Moda e genio tra storia e futuro, una chiave di lettura per comprendere la società

La moda è da sempre un mondo criptico ed elitario, con dinamiche spesso incomprensibili a chi non ne fa parte, spesso frainteso o considerato futile, sempre al centro di polemiche e discussioni.Ma cos’è la moda? Letteralmente il termine moda nasce dal latino “modus”, che può significare maniera, norma, regola, tempo, melodia, ritmo, tono. La moda quindi, nella sua accezione prima, rappresenta una scelta che si fa regola, un comportamento condiviso da un gran numero di persone. Nella definizione del dizionario Garzanti la moda è ”l’usanza più o meno mutevole che, diventando gusto prevalente, si impone nelle abitudini, nei modi di vivere, nelle forme del vestire”. Il Devoto-Oli, invece,

la definisce come ”…principio universale, uno degli elementi della civiltà e del costume sociale, che interessa non solo il corpo ma anche tutti i mezzi di espressione di cui l’uomo dispone”. Un concetto onnicomprensivo che fa parte della storia dell’uomo fin dalle origini, applicabile ad ogni ambito e contesto e profondamente radicato nell’identità culturale e sociale di ogni civiltà e che nel corso dei secoli
è divenuta dinamica fondamentale, che appaga la necessità di coesione e differenziazione sociale, crea identità e indirizza comportamenti condivisi. Nel corso del ‘900 la moda è stata oggetto di analisi e riflessioni da parte di molti studiosi. In particolare il sociologo tedesco Georg Simmel che nel suo saggio “La moda”, del 1895, fissa alcuni concetti fondamentali delle dinamiche che sottendono a questo ambito. Secondo Simmel, la moda rappresenta la massima concretizzazione del fascino esercitato dalle novità, in particolare sulla borghesia e le classi medie, poiché esse, a differenza delle classi più agiate,

non possiedono tradizioni e stili familiari consolidati e, a differenza delle classi meno abbienti, ambiscono a migliorare il proprio status sociale costruendosi un proprio stile. Simmel continua sostenendo che il concetto di moda e le sue dinamiche calza particolarmente bene con lo “spirito moderno” perché, oltre a proporre continue novità, le pone costantemente in un ambito ciclico:

la naturale propensione per la novità, che per sua stessa natura risulta transitorio e mutevole, bene si sposa al «tempo impaziente» del moderno vivere, che implica necessariamente un «desiderio di un rapido cambiamento dei contenuti della vita». In parole povere, grazie proprio alla sua natura effimera, la moda permette di percepire la novità come illimitata e contestualmente

la percezione che ciò che è «assolutamente innaturale» può avere ragion d’essere perlomeno in questa transitoria forma. Calando questi concetti nelle dinamiche sociali, Simmel individua un processo ricorrente, la “teoria del gocciolamento” nella quale le classi inferiori tendono ad imitare quelle più elevate, che a loro volta adottano un nuovo stile per rimarcare la differenza. Un processo circolare, basato su un continuo cambiamento. Ovviamente questi concetti rimangono parzialmente validi anche oggi, con l’ulteriore complicazione portata dalla globalizzazione. Aver ampliato l’ambito di riferimento a livello globale, ha portato a un esponenziale aumento di modelli e variabili, mettendo in discussione la centralità dei gruppi sociali a favore dell’individualità. Oggi ognuno ha un paniere potenzialmente infinito di ispirazioni per costruire la propria immagine sociale. Chiunque può aderire ad un dato “immaginario” in un dato ambito della propria vita e a mille altri in ambiti diversi, l’individualità riprende il centro nel melting pot globale. La moda rappresenta dunque un mondo di innovazione e determinazione sociale, molto più radicato nei gangli della società di quanto l’immagine condivisa dalle masse possa cogliere. Nella medietà tendente al basso della comunicazione incentrata sul web, emergono solo gli aspetti più pop, curiosi, o polemici di un mondo che meriterebbe un altro grado di approfondimento. E allora parliamo di modelle anoressiche o cocainomani al centro del gossip, passerelle attraversate da abiti incomprensibili ai più e via elencando circostanze in cui la mediocrità diffusa incrocia la propria strada con un ambito che non può non vivere, per sua stessa natura, di eccessi e provocazioni. Come spesso accade ed è sempre accaduto, il “genio”, raramente è compreso nella sua contemporaneità e con questo speciale, vogliamo provare a proporvi uno sguardo, una chiave di lettura alta, ma al contempo pop, che possa permettere di avvicinarvi ad un mondo pieno di storia e fascino, moderno e orientato al futuro.