Marina Abramovic nella giuria della Mostra di Venezia

Quest’anno tra i registi ed attori in giuria alla 69esima Mostra del Cinema, c’è una presenza eccezionale, la sola in grado di rovesciare i verdetti: si tratta di Marina Abramovic, la performer serba già Leone d’oro alla Biennale del 1997 ed ora al Lido nelle inedite vesti di giurata. Sarà una grande occasione per confrontarsi con una delle artiste più importanti del mondo, la cui idea di cinema rientra sicuramente nell’ambito dello shock e della provocazione artistica. Nelle sue performances si è lacerata, flagellata, congelata in blocchi di ghiaccio, ha ingerito droghe che le hanno provocato stati di incoscienza, ed è praticamente morta asfissiata sotto una tenda a ossigeno divorata dalle fiamme.

Molta attesa anche per “Bob Wilson’s Life and Death of Marina Abramovic” di Giada Colagrande, che viene presentato sabato 1 settembre alle Giornate degli Autori-Venice Days. Il film, che s’ispira all’omonimo spettacolo teatrale con protagonista la stessa Abramovic, segue da vicino l’incontro tra il grande regista Bob Wilson e la Abramovic, a cui s’aggiungono l’attore Willem Dafoe ed il cantante e musicista Antony Hegarty.

Il terreno su cui si sono incontrati Bob Wilson, Marina Abramovic, Antony Hegarty e Willem Dafoe è un palcoscenico popolato dalla vita della Abramovic, dai suoi fantasmi, ma anche dalle vite, personaggi e fantasmi di tutti coloro che ci hanno lavorato”, racconta la regista. “Un coro di artisti e musicisti straordinari ha contribuito nei modi più diversi, dal canto epico balcanico alla musica elettronica, dalla danza al vaudeville e alla durational performance. Il risultato è talmente sublime che ogni volta che “The Life and Death technical forex of Marina Abramovic” va in scena, anche il pubblico vede su quel palcoscenico la propria vita e la propria morte: Marina ne è il paesaggio, Bob Wilson la mente, Antony il cuore e Willem il corpo. Ho avuto la grande fortuna di osservare da vicino e filmare questa intensissima collaborazione artistica dalla quale credo che tutti i partecipanti siano stati intimamente trasformati”.

E’ un’altra ghiotta sfida per la ‘Queen of Performing Art’, dopo il successo riscosso con “The artist is present”, miglior documentario alla Berlinale 2012 che racconta la straordinaria performance della Abramovic presentata al MoMa di New York due anni fa, che ha attirato più di 750.000 persone in fila per ore per potersi sedere davanti all’artista in un immobile e religioso silenzio. Ma con quali film ed attori si è formata l’artista, conosciuta in tutto il mondo per le sue performance artistiche?

Avevo 10 anni, quando a Belgrado ho incominciato a frequentare la Cineteca con fratelli e amici. Non avevamo la tv e passavamo le giornate con i film di Dreyer ed Eisenstein, abbiamo visto tutto Bergman, tutto Kurosawa. Li guardavamo con occhio attento alle riprese, al montaggio: li studiavamo. Sono cresciuta poi guardando i film di De Sica, Visconti, Fellini, Antonioni: “La Notte” e “Deserto Rosso” erano e sono i miei film preferiti. Il cinema italiano di allora è sensazionale, ti arricchisce. E che attori: Monica Vitti accende una sigaretta, guarda fuori dalla finestra e tutto è fatto”. Per chi segue e conosce Marina Abramovic, prepariamoci ad assistere ad una vera e propria battaglia.

photo dal web.