Margherita Granbassi: “se cerchi sempre la strada pi

Genius-online ha incontrato una delle triestine più conosciute in Italia e all’estero: la splendida Margherita Granbassi. Grazie alla sua arte nel fioretto Margherita annovera nel suo palmarès innumerevoli medaglie e riconoscimenti nazionali e internazionali, di cui forse la più memorabile è la medaglia d’oro al campionato mondiale di Torino nel 2006, in cui vinse contro la storica rivale e compagna di squadra, Valentina Vezzali. Una donna forte e capace che, forse caratterizzata dalle qualità della donna triestina indipendente e caparbia, ha saputo perseguire i propri obiettivi con determinazione e un abbagliante sorriso.

In foto: Margherita Granbassi

Margherita, prima di tutto, come sta il tuo ginocchio?

Il ginocchio non sta ancora bene, la riabilitazione per il grosso intervento che ho subito è molto lunga e bisogna rispettare dei tempi “biologici”, ma il percorso che sto facendo prosegue nel modo giusto!

So di toccare un tasto dolente, ma è proprio a causa di questo “sfortunato infortunio” non potrai partecipare alle Olimpiadi di Londra. Tutti gli atleti hanno una predilezione per i Giochi Olimpici, nonostante la carriera sportiva sia costellata di tantissimi appuntamenti. Perché le Olimpiadi sono così speciali?

Ho partecipato a 2 Olimpiadi e conquistato 2 medaglie, ho giá vissuto un sogno che non avrei mai sperato di raggiungere, e avrei voluto completarlo con una medaglia, magari d’oro, a Londra. È davvero difficile io riesca a parteciparvi, nonostante questo, per trovare le motivazioni e le energie giuste in questo delicato momento di recupero, ho bisogno di credere anche nell’impossibile. Ma se dovessi riuscire a tornare in pedana dopo questo intervento, il mio orizzonte si sposterebbe in Brasile! L’ Olimpiade è speciale perché si svolge solo ogni 4 anni, è il sogno che qualunque sportivo vorrebbe raggiungere ma solo pochissimi riescono a farlo, è un evento che coinvolge tutto il mondo non solo sportivo…ma perché sono così speciali lo senti dentro, troppo difficile tradurre in parole!

Hai qualche ricordo legato alla vittoria delle due medaglie di bronzo vinte a Pechino nel 2008?

Non qualche ricordo, ma tantissimi! le immagini che scorrevano veloci nella mia mente mentre ero sul podio individuale sono però un ricordo indelebile…le difficoltà avute, gli infortuni, le sconfitte, le persone che mi hanno sostenuta, la gioia dei miei, la felicità del mio compagno…

Nonostante la scherma sia una delle discipline che ha regalato più medaglie all’Italia, purtroppo nel regno del calcio è ancora uno sport poco conosciuto. Potresti spiegare in poche parole a un completo ignorante che cos’è?

La scherma è uno sport di combattimento, o meglio di relazione. Comprende diverse specialità: fioretto, spada e sciabola. Le tre armi differiscono per forma e peso e per la tecnica utilizzata, visto che i bersagli da colpire sono differenti. È uno sport completo, dove devi usare ovviamente il fisico e la tecnica, ma in pari misura la tattica e la concentrazione.

C’è qualcosa in particolare che ti ha insegnato la scherma?

Mi ha insegnato che per ottenere le cose bisogna passare attraverso delle difficoltà e fare dei sacrifici, a rispettare gli Generic Viagra avversari e le persone che lavorano con te e per te, ad accettare le sconfitte ma a non rassegnarsi, a godere delle vittorie senza sentirsi superiori.

Qual è il momento della gara che preferisci (se chiaramente escludiamo la vittoria)?

In questo momento mi mancano talmente tanto le gare che qualunque aspetto, anche l’arbitro che ti ruba un incontro importante o una clamorosa sconfitta, potrebbero piacermi!

Tu ti sei sempre impegnata a trasmettere ai giovani l’amore per lo sport, la dedizione alla propria passione e la disciplina che ne deriva. Io stessa ricordo una tua bellissima conferenza fatta all’inizio della tua carriera sportiva nel mio liceo triestino e continui a farlo. Perché ti impegni nell’ “educazione allo sport”?

Lo sport ha una valore speciale perché ti da degli insegnamenti, che vanno oltre la vittoria o la sconfitta e credo che il vero sportivo, che sia o no un campione, è quello in grado di coglierli. Cerco di trasmettere ciò che lo sport mi ha regalato perché mi piacerebbe che altri provassero quello che io ho vissuto sin da bambina.

Cambiando completamente discorso, nel 2008 hai partecipato a AnnoZero, creando una sorta di scandalo perché hai dovuto lasciare l’Arma, che non ti aveva concesso l’aspettativa e attirandoti i giudizi facili di persone che hanno pensato tu “andassi a fare la velina”. A distanza di quasi 4 anni, hai qualche rimpianto in merito?

Nessun rimpianto, le parole che quella volta mi hanno fatta soffrire, ora mi fanno sorridere. Ero attaccata alla mia divisa e mi sono sempre comportata secondo le regole, formali ed etiche, cosa che altri non hanno fatto. L’aspetto politico era l’ultimo dei miei pensieri, ma c’è chi mi ha voluta strumentalizzare per i propri interessi.

Come ti sei trovata a lavorare a fianco di Michele Santoro e Marco Travaglio?

Non me la sono sentita di proseguire l’avventura ad Annozero, perché avrei voluto migliorare in quel ruolo, ma avrei dovuto impegnarmi ancor di più e togliere troppo tempo allo sport. Ma l’esperienza che ho avuto l’opportunità di fare al fianco di importanti professionisti in un campo, quello giornalistico, che mi ha sempre affascinata, è stata straordinaria sia come crescita lavorativa che personale.

Per motivi legati alla tua professione hai vissuto a lungo lontano da Trieste. Cosa ti manca di più della tua città natale?

Di Trieste, escludendo gli affetti, mi mancano ovviamente il mare ed il vento e la dimensione umana e tranquilla di una città non troppo grande ma alla quale non manca nulla!

Qual è il luogo di Trieste che preferisci?

Il Molo Audace! Ho una vecchia, bellissima e grandissima foto del Molo Audace proprio dietro al mio letto di Roma.

Un’ultima domanda: cosa consiglieresti a un giovane atleta?

Urca, dare consigli non è facile, perché ognuno è fatto a modo suo e penso che allo stesso punto ci si possa arrivare per strade diverse. Ecco un consiglio: se cerchi sempre la strada più facile, rischi di perderti!

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sito web : www.margheritagranbassi.com