Mentana vs Bilzerian, l’elogio del like

Mentana vs. Bilzerian, l’elogio del Like. Abbiamo messo a confronto due giganti del mondo dei social, il primo fulminante ma istituzionale, il secondo futile ed edonista. Vi presentiamo un breve riassunto delle vite dei due, il come ed il perché fanno proseliti sui social.

Il mondo di internet è un posto molto strano, questo è un fatto. Ha permesso ai 15 minuti di celebrità di Warhol di diventare realtà, di condividere l’impensabile e di dare voce a migliaia di persone che non avrebbero mai potuto farsi raggiungere. Si era di fatto creato,anche prima della nascita dei social network,un grande spazio pubblico dove ci si affranca da ogni preconcetto per creare nuove forme di associazione, terribilmente liquide ma non per questo meno significative. Come in ogni grande assembramento umano,vi sono delle figure chiave che fanno da leader,trascinando con sé migliaia di persone che ne condividono gusti,inclinazioni o stili di vita. In questa sede si è scelto di mettere a confronto due persone che tramite Facebook, Twitter ed altri media tradizionali sono riusciti ad affrancarsi sulla scena pubblica, anche se con delle strategie che potremmo dire sideralmente opposte. IL DIRETTORE Da un lato abbiamo un peso massimo dei media televisivi del nostro paese, Enrico Mentana. Giornalista nato nel felice periodo tra la fine della guerra e la prima metà degli anni ’50, ha avuto la possibilità di vivere il periodo del boom economico e culturale del nostro Paese. Fondatore del Tg5, ammiraglia delle reti Mediaset, decide, con grandissimo coraggio, di lasciare il network berlusconiano per rilanciare un canale da sempre misconosciuto dai più, La7. Da qui il vero successo personale. Grazie al grande supporto del suo editore, Urbano Cairo, il direttore Mentana è riuscito a creare quasi da zero un format che ha raccolto tutti gli scontenti delle due case principali, Rai e Mediaset, da anni alla ricerca di una televisione meno Dzvetrinistadz è più concentrata sull’analisi dei fatti e al commento delle notizie. Per questo genere di utenza La7 è diventata una nuova casa dove provare a dimenticare anni di veline e di edizioni di San Remo ai limiti del trash. Incurante del passare degli anni, Mentana continua ad ampliare la sua offerta, condotta categoricamente in prima persona. Emblema del suo modo, autorevole ma sempre pronto a stemperare, di creare contenuti sono le sue maratone televisive, diventate ormai un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati di politica in grado di sopravvivere alle infinite notti degli exit poll durante le elezioni o altri eventi chiave della vita politica del Paese e non solo. Si noterà che fin qui si è rimasti sempre nell’ambito televisivo, e non a caso. Enrico Mentana non si è mai dimostrato, forse complice l’anagrafica, particolarmente legato al mondo dei social, tanto da essersi cancellato da Twitter dopo un tentato approccio a causa della bassezza, a suo dire, della community. È rimasto invece su Facebook, ed è sulla creatura di Mark Zuckerberg che, da qualche mese a questa parte, ha deciso didareilmegliodisé.Ebbene,ilDirettore ha sempre pubblicato dei post più o meno lunghi, nei quali commentava, da un punto di vista sempre molto ragionato, i fatti del giorno. È salito tuttavia agli onori della cronaca da quando ha cominciato a rispondere agli utenti. Mentana ha infatti deciso di diventare il paladino di tutte quelle persone sui social, Facebook in particolare (anche vista la maggiore complessità che lo spazio messo a disposizione permette di affrontare), le quali si sono sempre sentite un vaso di coccio in mezzo a dei durissimi vasi di ferro, per di più analfabeti funzionali. È contro il pensiero espresso di pancia, l’urlo (che su internet si esprime con un fastidioso maiuscolo seguito da numerosi punti esclamativi ), il complottismo e la faciloneria che il nostro eroe ha deciso di ergersi e, bisogna riconoscerlo, ci riesce particolarmente bene. Le sue risposte al vetriolo hanno rapidamente fatto il giro del web. Sprezzante e quasi al limite dell’insulto, ricorda in alcuni momenti il migliore Sgarbi, flagellatore dei benpensanti. Il nuovo vendicatore è stato rapidamente notato e sono nate numerose pagine che celebrano il suo mito, rilanciando le sue risposte più brutali e riuscite in una sorta di catarsi moderna. Il suo profilo ha conosciuto un rapidissimo aumento di visite, con un numero di like che, con le sue 610.000 unità, è solo di un terzo più in basso rispetto a quello dell’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi. L’EDONISTA Dan Bilzerian rappresenta per diversi motivi un modello totalmente diverso. Si parte dai numeri: con i suoi oltre 