Intervista a Max Cavallari

Max Cavallari, in arte, uno dei due Fichi d’India. Stasera e domani sarà sul palco del Teatro Verdi di Muggia per il Muggia Cabaret con lo spettacolo “Parzialmente fico”: Golden Show, società di consulenza nell’organizzazione di spettacoli ed eventi in Italia ed all’estero, ha portato un grande artista in Friuli Venezia Giulia. Abbiamo chiacchierato con lui mentre era in viaggio, in vista del suo prossimo impegno, con una breve chiacchierata incentrata specialmente sul ruolo di attore comico.

Se dovessi spiegare ad un bambino il mestiere di comico come lo faresti? Parlerei come un bambino, spiegherei che il mestiere di comico ha bisogno di amore e di tanta passione. La comicità è ovunque: può essere la nonna, la mamma, le persone che camminano, i politici. Chiunque. Da tutte queste persone fuoriesce comicità: turto è comicità. Direi che bisogna essere spontanei, avere un occhio diverso, soprattutto oggi; spiegherei che il sorriso è importante, perché fare il clown è un mestiere serio.

C’è un momento nel quale una persona comprende di avere il talento per fare il comico? Io ho iniziato quand’ero boy scout e ci si metteva intorno al fuoco a bivaccare. Mi preparavo le scenette; la gente rideva, probabilmente ce l’avevo dentro. Poi gli altri andavano alle partite di calcio ed io, con mia nonna, andavo al circo. Il momento nel quale ti accorgi è legato alla tua volontà ed all’amore che ci metti.

Che ruolo hanno i comici all’interno della società civile? I comici hanno un ruolo importante, sono pericolosi. Hanno un potere che spesso non sanno di avere: devono stare attenti, a volte rischiano di bruciare una carriera, a volte ne escono rafforzati. I comici portano allegria, non fanno politica. Io ho amato Totò, a lui piaceva sempre far ridere. I comici amano i bambini e sopportano i grandi.

Cosa pensi dei comici che fanno politica? Credo che, per l’esperienza maturata in tutti i miei 25 anni di carriera, la satira sia un po’ morta. La gente vuole ridere con la pancia, ormai abbiamo parlato di tutto quello che riguarda la politica. I comici dovrebbero smettere di fare satira in questa maniera. Io ho un sogno: facciamo un Parlamento italiano fatto di comici in piazza del Popolo a Roma. Sarebbe fantastico portare questo messaggio alla gente; siamo più credibili noi dei politici, non trovi?

Con Bruno Arena siete una coppia dal 1988. Ci racconti un po’ del vostro rapporto al di fuori del palcoscenico? Abbiamo fatto 25 anni di carriera assieme. Io dopo l’incidente di Bruno sono stato fermo un anno e mezzo, sono uscito dalla scena. Siamo praticamente gemelli: Bruno purtroppo non si muove, comunica con gli occhi, però mi sorride. Tra di noi, direi che ci sono degli atteggiamenti davvero fraterni. Poi ho un altro sogno: vorrei fare un film con lui lungo l’Italia per andare a parlare del problema delle barriere architettoniche.

Comicità, ma non solo: quello di Max Cavallari è un ruolo che è ben più profondo e va al di là delle “gag” e delle battute che siamo abituati a vedere sul palco.