Marco De Eccher: “Portopiccolo, un traino per la valorizzazione del territorio”

Il Presidente di Rizzani-De Eccher ha trasformato un progetto di sviluppo in una destinazione d’eccellenza

È una domenica di sole a Design Zone 2016: volto rilassato, espressione gentile e modi disponibili. Marco De Eccher passa in maniera eclettica dallo Yacht Club alle le aree espositive di Design Zone, l’evento che a maggio ha animato per dieci giorni Portopiccolo. Una conversazione piacevole sulle iniziative in programma per un luogo che sta attirando sempre più persone, anche da lontano: un mix di eleganza, eccellenza e gusto in un’atmosfera che però non è esclusiva, ma che, anzi, vuole dare ospitalità a tutti.

Da un anno all’altro, molte cose sono cambiate a Portopiccolo, in primis gli eventi.

Si è deciso di organizzare questa manifestazione nell’ambito di un programma più ampio, che ha come obiettivo quello di far vivere una struttura nata in pochi anni, che deve colmare un gap di storia che attualmente non ha. Certamente Portopiccolo è una realtà in evoluzione, con una migliore offerta in quanto a servizi, ma manca la “vita” ed è proprio questo che dobbiamo creare, con iniziative di vario genere, offrendo qualcosa in ogni weekend. Dobbiamo farlo in modo graduale, si tratta di far crescere l’area un po’ come quando si cura una pianta: non dobbiamo esagerare o forzare, altrimenti si rischia di ottenere un risultato peggiore.

Un primo bilancio relativamente a Design Zone 2016, manifestazione che mette in primo piano l’arredo, il lifestyle ed il leisure.

Design Zone 2016 è un’iniziativa che andrà ripetuta annualmente: le edizioni future saranno certamente arricchite, siamo consci che la “prima volta” è sempre un test o un rodaggio, anche per capire gli sviluppi futuri. Dopo due giorni, comunque, possiamo dire che il bilancio sia assolutamente confortante e che questo sarà un evento da portare avanti anche nei prossimi anni. Peraltro, parlando sempre di manifestazioni, a breve avremo un appuntamento importante con Mercedes Benz: dal 20 maggio, infatti, ci sarà la presentazione mondiale di uno dei loro modelli di automobile. È un bel segnale per Portopiccolo: iniziative che cercano contesti che possano fare una promozione di qualità, e questo non può che far bene alla nostra realtà.

Come sta rispondendo un territorio che, in un primo momento, non vedeva di buon occhio un intervento simile?
Il concetto di Portopiccolo come un contesto chiuso è sbagliato: se proprio vogliamo trovare un difetto, si tratta di una realtà artificiale nata in un posto naturale e proprio per questo dobbiamo cercare di dargli una vita più “naturale” possibile, riuscendo a far entrare la gente e farla sentire a casa. Il contesto curato e gradevole deve essere un traino per le persone. Stiamo avendo riscontri positivi, sia dalle istituzioni che dagli abitanti delle zone circostanti, che si rendono conto che Portopiccolo può essere un traino per la valorizzazione del territorio: in passato, era visto come un elemento di disturbo nel contesto, ma ora viene considerato un elemento di qualificazione che non ha assolutamente deturpato questa costa. Questo è molto utile: per noi, il rapporto con il territorio è fondamentale. Lo dico perchè è il sistema a fare la differenza: se a Sistiana e su tutto il territorio si sviluppa un’offerta qualificata che può far forza anche su Portopiccolo, tutti quanti ci guadagnano.

Portopiccolo si sta configurando come un’eccellenza del Friuli Venezia Giulia, per diversi aspetti.
Portopiccolo è un punto d’incontro fra un’atmosfera naturale, con la cura della qualità, del design e della contemporaneità, ed una parte di sviluppo ed espansione data dalle case e dalla spa, ma sempre con la ricerca della contestualizzazione all’interno dell’ambiente circostante, perchè ad esempio la pietra usata per i muri a secco è stata scavata dalla cava nella quale il villaggio è stato realizzato. Qual è la logica? Creare un ambiente che faccia convivere l’attenzione e la cura per il design con la naturalezza e la spontaneità. In più, una caratteristica peculiare di Portopiccolo è il fatto che sicuramente si posiziona su uno standard medio/alto, ma non ci sono cancelli o entrate con le guardie: il clima è amichevole, c’è gente di tutti i tipi che può farsi una passeggiata al pomeriggio, con il cane o in compagnia. In più, una persona è in un contesto di grande qualità perchè ci sono tre capoluoghi di provincia a meno di mezz’ora di macchina: ci sono servizi e collegamenti e molta gente, che in un primo momento aveva pensato a Portopiccolo come alla zona della propria casa al mare, sta pensando ad un uso differente del posto, visto oltretutto che il mare è più bello d’inverno che d’estate.

Quali sono gli sviluppi nel prossimo futuro?

A breve completeremo un primo intervento con la tanto attesa spa, che sarà una struttura di qualità che troverà la soddisfazione di tutti e darà il suo contributo nella de-stagionalizzazione della struttura, che ha un potenziale di vita anche durante la stagione invernale. Sarà strutturata in due diverse aree: una, molto elegante e curata, per l’attività “beauty”; l’altra sarà una zona con saune, vasche saline, piscine, idromassaggi, dove ci si potrà godere il caldo e la tranquillità, con un servizio “food” orientato al benessere. Un’altra addizione sarà il Portopiccolo Pavillion, un centro congressi che verrà utilizzato per convegni, cerimonie, spettacoli, mostre e tutte quelle iniziative che serviranno per far “vivere” il posto anche nei mesi meno caldi.

Portopiccolo si fermerà qui o andrà anche oltre?
Il prossimo passo più grande sarà quello del potenziamento di Portopiccolo, abbracciando la Baia storica di Sistiana, fino ad arrivare all’ex hotel austriaco, con un ulteriore sviluppo immobiliare magari non di grandi volumi, ma comunque molto qualificante per l’area, che valorizzerà tutti i boschi circostanti.