10.000.000 like il nostro giocatore d’azzardo, mancato Navy Seal e ricchissimo playboy si pone come un titano del mondo dei social. La sua storia è quella dell’American Dream, anche se un po’ dopata. Dan nasce in una famiglia che si muove agilmente nel mondo di Wall Street ed alle speculazioni nel mondo della finanza deve la gran parte della propria fortuna. Nonostante il brutto periodo per i conti del padre, si iscrive all’università della Florida dove però non si laureerà mai in quanto durante questi anni conoscerà il grande amore della sua vita, il Poker Texas Holdem. La leggenda vuole che i crescenti guadagni siano i principali responsabili dell’abbandono degli studi, anche se in molti dei suoi detrattori fanno notare come la sua fortuna ed il suo stile di vita, davvero impressionanti, non possano essere il solo frutto dei ricavi del gioco d’azzardo ma debbano per forza derivare dalle fortune (leggi speculazioni finanziarie) che già tanti guai giudiziari hanno portato al padre. Ad ogni modo, Dan Bilzerian si è dimostrato fin da subito a suo agio nell’utilizzo dei social, da sempre parte di una sua strategia comunicativa molto ben studiata, strumento per raggiungere vette sempre più alte di marketing. Le numerose foto con le quali calca tutti i network a disposizione (Facebook, Instragram e Twitter sono immancabilmente le ammiraglie) mostrano giornalmente quello che è il sogno utopico di ogni maschio Alpha che si rispetti. Tantissime donne, tendenzialmente in bikini, quando possibile anche senza, feste a base di alcolici, amici, armi di ogni tipo, motori di ogni genere, purché potenti ed adrenalinici sono il mantra di una vita da sogno(?) che il nostro affezionatissimo ogni giorno porta sui nostri schermi. Stranamente non sembra appartenere alla categoria degli influencer, fatta eccezione per alcune marche di armi che sponsorizza senza farsi grandi problemi. Non avrebbe dunque avere un ritorno economico diretto da questi set fotografici che nonostante le situazioni a volte estremamente osé, non devono trarre in inganno; sono tutti studiati a tavolino, programmati accuratamente per coprire degli spazi all’interno di ogni giornata. Tutta questa ostentazione riesce comunque a produrre dei risultati estremamente tangibili: Dan si è creato una grande rete di contatti che gli hanno permesso, tra le altre, di figurare in diverse pellicole cinematografiche di Hollywood, di avere due app all’attivo (una delle quali sta per essere lanciata negli USA in questi giorni), di essersi candidato, anche se per scherzo, alla corsa per la Casa Bianca . Potremmo continuare ma sarebbe inutile, siamo di fronte ad un gigante dei social che ha capito che per quanto futili e prive di spessore possano essere le sue immagini, alla gente piace vedere lusso sfrenato e divertimento a non finire, immedesimarsi o forse giudicare una vita lontanissima, che se vivessimo in prima persona forse nemmeno ci piacerebbe. IL SEGRETO Entrambi sembrano aver capito quale sia la chiave del successo, ed è forse l’unico elemento che lega due figure volutamente così distanti: la pianificazione. Tutte le inquadrature di Dan Bilzerian suggeriscono un lusso ed
un edonismo che non possono lasciare nulla al caso. Non c’è spazio per la spontaneità ed è evidente lo sforzo per mostrare situazioni sempre diverse pur avendo degli elementi ricorrenti come le ragazze o le tonnellate di armi. Lo spingere sullo stile di vita sfrenato e senza pensieri trova una sponda in tutta una serie di progetti che permettono a Dan di ampliare sempre più la sua schiera di fans che a loro volta alimentano un giro di denaro sicuramente non trascurabile. Dal lato opposto del ring abbiamo un Mentana che si mostra assolutamente interessato a smentire, punendo con frasi contundenti, gli arditi che lo contestano o la numerosa schiera di analfabeti funzionali che ormai dominano i social. Raramente si presta a risposte per chi chiede chiarimenti o si mostra genericamente interessato ad approfondire le questioni trattate.
Questo può essere da un lato un segnale che ci ricorda come il Direttore tutto sommato si diverta ad annichilire i suoi detrattori, visto che anche durante a sua conduzione televisiva si permette qualche fugace commento sulle notizie. Dall’altro lato potrebbe aver deciso, coscientemente, di interpretare un ruolo che sembra pagare molto in termini di visibilità, in particolare in un momento in cui La7 sta raccogliendo i frutti di anni di sforzi in termini di share, ritagliandosi un meritatissimo posto all’interno del panorama televisivo nazionale. La lezione in definitiva che possiamo trarre da questi due personaggi è che i social network non sono un posto per eroi, ma per professionisti.