L’impresa guarda al futuro con #TerritoriDigitali

Il digitale sbarca a Trieste e chiama a raccolta la piccola media impresa. Si è svolto presso l’auditorium del museo Revoltella la prima tappa del roadshow #TERRITORIDIGITALI, promosso e organizzato da Confindustria Digitale e arrivato in città con la collaborazione del comune di Trieste, con il prezioso contributo del movimento dei Digital Champion, qui rappresentato dal factotum digitale Gabriele Persi, digital champion di Trieste.

Una giornata che ha coinvolto, in qualità di relatori, rappresentanti di realtà di prestigio internazionale come Google, Hewlett Packard, Microsoft e IBM, ma anche le più rappresentative realtà cittadine e regionali nel campo dell’innovazione, tra cui Insiel e Area Science Park. La giornata si è aperta col buio in sala per il benvenuto registrato del viceministro dello sviluppo economico Carlo Calenda che ha sottolineato come “La trasformazione digitale delle piccole e medie imprese e la loro capacità di competere utilizzando le nuove tecnologie di rete rappresentano passaggi cruciali per la ripresa dell’economia italiana”. A fare gli onori di casa il sindaco Roberto Cosolini, che ha portato il saluto della governatrice Serracchiani. Si sono poi succeduti gli ospiti, presentati dall’Amministratore delegato di Microsoft Italia Carlo Purassanta. Si è parlato, nella prima tranche di interventi, di clouding, mobilità, gestione dei dati e social enterprise, mentre nella seconda sono stati approfonditi il digital marketing, la sicurezza, gli oggetti intelligenti e l’outsourcing. Una panoramica esaustiva, corredata di case histories, che ha reso la misura ai presenti di come l’innovazione digitale costituisca per la piccola media impresa l’unica via non solo per uscire dalla crisi, ma soprattutto per rimanere sul mercato.

Carlo Purassanta: “Io vi sfido. Una volta usciti da questa manifestazione, scegliete un neolaureato, un programmatore o un ingegnere informatico, e assumerlo nella vostra azienda come CTO (Chief Digital Officer). Vedrete che ne avrete benefici insperati, anche nel breve periodo”.

Uno dei dati più interessanti emersi dalla discussione è la potenzialità delle aziende digitali: statisticamente sono quelle che garantiscono di gran lunga i maggiori margini di profitto, percentuali di neo assunzioni e possibilità di internazionalizzazione. Per questo Purassanta ha lanciato ai presenti una provocazione interessante. Rivolgendosi agli imprenditori in sala, li ha incalzati: “Io vi sfido. Una volta usciti da questa manifestazione, scegliete un neolaureato, un programmatore o un ingegnere informatico, e assumerlo nella vostra azienda come CTO (Chief Digital Officer). Vedrete che ne avrete benefici insperati, anche nel breve periodo”.

Una prospettiva stimolante, che ha assunto contorni più seriosi quando dal pubblico sono state espresse perplessità sulle difficoltà della PMI cittadina ad abbracciare la cultura digitale, cambiando strumenti, processi e soprattutto mentalità. La risposta di Purassanta e dei relatori è stata forte: si è parlato di ‘Darwinismo digitale’, la necessità, cioè, di adattarsi alla nuova realtà o scomparire. “Nel mondo – ha proseguito Purassanta – esistono solo tre tipi di grandi aziende: quelle nuove che hanno rivoluzionato il mercato, quelle tradizionali che hanno saputo reinventarsi nel corso degli anni e quelle tradizionali che sono fallite”. Un messaggio chiaro, che, unito all’appello all’unità e alla collaborazione del sindaco Cosolini, ha indicato la via per una svolta digitale che potrebbe rappresentare l’ultima chiamata per un sistema, quello cittadino, che vive nel difficile divario tra grandi aziende che emigrano e piccola media impresa che fatica a sopravvivere, soffocata dalla crisi.

Il seminario si è concluso con una serie di tavoli di confronto e l’intervento di Persi, che ha passato il testimone a l’Aquila, prossima tappa del lungo tour dei #TERRITORIDIGITALI, che toccherà città tra cui Reggio Calabria, Catania e Firenze. La giornata è stata l’occasione di approfondire un tema conosciuto, ma forse ancora poco considerato, ma anche l’opportunità di riunire nello stesso luogo istituzioni, impresa e mondo dell’alta istruzione, in un confronto che, nella speranza degli organizzatori, possa costituire un primo punto fermo di un percorso virtuoso verso un futuro, non solo di sopravvivenza, ma di sviluppo.

In un momento storico in cui vengono meno le risorse economiche e il mercato interno vive uno stallo dei consumi e oggettive difficoltà a fare utili e quindi investire, l’approccio digitale è l’unico che permetta di ridurre costi e risorse, ottimizzare i processi di produzione e soprattutto, grazie alle potenzialità della rete, di allargare globalmente i confini del mercato. Trieste vanta una tradizione di inventiva ed innovazione e realtà di prestigio e rilevanza nazionale ed internazionale. Il terreno è fertile e i semi sono stati piantati. Ora il testimone passa ai nostri imprenditori, che devono avere il coraggio di non limitarsi a sopravvivere, ma guardare al futuro con la prospettiva di crearsi una propria nicchia nel mercato globale.

Sono finiti i tempi del ‘No se pol’, si apre l’era del ‘Yes we can!’