L’arte può intaccare le differenze di genere nella moda?

Pubblichiamo in esclusiva cartacea l’intervista che Canto Motto, brand di moda e rivista digitale, ha fatto a Freddy Curiél, direttore e cofounder del brand M-Stash.

Canto Motto è un brand originariamente Italiano, nato nelle parti di Vicenza
a fine anni ’80 in una sartoria d’alta moda locale. Nonostante l’apertura di diversi negozi in Italia, il brand è sempre rimasto a conduzione familiare, curando i dettagli delle sue produzioni. Nel 2006, Canto Motto si concretizza in una brand internazionale grazie a Gianluca Giacobbe, il nipote del fondatore originario, che decide di portare in Cina il know-how e l’esperienza accumulata nella manifattura italiana, aprendo il primo negozio a Guangzhou (Canton). Ad oggi Canto Motto conta la presenza in più di 50 città tra Cina e Giappone, con oltre un centinaio di negozi monomarca sul territorio.

Ho avuto modo di conoscere da vicino la realtà del loro fashion business a grande scala in Cina, e ho imparato molto sulle differenze dei due mercati e sulle strategie aziendali per poter essere concreti e incisivi in un campo come questo, circondati da innumerevoli competitors. Di certo l’Italianità e il design unico e curato, nei dettagli e nella loro estetica, di Canto Motto, ha fatto la differenza per affermarsi ed espandersi sul mercato cinese.

II brand sviluppa prettamente moda femminile, con approccio fortemente concettuale, ispirandosi alle forme e ai colori della natura, con geometrie semplici ma con una scelta di materiali particolari e di alta qualità. Ho avuto modo di collaborare con Canto Motto a un progetto di adattamento di alcuni dei loro capi per un’estetica maschile, selezionando e indossando alcuni dei loro outfit. Questa sperimentazione si è ripetuta con altri artisti oltre a me, stranieri e locali, da cui sono nate una serie di interviste che hanno raccolto in modo virale l’attenzione dei media in Cina.

È stato un lavoro molto interessante e l‘inizio di una collaborazione più ampia, infatti stiamo lavorando assieme all’ingresso, o meglio al ritorno, del brand in Italia, e al contempo dell’espansione di M-Stash in Cina.

Introduzione di FREDDY CURIÉL

Puoi presentarti ai nostri lettori e condividere con noi qualche esperienza del tuo lavoro interessante?

Mi chiamo Freddy Curiél, e sono un architetto paesaggista con base a Shenzhen e Hong Kong da ormai 6 anni. Mi occupo principalmente del design di spazi pubblici, giardini residenziali e aree commerciali prettamente esterne, ma ultimamente lavoro spesso anche con il retail design, dove posso combinare sia il branding con l’interior design per ottenere soluzioni spaziali innovative, grazie al mio interesse e occupazione in prima persona anche nel mondo della moda e del retail.

È da quasi 4 anni infatti che ho lanciato assieme ad alcuni amici una linea d’abbi- gliamento “mustache-friendly” chiamata M-Stash. Questo è un progetto nato senza troppe pretese, iniziando a disegnare e produrre t-shirts e accessori esclusiva- mente reversibili, vendendoli online. Di recente, il marchio ha iniziato ad avere una forte visibilità e richiesta e abbiamo deciso di puntare alla qualità dei nostri prodotti, spostando la produzione in Italia e sviluppando un total look 100% made in Italy, entrando con successo nel mercato del retail Italiano.

Nella tua professione attualmente, quali sono le più recenti cose di cui ti stai occupando?

Da architetto al momento, stiamo lavorando a 3 progetti di diversa scala. Il primo è un vasto intervento di paesaggio residenziale a Yichang, nel centro nord della Cina, che è già in costruzione e verrà ultimato entro la fine del 2016. Stiamo poi seguendo l’ultimazione di un centro per la cultura araba nel Nord-est cinese. Per finire, sto lavorando assieme al mio amico e collega Tobia Repossi, un altro architetto italiano di base a Shenzhen, con una nota azienda cinese di prodotti per la salute. Stiamo sviluppando per loro un nuovo branding, strutture espositive, e il concept per i loro flagship store. Per quanto riguarda l’attività nel campo della moda con M-Stash, abbiamo da poco ultimato la nostra collezione Spring Summer 17, e stiamo lavorando alla campagna mediatica di supporto alla nostra campagna vendite.

Qual è la tua visione personale della moda?

Vedo la moda non come uno statement estetico, ma piuttosto come una nuvola di ispirazioni da lasciare all’interpretazione personale. Al giorno d’oggi ci sono talmente tanti nuovi prodotti e marchi sul mercato, e grazie a inter- net e molto facile reperirli da qualsiasi parte del mondo, che è difficile pensare di uniformare il concetto di moda a livello globale. Non penso ci sia il giusto o lo sbagliato, ma piuttosto dovremmo essere in grado di interpretare la moda in base alle nostre singole personalità, rientrando nel contesto delle nostre personali circostanze. La moda e l’essere alla moda, non deve essere una prerogativa di pochi, ma un luogo comune per l’espressione estetica dei singoli individui, senza discriminazioni.

Come definiresti il tuo modo di vestire?

Ho sempre avuto difficoltà a dare definizione delle cose, e inserirle dentro categorie precise, in particolare se riguardano me stesso o il mio lavoro. Grazie al fatto che viaggio molto, sia per piacere che per lavoro, sono abituato ad assorbire diverse influenze ed ispirazioni dalle persone che incontro, dalle circo- stanze in cui mi ritrovo, e dai luoghi che visito, e di certo questo si riflette nel mio design e nel mio modo di vestire. Infatti, penso che il mio stile sia un connubio e un mix di idee interessanti e dettagli non convenzionali. Se devo provare a trovare qualche aggettivo, direi eclettico e stravagante, ma sempre con uno stile a tono con il contesto e le circostanze in cui devo esser presente.

Cosa hai pensato quando ti abbiamo chiesto di prendere parte a questo progetto per Canto Motto?
Ero molto eccitato dall’idea perché sin da subito, quando ho avuto l’opportunità di vedere di persona le sfilate e prodotti di Canto Motto, ho pensato che alcuni dei vostri capi e modelli da donna sarebbero stati bene nel mio guardaroba… Ed eccoci qua a lavorare proprio su questo, cercando di trasformare, interpretare e adattare i vostri capi a un look maschile!

È stata per te la prima volta che hai indossato vestiti femminili?
Quando mi piace qualcosa, un certo vestito, singolo pezzo, colore particolare o un accessorio, non ci penso due volte a comprarlo e indossarlo, nonostante sia pensato originariamente come capo da donna… Lo ripeto, mi piace la moda quando è interpretata con un certo stile dai singoli individui, non importa cosa indossi, ma come lo indossi!

Cosa ne pensi della filosofia dietro a questo evento?
Personalmente penso sia un ottimo concept comunicativo, che lavora proprio su concetti a cui io do molto valore nel campo della moda, come dicevo prima la moda dovrebbe essere un’interpretazione personale lasciata agli utenti finali piuttosto che alle vetrine dei negozi.

Rispetto all’idea di uomini che vestono capi pensati originariamente per la donna, cosa ne pensi?
Supporto senza problemi l’idea di stile androgino, che riflette molto la generazione contemporanea di fashionista, tanto che io stesso nelle creazioni di M-Stash, il nostro brand, sviluppo elementi unisex.

Autore CANTO MOTTO (WWW.CANTOMOTTO.COM)

Traduzione GENIUS