Nel nome del padre

Passata la festa della donna , ecco arrivare la festa del papà ( 19 marzo ).
La parità di genere, in attesa che finisca dentro la legge elettorale, è già nella scansione dei tempi e delle feste.
Nel nome del papà : partiamo dai due film italiani che hanno vinto l’Oscar del cinema .” La grande bellezza” di Sorrentino e “La vita è bella” di Benigni.
Ambedue hanno a che fare, mi sembra , con il bello. Ma diametralmente opposti . La differenza ? La presenza di un padre ! Un padre forte e geniale – in Benigni – da riuscire a trasformare agli occhi di un bambino la spaventosa bruttezza di un campo di concentramento in un gioco allegro. Sì, la vita può essere bella anche nell’inferno di Auschwitz.
Nel film di Sorrentino la casella “paternità” appare desolatamente vuota; neanche l’ombra di un figlio. Pensiamoci !

A proposito : il Papa , un papà sta lì , perché i suoi figli non siano soli , o senza speranza , ma abbiano la vita. La grande bellezza può non essere un film che la smentisce.