraverso l’uso di tecniche naturali energetiche, artistiche, culturali, spirituali, con le quali stimola un naturale processo di trasformazione che porta alla consapevolezza di sé. Un operatore fonda quindi la propria professione sui principi etici dell’accoglienza, del rispetto, della gentilezza e dell’ascolto, della dignità e della responsabilità. Ma sopra ogni cosa deve essere dotato di umiltà e grandissima umanità.

Sembrerebbe che la sua figura professionale si possa perfettamente iscrivere al centro di un triangolo alle cui estremità ci sono i consigli di un’amica, il parere di un medico e le risposte della fede.

Con modi concreti, strumenti comunicativi chiari, fattivi più che ragionativi, accompagno le persone in un percorso di orientamento, dove vedranno e riconosceranno, come in uno specchio, il manifestarsi di loro stessi. Io non faccio altro che aiutarli a rivivere lo stato emozionale del passato, a riscoprirsi, a rigenerarsi incanalando la propria energia in nuove forme espressive e creative. Credo nel raggiungimento di una dimensione interiore armoniosa solo se fatta di passi concreti da svolgere nel quotidiano, ovviamente con cuore e spirito. Ma ognuno può diventare maestro di vita, iniziando da se stesso.

Al giorno d’oggi c’è spesso molto scetticismo attorno ad argomenti simili.

Cos’è lo scetticismo se non la paura per lo sconosciuto, la paura di lasciare andare le nostre vesti quotidiane, il mondo delle nostre immagini e illusioni, gli schemi della nostra mente, i bisogni di vittoria del nostro ego? Se guardassimo con occhi diversi questo atteggiamento, vedremmo il dubbio, e nel dubbio la possibilità.

Chi si rivolge a lei?

Chi, tolta ogni finzione e tolto ogni travestimento di intenzioni o motivazioni della mente, è capace di accettare di fare quattro passi nell’ignoto per cercare la propria vera dimensione. Chi ha compreso che accanto a una educazione intellettiva si può lasciare entrare a pieno diritto anche la pratica del corpo, dello spirito e l’ascolto dell’anima. Chi ha ancora il coraggio di rimettersi in gioco per migliorare la qualità della propria esistenza, ritrovando il suo potenziale e trasformandolo in forza d’azione nella sua quotidianità. E chi vuol sentirsi ascoltato, sostenuto, indirizzato, benvoluto e soprattutto essere riportato al sorriso per la vita, e quindi, chi vuole imparare ad amare. Il metodo Dialoghi di luce, contenuto nel mio libro, va bene per tutti, indistintamente dall’età, dalla professione, dalla cultura di origine.

A proposito del suo libro, lo definisce spesso un libro di esercizi. Com’è nata l’idea?

Nasce come intuizione, come osservazione empatica dei disagi delle persone e come desiderio di trasmettere “chiavi di bene”, facilmente utilizzabili da tutti nell’immediatezza e nella concretezza della vita di ogni giorno. Volevo mettere a disposizione il mio impegno personale, il lavoro di una vita, fatto di pratiche sportive e di studio di più discipline, da quelle scientifiche alle esperienze spirituali. Ho sempre cercato di evitare limitazioni e dogmi di qualsiasi tipo, filosofici o religiosi.

Un caso che ricorda con più piacere o soddisfazione?

Li ricordo tutti con profonda gratitudine, come preziosi viaggi di umanità e solidarietà. Come luoghi dalle architetture più originali, storie avventurose con trame dolorose, profonde, dagli intrecci e dai colpi di scena più imprevedibili, dove il protagonista diventa l’eroe di se stesso contro mostri, orchi, fantasmi, carcerieri, e combatte tra personaggi spesso crudeli e paurosi, rappresentazione della sua realtà interiore. Ogni “fratello” incontrato mi ha regalato la fiducia e la sua grandezza, facendomi entrare nel suo mondo oscuro per poi ritrovare assieme l’origine e la via del ritorno con in mano e nel cuore il tesoro della libertà. Sono storie in realtà senza un vero e proprio finale, o, meglio, dal finale a sorpresa, perché quando si arriva alla porta da cui si era entrati, ormai in volo libero, la vera storia ha appena inizio!

andremo avanti quanto più sapremo tornare indietro a riprenderci la nostra dimensione bambina

Che differenze vede nell’approccio al suo programma di orientamento tra un bambino e un adulto, e quali rispettivamente i margini di miglioramento?

Considerato che gli esseri umani sono uguali nella loro potenzialità a raggiungere i più alti livelli di dignità e integrità, in tutti ci sono i semi preziosi della libertà e dell’amore che possono germogliare, se un cuore è ben nutrito. L’interesse per la dimensione affettiva del bambino nel suo percorso di apprendimento e conoscenza della vita è molto importante, e quindi il mio metodo segue la sua predisposizione naturale al modo semplice e diretto di comunicare e dar voce al suo sentire. Il gioco, la respirazione, la visualizzazione, la gestualità, la pittura, il quaderno delle esperienze del cuore, tutte queste cose lo aiutano ad orientarsi in mezzo alla complessità della vita, alla velocità degli eventi, ai continui cambiamenti, agli schemi spesso imposti dagli adulti, a valorizzare le emozioni positive rispetto a quelle negative, e a mantenere la sua innata creatività e apertura alla vita. Per noi adulti il compito è più difficile: andremo avanti quanto più sapremo tornare indietro a riprenderci la nostra dimensione di bambina, del cuore e dell’amore, da unire alla saggezza e alla consapevolezza della propria maturità ed emancipazione. Ecco perché la possibilità è per tutti, ma l’arrivo è proporzionale a quanto ognuno potrà e sarà disposto a metterci della propria volontà, da quanto ci crederà e vorrà investire in se stesso. I miei grandi maestri mi hanno donato le ali per rimanere nello spirito, nel cuore e nei passi, una bambina libera.

Quanto influisce l’ambiente in cui si vive quotidianamente e quanto chi ci circonda?

Nella visione olistica in cui tutto è interdipendente e il singolo individuo è interconnesso con una rete e situazioni tra loro imprescindibili, cui deve continuamente dare risposte fisiologiche e comportamentali, tener conto dei fattori ambientali, dei rapporti sociali, del modo di vivere, delle caratteristiche fisiche, caratteriali è fondamentale, ed è importante prenderne e far prenderne coscienza. Spesso il contesto sfavorisce la crescita. Sappiamo tutti come si può restare vittime di educazioni rigide, modelli culturali capaci di provocare blocchi, schemi, limiti che nel tempo diventano censori della mente, paure, disagi, e che possono anche trasformarsi in malesseri fisici. Ci si abitua a trattenere, a nascondere, si perde entusiasmo, si prova disagio nello stare tra gli altri, ci si sente stanchi, svogliati e privi di energia, ci si chiude in se stessi. Quando invece ci si “allena” quotidianamente ad avere un approccio diverso con noi stessi, si può agire da dentro per una migliore qualità della nostra vita. A quel punto possiamo modificare noi stessi e pure qualunque realtà materiale esterna a noi.

Non resta che provare, perché nulla è determinato, e tutto può compiersi senza limiti.

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