Mostre. Il Musicista Felice Romano si “confronta” con la fotografia.

Le fotografie di Noemi Commedatore si uniscono alle note del musicista Felice Romano, sul tema degli anziani.  Nasce un’intervista della stessa Noemi che introduce un progetto che farà parlare molto

Approfondimenti:

Anteprima Genius al via il progetto “Mostre Sonore”

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di Noemi Commendatore

Avevo dimenticato quella sensazione, sensazione di assoluta impotenza,di quei giorni passati al centro anziani Ain Karim, di quando tra una foto e l’altra incontrai la Signora Maria che con la sua affermazione ‘’NUN SEMU NENTI’’ diede vita ad un infinito universo di emozioni…Quel giorno era tutto molto strano, vederlo girare per il centro, in mezzo agli anziani, andava a passi lenti per paura di disturbare, provava ad essere invisibile, con lo sguardo incredulo. Iniziammo le riprese del video, lui cantava a bassa voce, come una dolce ninna nanna per gli anziani del centro. Alcuni lo osservavano, altri lo ignoravano, assenti in chissà quali mondi e tutto scorreva in un tempo diverso…Cosi nasce da una mia fotografia una canzone, da una canzone un video, da un video l’inizio di un avventura chiamata Mostre Sonore con il cantautore Felice Romano ..

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Come nasce il tuo entusiasmo e la tua voglia di raccontare un reportage fotografico attraverso la tua musica ? 

“Ammiro le tue foto gia’ da un pò, se potessero parlare penso che parlerebbero “sottovoce”; le trovo sempre eleganti, raffinate mai scontate;  carpiscono l ‘attenzione e fanno viaggiare i pensieri oltre il particolare che esprimono… cosi’ quando ho visto il reportage “nun semu nenti”  la mia mente ha viaggiato, e siccome sono un musicista ho trasferito questo viaggio emozionale sui binari del pentagramma….

Raccontaci le tue prime sensazioni nel ritrovarti al centro anziani Ain Karim ed il dopo nel ritrovarti dentro le mie fotografie..

..e’ stato incredibile! La cosa piu’ rumorosa nel mio dentro e’ stato “il silenzio”. Il silenzio che solo le  foto possono carpire e rappresentare. Un silenzio piu’ forte di un urlo squarciato nel tempo! Entrare in ogni foto, vivere il momento dello scatto come se davvero potessimo riportare indietro il tempo e fermarlo e’ stata una esperienza unica e penso non ripetibile con nessun altra forma di arte se non con la fotografia.

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Attraverso le note di NUN SEMU NENTI di cosa parli  nel tuo video?

In genere  quando scrivo una canzone mi rompo il capo con il testo; lo trovo sempre inopportuno. Vago tra avverbi e pronomi in cerca di parole che esprimano esattamente cio’ che sento e vedo dentro di me. Sono piu’ i fogli buttati che quelli battuti … proprio perche’ al contrario della partitura musicale che e’ libera e soggettiva, le parole scritte inchiodano e restano per sempre. Rileggo i testi mille volte prima di approvarle. Questa canzone, dal contenuto difficilissimo e’ stata fatta dal  mio “I pad” su cui  scorrevano i tuoi scatti; ero al pianoforte , guardavo le foto,  le accordavo raccordandole e cercavo di darne una mia soggettiva descrizione Viagra, alla fine ho trovato un dipinto fatto di note e parole con cui ho raccolto gli schizzi emozionali fuoriusciti dall’ incontro tra le tue e le mie  emozioni.

Mostre sonore è piu un tema sociale o una diversa interpretazione dell’arte?

Giocando con i termini della tua domanda direi che “una diversa formulazione dell’arte potrebbe servire a dare di un tema sociale una nuova interpretazione”. Sono affascinato da sistemi diversi che pongano l ‘attenzione su temi importanti e spesso dimenticati non perche’ non siano degni di essere affrontati ma solo perche’ la trattazione che viene fatta essendo quasi sempre ripetitiva ne banalizza l’oggetto. Trovare diverse forme di comunicazione che intersecandosi tra di loro donano una nuova originalita’ ad un tema piu’ volte affrontato forse ci da la possibilita’ di porlo in modo diverso  e piu’ incisivo. Nel caso di “nun semu nenti” cerchiamo di ribadire in tante forme diverse che l’anziano e’ una risorsa e non un problema”

Per dare la possibilita’ a chi volesse saperne di piu’ ci puoi dare una definizione piu’ specifica di cosa sono queste mostre sonore?

Mostre sonore e’ un percorso emozionale che utilizzando diverse forme di arte (fotografia, musica, colori, luci, odori , sapori, prosa, dibattito, contributo di idee) si pone l’obiettivo di  portare lo spettatore a diventare attore di un viaggio  non solo mentale ma anche fisico in cui di volta in volta si raccolgono e si rilasciano pensieri e parole che aggiungono valore al tema trattato. Gli argomenti scelti vengono opportunamente sviluppati da tutte le arti in modo ovviamente consequenziale all’oggetto della mostra. A tale proposito mi pare appena il caso di sottolineare che questo primo esperimento sul tema degli anziani potrebbe essere ripetuto, magari ampliando lo stesso anche ad altre forme di arte su altri fenomeni  (la fame nel mondo, i clandestini, il nucleare, i  barboni …)

In conclusione due parole sull’oggetto della  prima mostra sonora in Italia “nun semu nenti”

A livello organizzativo e’ una cosa difficilissima, confrontandomi con te sul perche’ di questo titolo cosi’ bizzarro la mia mente ha iniziato a pensare che dovevamo fare di tutto per dimostrare alla “signora Maria” (uno dei soggetti da te fotografati) che ti domanda: “ma che sei venuta a fare qui?,  noi non siamo niente”. Non e’ affatto vero che loro non sono niente!! Sono il nostro passato ma soprattutto sono la biblioteca umana vivente che traccia le linee del nostro futuro. E’ impossibile farli viaggiare fisicamente con noi, ma porteremo in giro in Italia ed all’estero i loro volti; Viaggeranno attraverso gli occhi e la sensibilità di tante persone;faranno rumore con il loro silenzio in tante citta’. Viaggeranno insieme alle tue foto ed alle mie note con noi per urlare  ad ogni metro di questo viaggio emozionale che non e’ affatto vero che non sono niente ma che  loro sono per tutti noi una risorsa e non un  problema!+

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Articolo sul progetto Num Semu Nenti  – Intervista a Noemi commendatore