Mitja Gialuz: la Barcolana, festa della vela e della cultura

Intervista rilasciata il 2 agosto 2015

Febbraio 2014: un mese importante per la Barcolana, una data importante per Mitja Gialuz. Se ripercorriamo all’indietro i mesi che ci separano da quel momento, sono state tante le innovazioni che sono coincise con la nomina di Gialuz come presidente della Società Velica Barcola e Grignano: ricercatore e professore aggregato di Procedura Penale all’Università degli Studi di Trieste, un passato da velista e un presente da più giovane presidente nella storia della società che organizza la Barcolana, l’evento di maggiore prestigio internazionale che si svolge a Trieste.

Parliamo del prossimo futuro, ovvero la Barcolana 2015: come vi siete mossi e che cosa state studiando per migliorare ancora? 

La Barcolana è una manifestazione che, negli anni, è cresciuta molto: nel 2014, addirittura, abbiamo avuto un incremento del 14% di iscrizioni, un numero che non si era mai verificato da un anno all’altro. Sono cifre davvero importanti, specialmente se pensiamo che queste incidono anche sotto il profilo turistico: in quest’anno abbiamo lavorato e stiamo lavorando per promuovere la Barcolana specialmente in Estonia e nei paesi del nord, visto che per loro ottobre è un mese autunnale, mentre nel Mar Mediterraneo il clima è ancora bello. Ci siamo mossi in Croazia per muovere il mercato attorno a noi: a Spalato, Fiume, Zara; poi, avremo delle regate che porteranno armatori croati e sloveni; insomma, la promozione è tanta e l’impegno è certamente grande.

Proprio per parlare della nostra città, che ospita questa manifestazione: qual è il suo pensiero legato al momento storico di Trieste? 

A livello di situazione economica, a Trieste, credo che ci troviamo in un momento di possibile svolta per la città: abbiamo vissuto un dopoguerra dove i sussidi statali ci davano una grossa mano, poi dopo Maastricht la “mano pubblica” si è ritirata con la città che doveva quindi ripensare alla propria identità. Abbiamo avuto importanti investimenti da parte di privati, ma è ora importante “fare squadra” insieme alle istituzioni: tre aspetti su cui la nostra città ha un grosso potenziale sono sicuramente il turismo, ma anche l’università e l’economia del mare.

Quale la possibile soluzione per migliorare determinati aspetti? 

La classe dirigente allargata, insieme alle istituzioni, deve mettersi attorno ad un tavolo e iniziare a lavorare per valorizzare tutte queste ricchezze; certamente il Porto Vecchio è compreso all’interno di questi discorsi, ma su questo aspetto bisogna muoversi con grande cautela ed attenzione, perchè le dimensioni di quest’area sono impressionanti ed è necessario gestirla al meglio. Siamo in una fase in cui la città ha un momento positivo: si potrebbe invertire una rotta che è orientata verso il declino demografico e di peso politico, bisogna dare una svolta e presentare un progetto di rilancio dell’economia della città.

Abbiamo visto come la Barcolana metta Trieste sulla carta geografica: ma dobbiamo prendere a riferimento l’Italia o, piuttosto, l’Europa vista la posizione molto eurocentrica che ha questa città?

Barcolana come evento internazionale che pone Trieste al centro dell’Europa? Si tratta di una riflessione condivisibile, con l’idea di un mare che diventa spazio di divertimento e condivisione. La Barcolana deve riuscire a fare questo, tenendo sempre come riferimento i tre “asset” prima citati, ovvero il turismo, la cultura e l’economia del mare. Ricordiamoci che Trieste è la città con il più alto tasso di ricercatori sul totale della popolazione, in Europa, ed oltretutto è una città che ha un alto numero di velisti: noi stiamo cercando di “invertire una rotta” che è quella tipica di chi abita questa città, ovvero del criticare tutto quello che viene organizzato. La Barcolana è una delle poche manifestazioni non contestate dai cittadini, anche perchè ogni anno riallaccia il rapporto più profondo che i triestini hanno con il mare, ma non dimentichiamoci questo concetto: si parte dal mare per guardare al territorio nel suo complesso.

Come lavora il team Barcolana a livello di operatività? Quante persone sono occupate nell’organizzazione dell’evento?

Abbiamo una squadra di trenta persone sulla plancia di comando, che lavorando durante tutto l’anno a tempo pieno; poi, allargando il campo, la squadra diventa di circa centoventi persone per gestire un evento di grande complessità. Lo scorso anno sono state tante le aziende del territorio che hanno supportato la manifestazione e condiviso il progetto di rilancio della Barcolana: è stato questo il segreto dei numeri che citavo all’inizio. La valenza economica è stata sentita da tante attività ed è ovviamente un motivo di vanto il fatto che anche aziende come Generali e Illy, oltre a Regione e Turismo Fvg, abbiano recepito che la Barcolana è una bella occasione per veicolare determinati messaggi e lavorare bene a livello di marketing. Le foto della scorsa edizione hanno fatto il giro del mondo e, addirittura, stiamo lavorando sulle traduzioni in lingua cinese per diffondere il “verbo” della Barcolana.

Chiudiamo con gli obiettivi: quale deve essere il prossimo passo, per la Barcolana?

Voglio far crescere questa splendida manifestazione con una forte base di innovazione, ma senza mai dimenticare le radici da cui ha avuto origine. La Barcolana deve essere una festa della vela e della cultura, ma anche del mare, nella quale i triestini devono essere sempre più coinvolti: al centro di tutto ci deve essere quella fonte di benessere che è il mare, che è un mare accessibile e che il cittadino vive quotidianamente.

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