Mi faccio pochi problemi su cosa pubblicare e penso che la verità venga apprezzata

Molto sicura di se sui suoi principi, in realtà emerge anche il suo lato timido che sfida sul palcoscenico ed ora anche sul grande schermo nell’ultimo film di Sergio Castellitto “ Fortunata”
Intervista a Valeria Nardilli

La tua vita è un’esperienza a tutto tondo in campo artistico e non solo; danza, teatro, cinema, scrittura moda e molto altro. Come hai fatto ad infilare tutte queste esperienze in soli 25 anni e quali ritieni le più significative nel tuo percorso di vita?

Dico sempre che ho vissuto dieci vite e le mie giornate durano quarantott’ore (ride). Ti sembrerà assurdo ma a volte sento addirittura di fare troppo poco! Penso che lavoro attiri lavoro, non sto mai ferma, mai. Per quanto riguarda le esperienze più significative credo che anche quella apparentemente più piccola e insignificante mi abbia regalato qualcosa. Ogni volta che vivo qualcosa mi chiedo “cosa ho imparato?” e quello per me è già importante.

Guardando il tuo sito ed il tuo profilo instagram si intravede non solo una ragazza senz’altro molto bella, ma anche più colorata e sfacettata di tanti profili pubblici che si trovano in rete. Come scegli cosa pubblicare e quali sono le reazioni dei tuoi fan?

Pubblico la verità. Io sono quella “photoshoppata” ma sono anche quella che fa una faccia buffa con la maschera all’argilla sul viso. Mi faccio pochi problemi sul cosa pubblicare e penso che la verità venga apprezzata. Parlare di “Fan” mi sembra un po’ eccessivo.

In altre interviste hai dichiarato di essere una persona fondamentalmente timida che ha scelto il palcoscenico e le telecamere per sfidare in qualche modo i propri limiti. Com’è essere timidi in un tempo come quello che viviamo nel quale le nostre vite sono viste e commentate ogni giorno da migliaia di persone?

Dietro lo schermo siamo tutti leoni da tastiera, è tutto più facile, è tutto distorto. Certe volte mi è capitato che persone entrassero in merito di cose che neanche potevano conoscere solo perché “Ti seguo su Instagram” e pensano così di sapere tutto di te. I rapporti interpersonali sono falsati e spesso ci si confonde.

Tra le tantissime cose delle quali ti occupi ci sono anche i book fotografici come modella. Dalle foto più che i classici sguardi da femme fatale emergono i sorrisi di una ragazza giovane e piena di vita. È un tuo approccio alla cosa o una precisa richiesta dei fotografi con i quali lavori?

Solitamente mi chiedono o di fare la faccia depressa e cupa o di ridere a crepapelle, la via di mezzo in me non la vedono, e devo dire che hanno ragione, io sono bianco o nero, tutto e il contrario di tutto! Alcune delle foto che vedi sul mio profilo non sono lavori però, ma foto rubate quando sono in giro, me le fa il mio ragazzo (che è un fotografo) quindi sono sorrisi spontanei e non richieste!

Che rapporto hai con i media tradizionali e quale pensi sia il loro ruolo in un mondo, come quello della moda, che sempre più sfugge al monopolio dell’informazione del quale hanno goduto in passato?

Devo dire che la domanda pensavo fosse una supercazzola, ho dovuto rileggerla più volte lo ammetto. (ride) Le cose cambiano e in Italia soprattutto rimaniamo ancorati: un po’ come nella politica con le poltrone, così siamo lenti nel capire che dobbiamo stare al passo coi tempi, se cambia il modo di concepire la moda, la pubblicità o qualsiasi altra cosa,dobbiamo svegliarci, dobbiamo anticipare, dobbiamo avere l’elasticità mentale di capire che l’evoluzione e il cambiamento sono elemento imprescindibile della vita.

Il teatro viene spesso descritto come un mondo magico ma in lento deterioramento. Ciononostante è l’oggetto delle tue più grandi ambizioni nella vita, cosa pensi dello stato di salute di questa realtà e del suo rapporto con le nuove generazioni?

Torniamo a due domande fa, il teatro muore perché non si ha la capacità di rinnovarsi, perché i vecchi non lasciano spazio ai giovani, non si accetta il cambiamento. Ho fatto da aiuto regia per uno spettacolo a settembre (CATILINA, regia: Carlo Oldani), il regista ha 28 anni, voglia di cambiare, di mettersi in gioco e i risultati si sono visti. Non c’è polvere
ovunque.

Dopo la pubblicazione del tuo libro VITA&SVITA (aveva 18 anni! ndr) hai cominciato ad occuparti anche di sceneggiature, passando dall’altro lato del palco/telecamera. Preferisci il ruolo di attrice o ti trovi bene anche dietro le quinte?

La verità è che il b-side è quello che preferisco e più passa il tempo e più mi sento più adatta a questo lato. Mi manca l’egocentrismo tipico di chi “sta davanti”, mi manca l’io smisurato e il primodonnismo.

Nella primavera 2017 uscirà l’ultimo film di Sergio Castellitto, “Fortunata”, nel quale reciti anche tu. Parlaci del tuo ruolo in questa pellicola, della sua storia e del perché merita di essere vista.

Il mio ruolo è un comprimario, anche se non molto presente, sono una delle amiche della protagonista (Jasmine Trinca), per il resto shhhh, dovete andare a vederlo!