Marina Monassi: “Sfruttare a pieno le potenzialit

Sfruttare a pieno le potenzialità dei punti franchi di Trieste: è l’obiettivo di Marina Monassi, presidente dell’Autorità portuale di Trieste, lanciato in occasione dell’importante conferenza internazionale che si è svolta questa settimana a Trieste e ha richiamato in città operatori del settore dall’Italia e dall’estero. Il convegno “Global connectivity with the Mediterraenean Basin”, organizzato assieme alla World Free Zone Convention e grazie al supporto di Simest SpA, poneva l’attenzione proprio sulle potenzialità delle “special economic zones” o “free zones”, che si stanno affermando sempre più come vero e proprio strumento di sviluppo e di politica economica, in particolar modo in un momento di recessione economica come quello attuale.

foto gallery di Marino Sterle

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<Le zone franche possono essere il futuro dell’economia mondiale – ha spiegato Graham Mather, presidente della World Free Zone Convention -. Affinché si possano  sfruttarne le potenzialità anche in Europa dobbiamo riuscire a far convivere i principi di concorrenza e di crescita, la normativa comunitaria con i principi di vantaggio di questi regimi>.

L’accento sulla questione normativa è stata posta immediatamente anche dal presidente Monassi: <ll Porto Franco di Trieste è uno dei più antichi del mondo: fu istituito assieme a quello di Fiume nel 1719 dall’imperatore Carlo VI d’Asburgo – spiega il presidente Marina Monassi -. Per tale ragione abbiamo richiesto al Governo italiano che la Gestione dei Punti Franchi del Porto di Trieste possa avvenire secondo le consuetudini vigenti negli altri porti e zone franche del mondo, in altre parole secondo l’articolo 1 (All. VIII) del Trattato di Parigi del 1947>. In altre parole, che venga attuato questo regime che prevede che vengano offerti incentivi competitivi, fiscali e non, atti ad attirare investimenti e sviluppo economico, tra cui, per esempio, nessuna imposizione per imposte sui consumi e sui redditi limitatamente ai redditi prodotti nei Punti Franchi, la facoltà di consumo delle merci allo stato Cialis di estero per le attività svolte nei Punti Franchi e molti altri ancora.

Una previsione estremamente tangibile e concreta di quelli che potrebbero essere i risvolti e i vantaggi dell’applicazione del regime di free zone sul porto di Trieste è stata evidenziata da Anand V Sharma del Mantrana Maritime di Mumbai, in India: <Il traffico annuale potrebbe impennarsi raggiungendo 1 milione di TEU, ma sarebbe un risultato raggiungibile solo con l’applicazione di questo regime. La free zone è un sistema alternativo per incentivare l’aumento dei volumi>.

Eloquente anche il parere del senatore Luigi Grillo, presidente della Commissione Trasporti del Senato: <Il potenziale del Porto di Trieste è impressionante e la politica del Governo italiano guarda a investimenti su asset strategici quali i porti e la logistica – specifica -. Come commissione Trasporti abbiamo chiesto di inserire nel Decreto Sviluppo sia l’autonomia finanziaria dei porti si la defiscalizzazione anche di aree portuali in funzione della crescita economica. Il Porto Franco di Trieste deve giocarsi i vantaggi fiscali che possono farlo diventare un grande attrattore per la portualità dell’Alto Adriatico. L’Alto Adriatico e l’Alto Tirreno possono essere validi concorrenti per i porti di Rotterdam e Amburgo, per tutte le merci provenienti dal Far East e dirette al centro dell’Europa, Germania e Baviera comprese>.

Un ulteriore strumento di promozione da integrare in ottica di sviluppo della free zone è stato evidenziato da Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio di Trieste, spiegando le opportunità della realizzazione di un World Trade Center Trieste in zona franca: <Un World Trade Center riunisce soggetti economici privati e pubblici che forniscono servizi fondamentali per sostenere e stimolare l’economia del territorio ove è localizzato. Tra i vantaggi: trattamenti agevolati per i carichi, gestione specifica Iva, diritti marittimi agevolati… Sono molti i casi di successo, da Panama a Taipei, che hanno adottato questa strategia>.

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