L’impero dove non tramonta mai il sole

Prima che l’idea visionaria dell’imam Karim Aga Khan IV, il principe-imprenditore, trasformasse quest’angolo di Costa Smeralda in quello che oggi conosciamo, il paesaggio di questo tratto di Sardegna era il tipico paesaggio brullo e inospitale della Gallura più remota, una terra rocciosa, arsa dal sole e levigata dal vento e dal mare.

Innamoratosi di questi luoghi, il principe prese un architetto italiano e uno scenografo francese e disse loro cosa aveva in mente. Il resto è storia. A partire dagli anni Sessanta, il gigantesco cantiere di Porto Cervo iniziò a scolpire il granito sardo per dare forma ad un’architettura che avrebbe fatto scuola e che deve il suo successo alla precisa volontà di richiamarsi ai gusti locali, ai tipi galluresi, usando materiali galluresi, per inserirsi senza strappi nel paesaggio costiero e cercando con esso un’intesa vincente e sostenibile. Vennero poi la costituzione dello Yacht Club e, negli anni Ottanta, l’ampliamento del porto.

Grazie a quella genialità e a quella lungimiranza, che, assieme ad altre imprese, valsero all’imam i titoli di cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e, più tardi, quello di Cavaliere del lavoro (e fu il primo mussulmano nella storia italiana a ricevere tali onorificenze), Porto Cervo diventò una delle mete più esclusive del Mediterraneo e punto di riferimento assoluto per il turismo di lusso di tutto il mondo.

Tuttavia è innegabile che, a dare nuovo smalto alla vita notturna della Costa Smeralda di fine millennio, sia stata l’apertura del Billionaire di Flavio Briatore, perché il suo club esclusivo diventò (ed è tuttora) il maggior punto di ritrovo del jet set internazionale.

Oggi come allora, infatti, d’estate, la vita della capitale della Costa Smeralda si riempie di turisti, feste, avvenimenti sportivi ed enogastronomici. Così, può capitare di ritrovarsi a fare shopping per le viuzze che dalla celebre Piazzetta delle Chiacchiere portano al Sottopiazza assieme a vip internazionali e personaggi dello spettacolo, o di far parte di serate con divi del cinema e cantanti e dj da tutto il mondo.

Ma quel paesaggio di mirti e rocce non è un solo un lontano ricordo. Porto Cervo non ha offuscato le bellezze paesaggistiche della zona e, anzi, deve il suo successo anche alla vicinanza con spiagge uniche al mondo, come quella di Portisco, di Liscia Ruia (conosciuta dalla movida smeraldina come Long Beach) o quella di Petra Manna. Oppure, più vicine alla Marina, le spiagge del piccolo e grande Pevero o di Cala Granu.E il bello di questi luoghi è che spesso si possono scoprire piccole baie e calette solitarie e sconosciute, dove stare lontani dalla vita più festaiola.

È questo doppio spirito, questa doppia faccia di Porto Cervo a renderlo così unico, da offrire allo stesso tempo mondanità e riservatezza, divertimento e relax, nell’esclusività di una vacanza che, in ogni modo passerete, resterà per sempre indimenticabile.